Patrimonio immobiliare | Riqualificazione

Assemblea Andil: ricostruire l’esistente

In Italia, su un totale di sette milioni di edifici, il 55% ha più di quarant’anni. Questi fabbricati sono spesso poco sicuri e soggetti a una notevole dispersione energetica.

Secondo i dati forniti dall’Istat, a fine 2013 il prezzo delle abitazioni esistenti ha registrato un – 12,02% rispetto al 2010. Il patrimonio immobiliare residenziale, il maggiore investimento delle famiglie italiane per diffusione e capitale impegnato, sta costantemente perdendo valore, a una media del 4% l’anno. Oltre alla contrazione della domanda, la perdita di valore è dovuta, soprattutto, alla vetustà degli edifici e alla mancanza di significativi interventi di manutenzione nel corso degli anni,che, tra le altre criticità, mette spesso a repentaglio la sicurezza. Per far riacquistare valore agli immobili, è necessario avviare immediatamente un piano di riqualificazione e ricostruzione dell’esistente, stimolato e sostenuto da considerevoli interventi dello Stato.

Assemblea ANDIL14

L’industria dei laterizi, insieme a tutta l’industria delle costruzioni, è pronta con nuove soluzioni progettuali e tecnologiche. Questo è quanto emerso durante «L’Europa da costruire», l’Assemblea generale congiunta di Andil >>, l’associazione che rappresenta, in Italia, l’intero settore dei laterizi e Tbe, Tiles and Bricks of Europe, la federazione europea dei laterizi. In Italia, su un totale di sette milioni di edifici, il 55% ha più di quarant’anni. Questi fabbricati sono spesso poco sicuri e soggetti a una notevole dispersione energetica: consumano di media il triplo rispetto alle nuove costruzioni efficienti, sia per il tipo di materiali utilizzati che per ragioni progettuali.

Luigi Di Carlantonio

Luigi Di Carlantonio | presidente Andil
«È il momento d’intervenire per dare nuovo valore al nostro patrimonio immobiliare, la maggiore ricchezza degli italiani e dell’Italia, ma anche di numerosi altri Paesi europei, Slovacchia, Spagna e Slovenia, in primis. La soluzione che proponiamo è “ricostruire l’esistente”. Si tratta di riqualificare quanto esiste, se necessario abbattendo per ricostruire ex novo, all’insegna della sostenibilità e della sicurezza, ovvero, della durabilità dei sistemi edilizi e delle loro prestazioni, in particolare sia quelle antisismiche che di maggiore efficienza energetica. In questo modo, oltre a dare nuovo valore agli immobili, si avrebbero ricadute positive per l’ambiente, sottraendolo al degrado e non consumando ulteriormente il territorio. La diffusione di questa pratica riattiverebbe, inoltre, l’industria delle costruzioni, traino per l’intera economia. A sostegno di un piano sicuramente ambizioso, ma ormai ineludibile sono necessari investimenti pubblici e politiche che stimolino la responsabilità di ogni proprietario».

Durante l’Assemblea si è posto l’accento, infine, sui materiali, sulle tecnologie e sulle nuove metodologie progettuali offerti oggi dal settore edilizio, chiedendo al Governo italiano un impegno rilevante nel definire misure specifiche a sostegno della qualità. In particolare, Rudy Girardi, presidente di Federcostruzioni >>, ha rivendicato il ruolo di classe dirigente del Paese che compete alle organizzazioni di categoria, precisando che ci sono proposte puntuali all’attenzione del Governo italiano cui spetta, tra l’altro, la guida dell’Unione Europea per il prossimo semestre.

Heimo Scheuch | presidente Tbe
«In Italia, a differenza di Paesi come Germania e Regno Unito, non si costruisce in quantità sufficiente per rispondere ai bisogni di ammodernamento dell’edilizia residenziale e pubblica. Nel progetto più ampio di “ricostruire l’esistente”, è importante che il Governo italiano, così come quelli degli altri paesi dell’Unione, si concentri anche su un rilevante intervento a supporto di un vasto piano di edilizia sociale, per sostenere le categorie meno abbienti e dare, così, nuova spinta alla ripresa economica generale. Ogni euro pubblico investito nell’edilizia, infatti, genera un immediato effetto leva, stimolando ulteriori investimenti, pubblici e privati, per più di 60 centesimi, con conseguente rilevante incremento dell’occupazione. L’Europa ha bisogno di ripartire proprio dal mercato interno, per coniugare le esigenze di sviluppo e di occupazione con il rinnovamento del nostro patrimonio immobiliare: maggiore sicurezza, qualità, salubrità e comfort abitativo, nel rispetto delle risorse e dell’ambiente».




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