Trasformazioni urbane | Pescara

Cinque le aree strategiche per lo sviluppo

Disposte su una superficie complessiva di oltre settanta ettari, sono cinque le aree della città che trasformeranno Pescara in un grande cantiere a cielo aperto.

Riviera sud. È considerata uno dei gioielli più preziosi di Pescara. L’area è enorme, perché va dal ponte del Mare fino a via Vespucci e al suo interno si trovano il porto turistico, l’ex Cofa, l’ex Edison, i terreni di Di Properzio, De Cecco e Laureti. L’amministrazione comunale ha varato un Piano particolareggiato per fissare dei paletti alla crescita urbanistica indiscriminata. L’area è stata suddivisa in tre subambiti ( A, B, e C) per definire meglio le zone dove è possibile costruire. Nel primo, che corre lungo le sponde del fiume, non è prevista alcuna volumetria. Nel B, tra via Doria e via Magellano, si concentra la superficie fondiaria, di cui il 50 per cento destinata a uffici e negozi e il resto a residenziale. Nel C, che si sviluppa lungo il litorale di Porta Nuova, sono previsti invece grattacieli alti fino a 50 metri, alberghi, uffici e negozi.

Area ex Cofa

Ma tutto il Piano rischia di passare in secondo piano rispetto all’opera di un privato. Più precisamente, dalla società Pescaraporto, dell’avvocato Milia (società Uropa) e dei costruttori Andrea e Luca Mammarella (società Viana), che, avvalendosi di una norma del Decreto Sviluppo, è riuscita a bypassare il Piano particolareggiato ottenendo i permessi per costruire nell’area ex Edison, tra il porto turistico e l’ex Cofa.
Oltre 20mila metri cubi per realizzare non più un hotel, come previsto inizialmente, ma uffici e negozi e forse appartamenti in tre fabbricati, di cui due alti sette piani. Due ricorsi al Tar hanno bloccato per il momento l’intervento.
Beneficiando delle agevolazioni previste dal Decreto sviluppo anche altre tre società, la Salpar e quelle del petroliere Lucio Laureti e del costruttore Carlo Di Properzio, hanno proposto di realizzare interventi immobiliari, che rientrano tutti nell’enorme area golenale e portuale di Porta Nuova, oggetto del Piano particolareggiato 2 presentato dall’amministrazione comunale per fissare dei paletti nell’edificazione di quella zona di pregio.

Ex fonderia Camplone. È saltato l’accordo di programma con i privati che avrebbe consentito la realizzazione nell’area ex fonderia Camplone, sulla Tiburtina, della nuova sede della Regione. Erano previsti due grattacieli all’interno dei quali avrebbero dovuto trovare posto il consiglio e gli assessorati regionali, ora sparsi in tutta la città. Edifici così alti tuttavia avrebbero messo in pericolo il decollo e l’atterraggio degli aerei nell’aeroporto prossimo alla zona in questione.
Così l’intesa tra Comune e i proprietari del terreno di 4 ettari e mezzo, Iniziative immobiliari e Cielo Alto (di Pierangeli), si è arenata. L’accordo si è trasformato in un contenzioso legale, con le società che hanno presentato ricorso al Tar per contestare il diniego del Comune alla proposta di Piano urbanistico e hanno vinto. Il Comune ha presentato appello al Consiglio di Stato e l’area, già bonificata una volta, è rimasta abbandonata.

San Donato. Un’altra area strategica della città si trova tra i quartieri di San Donato e Porta Nuova. Ha un’estensione di ben 19 ettari e anche in questo caso il Comune ha presentato un Piano particolareggiato, che andrà a breve in consiglio per l’approvazione definitiva. Secondo le intenzioni dell’amministrazione, quell’area dovrebbe diventare un polo direzionale commerciale, con uffici, negozi, abitazioni. Sono state inserite nel progetto due torri di 12 piani in Strada comunale piana, con la speranza che la Regione voglia realizzare lì le nuove sedi.

Aree di risulta dell’ex Stazione centrale. Altri tredici ettari nel cuore della città scampati al cemento. Le aree di risulta, non riqualificate, sono da anni un parcheggio di superficie. La precedente amministrazione ci aveva provato con un accordo che prevedeva, in cambio della costruzione di un parcheggio sotterraneo, l’affidamento della gestione del centro della città, trasformato in Ztl e posti auto a pagamento, all’imprenditore Carlo Toto. L’operazione è fallita e ora il progetto ambizioso del sindaco Mascia mira a realizzare un teatro, parcheggi a silos, verde attrezzato e anche una strada, che servirà per il passaggio del traffico, quando corso Vittorio Emanuele diventerà pedonale. Le archistar Botta e Fuksas si sono già candidate per realizzare l’opera.

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