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320.000 laterizi per le facciate ondulate e organiche

L’immagine esterna «espressiva» dell’edificio non è l’opera di un gesto casuale e arbitrario, ma riflette sostanzialmente la complessità della disposizione interna. Le facciate sono movimentate dalle diverse altezze delle singole parti che compongono l’edificio, dalle aperture aggettanti e dalla disposizione sfalsata dei mattoni.

Risultato materiale di un gesto di filantropia, l’edificio universitario di Sydney è la prima opera realizzata in Australia da Frank Owen Gehry, il famoso architetto canadese ormai da moltissimi anni residente a Los Angeles.
L’edificio, progettato all’interno del campus cittadino dell’UTS (University of Technology, Sydney) e adibito alla nuova sede universitaria della Business School, prende il nome dall’uomo d’affari australiano-cinese Chau Chak Wing, autore di questa generosa donazione di 25 milioni di dollari.
Australia © Andrew Worssam (1)A prima vista, l’aspetto esteriore della nuova sede universitaria – associata da alcuni critici poco rispettosi dell’architettura di Gehry a un sacchetto di carta spiegazzato («crumpled paper bag») – può farci sorgere qualche perplessità, ma, in realtà, analizzando con attenzione alcune scelte progettuali impiegate scopriamo che la sua forma e l’immagine complessiva hanno più di una giustificazione valida. L’ottantaseienne premio Pritzker – che in una recente conferenza stampa non ha esitato ad affermare che il 98% di ciò che oggi viene costruito è «shit» – descrive con queste parole il Dr Chau Chak Wing Building: «un organismo di apprendimento in crescita con molti rami del pensiero, alcuni robusti, alcuni effimeri e delicati».
Australia © Andrew Worssam (2)Insomma, un’istituzione universitaria all’avanguardia con tutti i suoi spazi interni, il più possibile efficienti e funzionali, pronti a essere utilizzati per la ricerca e il lavoro interdisciplinare.
Dunque, non (necessariamente) un nuovo landmark cittadino realizzato da un architetto famoso, da affiancare all’Opera House (1957-73) di Jørn Utzon presente in città, ma un luogo funzionale predisposto alla vita universitaria contemporanea, la cui ispirazione – secondo l’autore – gli è stata fornita dalle forme di un’icona statunitense, la casa sull’albero (Tree house).
Da qui deriva l’immagine esterna «espressiva» dell’edificio, che non è l’opera di un gesto casuale e arbitrario, ma riflette sostanzialmente la complessità della disposizione interna e che, per poterlo fare, ha richiesto molte soluzioni tecniche impegnative e difficili da realizzare.
Australia © Andrew Worssam (3)Le facciate del volume sono ondulate e organiche, movimentate dalle diverse altezze delle singole parti che compongono l’edificio, dalla presenza di molteplici aperture finestrate aggettanti e dalla disposizione sfalsata (e in certi casi sporgente) di circa 320.000 mattoni posati.
Per la loro progettazione, e realizzazione finale, sono stati utilizzati i migliori software 3D e Bim (Building Information Modeling), i quali, insieme all’esperienza di posatori altamente specializzati, hanno determinato il successo di quest’opera così impegnativa e contemporanea.Australia © Andrew Worssam (4)
La scelta del colore chiaro utilizzato nei fronti esterni, realizzati con mattoni progettati su misura, fa preciso riferimento alla tonalità della pietra arenaria che contraddistingue il patrimonio architettonico storico della città; invece, i prospetti a ovest sono caratterizzati da grandi pareti vetrate continue che riflettono i frammenti delle costruzioni limitrofe.
All’interno dell’edificio colpisce la ricchezza degli spazi progettati generata dalle forme «organiche» dei singoli volumi, coadiuvati dalla presenza contemporanea di materiali come il legno, l’acciaio, il vetro e altri.
A ciò si aggiungono due corpi scala scultorei realizzati, uno, in acciaio inox lucido, posto nella lobby principale, e l’altro, in frassino vittoriano, che circonda l’aula ovale del terzo livello.
Essa, insieme a una seconda aula ovale, è contraddistinta dalla presenza di 150 grandi travi di legno provenienti dalla Nuova Zelanda, che creano una forma scultorea all’interno dell’atrio del piano terra.
Australia © Andrew Worssam (5)
Tutto il Dr Chau Chak Wing Building, che ha avuto la certificazione a cinque stelle emessa dal Green Building Council of Australia, è stato progettato tenendo in massimo conto le problematiche riferite alla sostenibilità ambientale, dalla progettazione del grande parcheggio per biciclette (a scapito dei pochi parcheggi lasciati alle automobili), alla raccolta, e il riciclo, di acqua piovana per le esercitazioni antincendio.

di Igor Maglica, PhD, architetto e giornalista
©Costruire in Laterizio

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