Regno Unito | Serpentine Sackler Gallery

Copertura rivestita in politetrafluoroetilene

L’incarico di rinnovamento e ampliamento è stato affidato a Zaha Hadid, che ha optato per volumi leggeri e trasparenti, volti più a completare e integrare quelli esistenti che a stabilire un rapporto dialettico con essi.

È stata inaugurata a Londra, nei Kensigton Gardens, la Serpentine Sackler Gallery, il frutto dell’intervento di Zaha Hadid Architects su The Magazine, un edificio costruito nel 1805 come deposito di polvere da sparo sul lato nord del Serpentine Bridge, e utilizzato con questa destinazione fino agli anni Sessanta.
Con 900 mq fra spazi espositivi, ristorante e aree aperte al pubblico per un importo complessivo di lavori pari a 14,5 milioni di sterline, il secondo spazio di Serpentine realizzato nel parco è concepito come un nuovo ritrovo per la vita culturale londinese, collocato nel cuore della città.

(Foto Luke Hayes).

Nel 2010 la Serpentine Gallery ha vinto una gara d’appalto indetta da The Royal Parks per rendere l’edificio preesistente, classificato Grade II*, accessibile al pubblico per la prima volta negli oltre due secoli della sua storia.
L’incarico di rinnovarlo e ampliarlo è stato a questo punto affidato a Zaha Hadid, che ha optato per volumi leggeri e trasparenti, volti più a completare e integrare quelli esistenti che a stabilire un rapporto dialettico con essi.
Si tratta della prima struttura permanente realizzata da Hadid nel centro di Londra, a tredici anni di distanza dal padiglione temporaneo Serpentine Pavillion concepito per la stessa istituzione. La Sacker Gallery è completata da un intervento di landscaping a cura di Arabella Lennox-Boyd. Per le strutture ci si è avvalsi della collaborazione di Arup.
Per la copertura, dove erano richieste resistenza, elevate prestazioni e una vita utile sufficientemente lunga, è stata utilizzata una fibra di vetro rivestita in politetrafluoroetilene.

(Foto Luke Hayes).

Il tetto presenta tre strati: oltre alla membrana esterna, sono presenti infatti degli interstrati isolanti e resistenti al fuoco, e la tensostruttura in tessuto all’intradosso.
Questa soluzione dall’andamento molto plastico scelta per la copertura presenta superfici totalmente opache a eccezione di cinque lucernai posizionati in corrispondenza degli elementi verticali portanti.
La membrana stutturale è stata messa in tensione attraverso l’ancoraggio alle cinque colonne interne e all’anello continuo in acciaio che corre lungo il perimetro del tetto, rivestito in fibra di vetro.
A livello impiantistico, l’elemento di eccellenza è costituito invece dalla prima pompa di calore geotermica, fra quelle installate finora in Regno Unito, in grado di fornire simultaneamente riscaldamento e raffrescamento. Anche questo sistema è stato sviluppato da Arup, che ha previsto l’ottimizzazione del trasferimento di calore da entrambi i sistemi, in modo da riciclarlo fra di essi e ridurre il più possibile il ricorso alle sonde geotermiche. Questa soluzione impiantistica è stata integrata con un sistema di produzione dell’acqua calda alimentato a energia solare, consentendo di evitare l’impiego di una caldaia tradizionale a gas che avrebbe comportato in questo caso un consumo pari a quattro volte quello di una normale modello per uso domestico.
Gli ingegneri della sezione Public Health di Arup e Arabella Lennox-Boyd Landscape Design hanno inoltre collaborato per la realizzazione di un sistema di raccolta delle acque piovane, integrato nel giardino. Per simulare le condizioni della galleria, sono stati realizzati dei modelli in miniatura dei rilevatori di fumo, compiendo su di essi dei test per stabilire gli effetti dei riflessi luminosi provenienti dai dispositivi di oscuramento dei lucernai. In questo modo è stato possibile installarli a una distanza di soli 10 cm dagli oscuranti, invece dei 30 cm previsti per un intervento di questo tipo.

 

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