Internazionalizzazione | Ingegneria

Crescita delle imprese italiane all’estero

All'impetuosa crescita delle esportazioni di servizi di ingegneria non si è però accompagnata quella delle importazioni, che vedono un aumento pari a 200 milioni di euro tra il 2010 e il 2012 (da 1,1 a 1,3 miliardi).

Una crescita senza precedenti quella fatta registrare dai servizi d’ingegneria delle imprese italiane, che nel triennio 2010-2013 hanno fatto registrare un sorprendente +165%, passando dagli 1,76 miliardi di euro del 2010 ai 2,59 miliardi del 2012.

La conferma della vitalità all’estero delle imprese di progettazione italiana viene dal Rapporto del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, pubblicato a fine 2013.
Alla impetuosa crescita delle esportazioni di servizi di ingegneria, non si è accompagnata quella delle importazioni, che, invece, vedono un aumento pari a 200 milioni di euro tra il 2010 e il 2012 (da 1,1 a 1,3 miliardi).
Le imprese italiane di ingegneria per rispondere alla feroce crisi del mercato interno, cercano e trovano nel mercato estero un importante sbocco (obbligato) che, fortunatamente, non è loro precluso in virtù delle grandi competenze tecniche e manageriali.
Ma non tutte le componenti del mercato riescono, purtroppo, a diversificare la loro offerta vendendo i propri servizi oltreconfine. Se, infatti, nel mercato interno dei servizi di ingegneria il ruolo dei professionisti è rilevante (anche se con crescenti difficoltà), lo stesso non può dirsi per l’estero che li vede presenti, al contrario, in maniera decisamente marginale.
I piccoli studi di ingegneria, infatti, proprio a causa della loro peculiare struttura organizzativa, non dispongono delle capacità e della forza necessaria per potersi affacciare proficuamente verso l’estero.
Si può stimare, infatti, che il fatturato prodotto all’estero da tutti i professionisti tecnici residenti in Italia, e relativamente ai servizi di ingegneria per il 2012, valga circa 70 milioni di euro, appena il 2,7% del totale dell’export che risulta, pertanto, appannaggio, quasi esclusivo, delle società di ingegneria.
La forte vocazione verso l’estero dell’ingegneria organizzata è confermata anche dal recente rapporto Oice-Cer. Tra le iscritte all’organizzazione di categoria, che rappresentano un campione significativo dell’universo delle società di ingegneria, si osserva, infatti, come una parte rilevante del fatturato venga prodotto fuori dai confini nazionali.
Le vendite oltreconfine di servizi ingegneristici valgono nel 2012 il 40% del totale della produzione, e si presume siano destinate ad arrivare a quasi il 50% nel 2013. Per il futuro si prevede, quindi, un contesto produttivo che riprodurrà le tendenze già viste per quello attuale. Si osserverà, pertanto, un’ulteriore crescita dell’export italiano di servizi di ingegneria (anche se in misura assai più contenuta), che arriverà nel 2013, a toccare i 2,76 miliardi di euro (+ 9,5%), ma sarà realizzato quasi esclusivamente dalle società organizzate lasciando solo le briciole ai liberi professionisti, che con 67 milioni di incassi, vedranno, invece, un’ulteriore contrazione (- 4,3%).




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