Economia | Urbanistica

Convegno Cobaty: nuovi modelli urbani

Il presidente di Aspesi Federico Filippo Oriana ha puntualizzato che «la problematica dello sviluppo economico del nostro Paese è in realtà la problematica dello sviluppo economico delle nostre città.

Un tema attuale come non mai quello legato alla rigenerazione delle città; Cobaty (associazione internazionale interprofessionale per le costruzioni e l’urbanistica) lo ha organizzato coinvolgendo esponenti della politica, delle istituzioni e delle associazioni di settore, ottenendo una considerevole affluenza di pubblico (130 architetti presenti in sala).

Giovanni Bottini | presidente di Cobaty Italia

Giovanni Bottini | presidente di Cobaty Italia

Dopo l’introduzione ai lavori del presidente di Cobaty Italia, Giovanni Bottini, e del vicepresidente di Cobaty International, Renato Caronna, il presidente di Aspesi Federico Filippo Oriana ha puntualizzato che «la problematica dello sviluppo economico del nostro Paese è in realtà la problematica dello sviluppo economico delle nostre città. Il tema della generazione urbana è dunque cruciale per dare un futuro all’Italia. Oggi tuttavia» ha lamentato Oriana «esiste un problema di rappresentanza: tutte le associazioni di categoria devono poter partecipare al processo decisionale. No alla «redutio a unum» che può essere un’opzione pericolosa. Gli operatori del territorio devono organizzarsi secondo un modello democratico in cui tutti possano trovare spazio e rappresentanza».

Convegno Cobaty

L’assessore all’Urbanistica, Stefano Lo Russo, ha illustrato l’esperienza della Città di Torino. «L’argomento di oggi è di straordinaria attualità e tutte le città italiane si troveranno di fronte alla sfida della rigenerazione. Il destino delle Nazioni si gioca sulla capacità di saper rigenerare le proprie città -si pensi per esempio a Detroit e Pittsburgh» ha affermato Lo Russo «due realtà che -come Torino- hanno affrontato una forte deindustrializzazione ma con esiti assolutamente diversi: Detroit è andata in default finanziario, mentre Pittsburgh si è reinventata città delle biotecnologie di eccellenza mondiale. Torino intende affrontare questa sfida puntando su quattro assi principali: il riuso degli spazi urbani dismessi, la qualità architettonica, la priorità del trasporto pubblico, e la partnership tra pubblico e privato. Quest’ultimo punto» ha confermato l’assessore « è oggi fondamentale perché le casse dei Comuni sono esangui. Il pubblico deve quindi poter operare come un «attivatore» di capitali privati da utilizzare per svolgere una funzione pubblica. Tuttavia il nostro quadro normativo è obsoleto, in quanto figlio di una stagione in cui l’Amministrazione pubblica doveva essere il controllore della speculazione privata. Oggi non deve essere più così: le città devono poter attrarre i capitali privati necessari a far decollare una rigenerazione delle nostre città che è esigenza attuale per risollevare l’economia del Paese».

L’incontro ha avuto il merito di far ascoltare il contributo di numerosi esponenti di associazioni e Istituzioni europee. Sono infatti intervenuti anche Henk van der Kamp, Presidente del Consiglio Urbanisti Europei Ectp-Ceu, Dominique Lancrenon, Dg del Consiglio Urbanisti Europei, Mans Lindberg, funzionario del Dipartimento Trasporti e Mobilità della Commissione europea, ed Etele Barath, del Comitato Economico e Sociale Europeo Ten (trasporti, energia, infrastrutture e società di informatica).

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