Decreto Legge | Imu

Abolizione dell’Imu in tre tappe

Il Governo ha finalmente deciso il destino dell’Imu: stop alla rata di giugno, con la legge di stabilità l’annullamento della seconda rata e dal 2014 il passaggio alla Service Tax. Per Paolo Buzzetti la soppressione dell’Imu è la fine di una stortura fiscale che gravava sul comparto delle costruzioni.

Il governo Letta ha deciso ieri l’abolizione dell’Imu ma la cancellazione della tassa avverrà in tre passaggi.
Nell’immediato è stata eliminata per la prima casa, i terreni agricoli e le case rurali con la soppressione della rata di giugno. Prevista anche la cancellazione del versamento di dicembre con un decreto da collegare in ottobre alla legge di stabilità.

La misura in dettaglio
Le rate di giugno e dicembre. È stata cancellata la rata di giugno e a ottobre la legge di stabilità indicherà come reperire i fondi per azzerare anche quella di dicembre. Abolizione completa dal 2014.
Immobili delle imprese. Per gli immobili di proprietà di imprese, artigiani e professionisti, se di tipo strumentale, scatta la deduzione del 50%. È stata cancellata la prima rata per i terreni agricoli e sono stati esentati anche i fabbricati rurali già noti al catasto e le aree incolte.
Immobili merce. Sono esentati dalla seconda rata del 2013 e se l’immobile non è locato esenzione a regime nel 2014.
Agevolazioni selettive. L’imposta sui negozi finirà nelle casse dei comuni che hanno la facoltà d’introdurre agevolazioni selettive in alcune zone e penalizzare i negozi sfitti.
Service tax. Dal primo gennaio 2014 scatterà l’imposta locale, service tax, per coprire la gestione dei rifiuti urbani e dei servizi indivisibili.

Ridare slancio all’edilizia
Il decreto ha tra i suoi obiettivi primari quello di ridare slancio al mercato delle costruzioni e in questo senso va la misura di ridurre il peso fiscale sugli immobili invenduti. La misura viene meno in caso di vendita o locazione dei fabbricati. Il valore del patrimonio invenduto, secondo le stime dei costruttori, è pari a 1.5 miliardi di euro l’anno per il 6% di patrimonio abitativo destinato ala vendita per un valore di 25.6 miliardi annui.
Immobili pubblici. L’abolizione della prima rata dell’Imu riguarda anche le proprietà immobiliari di cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazioni principali. Per gli alloggi principali assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari vige il trattamento precedente. L’agevolazione è estesa anche agli immobili posseduti dal personale in servizio permanente delle forze armate e di polizia a ordinamento militare.
Affitto a canone concordato. La cedolare secca passerà dal 19% al 15%. La disposizione dovrebbe rendere più conveniente per i proprietari il ricorso al canone concordato rispetto a quello libero. Ricordiamo che la cedolare secca è stata introdotta per far emergere il nero nel mercato degli affitti e compensare in questo modo le minori entrate Irpef.
Debiti Pa. Sbloccati 10 miliardi di pagamenti della Pa in grado di assicurare 1 miliardo di extra gettito Iva. La nuova tranche potrebbe essere realizzata in due momenti: 7 miliardi subito e 3 miliardi nelle settimane successive. In totale, nel 2013 lo Stato rimborserà 30 miliardi, pari a 2 punti del Pil.
Cdp – Mutui. Per favorire l’acquisto della prima casa Cdp metterà a disposizione delle banche più di 2 miliardi di euro per l’erogazione di nuovi mutui per l’acquisto della casa principale. La Cassa può acquistare obbligazioni bancarie con operazioni di cartolarizzazione di crediti derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali liberando l’attivo delle banche che possono erogare nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni principali.

Paolo Buzzetti, presidente Ance
La casa al centro delle politiche economiche del Paese 

«Le misure a favore dei mutui e la revisione sull’Imu con l’eliminazione di quella sull’invenduto approvate oggi dal Governo Letta sono uno strumento fondamentale per far ripartire l’edilizia e per ridare alle famiglie la possibilità concreta di acquistare casa. Questo governo ha intrapreso una nuova politica economica che vede l’edilizia come motore della crescita. A questo punto non bisogna fermarsi ma continuare lo sforzo intrapreso e dare avvio a un piano d’investimenti infrastrutturali come hanno fatto Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna e altre economie mondiali. Il Paese ha bisogno di opere per la manutenzione del territorio, delle scuole e degli edifici pubblici, un tassello fondamentale per l’economia e la sicurezza dei cittadini. 
Pagamenti Pa, incentivi energetici e a favore di ristrutturazioni, l’anticipazione negli appalti pubblici e adesso i mutui e l’Imu sull’invenduto sono tutti i tasselli di un puzzle che si sta ricomponendo il cui disegno finale è la crescita e il recupero di competitività. Misure che l’Ance ha sostenuto sin dall’inizio della crisi e che finalmente hanno trovato ascolto, grazie anche al lavoro dei ministri Saccomanni e Lupi».




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