Cina | Strutture in acciaio

Ardita struttura con vuoto centrale dal diametro di 48 metri

L’edificio, che ha richiesto un investimento pari a 50 milioni di euro, è stato concepito dall’architetto Joseph di Pasquale, che ha vinto nel 2009 un concorso internazionale bandito dalla proprietà per la realizzazione della propria sede, e si sviluppa su 33 piani per circa 128 metri di altezza e 85mila metri quadrati di superficie.

Il Guangzhou Circle è il nuovo edificio sede della Guang Dong HongDa XinYe Group, di fatto la Borsa di interscambio di materiale plastico più grande al mondo con oltre venticinque miliardi di euro scambiati ogni anno.
L’edificio, che ha richiesto un investimento pari a 50 milioni di euro, è stato concepito dall’architetto Joseph di Pasquale, che ha vinto nel 2009 un concorso internazionale bandito dalla proprietà per la realizzazione della propria sede, e si sviluppa su 33 piani per circa 128 metri di altezza e 85mila metri quadrati di superficie.

La caratteristica del nuovo manufatto architettonico, concepito come una vera e propria porta di accesso alla città per chi proviene dalla nuova stazione sud della ferrovia ad alta velocità, è quella di avere uno spazio vuoto al centro perfettamente circolare di un diametro di 48 metri.
Posto sulla riva del fiume delle Perle al confine sud ovest della città di Guangzhou, il Circle è improntato a un concetto architettonico dalla forte caratterizzazione simbolica, allo scopo di ottenere un landmark building che sia percepito come nativo cinese senza cadere nello stereotipo del grattacielo occidentale.
Ci si è orientati quindi verso una figurazione architettonica completamente chiusa e definita, più congeniale al mondo e alla cultura orientale: una sorta di «logo urbano», che si propone di svolgere nel panorama della città una funzione paragonabile a quella degli ideogrammi nella scrittura cinese.

Il riferimento iconico principale è quello ai dischi di giada e alla tradizione numerologica del fengh shui. In particolare il doppio disco di giada (bidisk) è il simbolo regale dell’antica dinastia cinese che regnava in questo territorio circa 2000 anni fa.
Riflettendosi nell’acqua del fiume, l’edificio forma esattamente il disegno del doppio disco di giada. Questa figura corrisponde anche al numero 8 e al simbolo dell’infinito, che per la cultura cinese ha una forte valenza propiziatoria.
Le due facciate circolari contengono e sostengono anche strutturalmente dei gruppi di piani sospesi, che per rendere abitabili gli spazi interni riconducono a uno schema ortogonale la perfetta circonferenza dei fronti.
Il principale spazio interno è quello della sala delle contrattazioni, un unico ambiente di circa 2mila metri quadrati, collocato appena al di sotto del grande vuoto centrale e in modo da costituire il cuore operativo e simbolico dell’intero complesso.
L’ardita struttura in acciaio è stata studiata nella fase concettuale in Italia e testata nella galleria del vento al Politecnico di Milano, mentre il calcolo vero e proprio e le prove definitive sono state effettuate dal design institute della South Chine University of Techology (Scut) di Guangzhou.

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