Croazia | Petrolio

All’Eni i giacimenti petroliferi in Adriatico

La Croazia, al contrario dell’Italia, non ha mai sfruttato le riserve di petrolio e metano, se non in misura marginale. Il Governo di Zagabria aveva suddiviso la sua metà d’Adriatico in 29 enormi lotti.

La Croazia affida all’italiana Eni >> i giacimenti della sponda dalmata dell’Adriatico, che finora non sono stati perforati. Sono giacimenti a ridosso delle acque italiane, in alcuni casi anzi di difficile attribuzione fra i due Paesi, e spesso si trovano a poche miglia dalla costa italiana come accade nel golfo di Trieste oppure nella fascia davanti alle isole Tremiti e al Gargano, in Puglia.

eni

Probabilmente sotto il fondale di fronte a Veneto, EmiliaRomagna e Marche c’è soprattutto metano, mentre più a Sud, fino alle aree che fronteggiano la Puglia, dovrebbe esserci abbondanza di greggio.
Secondo l’Us Energy Information Administration, le riserve croate possono contare su 70 milioni di barili di greggio e 2,6 miliardi di metri cubi di gas naturale.
La Croazia, al contrario dell’Italia, non ha mai sfruttato le riserve di petrolio e metano, se non in misura marginale. Il Governo di Zagabria aveva suddiviso la sua metà d’Adriatico in 29 enormi lotti.

Alla scadenza del bando pubblicato in primavera, erano risultate offerte per la concessione di 15 dei 29 lotti presentate da di verse compagnie, ma non si sapeva quali. Secondo quanto riporta Jutarni List, un giornale di Zagabria, tre compagnie sono vincitrici, e cioè l’Eni, la statunitense Marathon Oil e la croata Ina (la compagnia di cui il Governo di Zagabria ha appena ceduto il controllo al gruppo ungherese Mol).

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