Logistica | Il sistema dei porti italiani

Criticità e soluzioni in uno studio della Cdp

Il sistema portuale e logistico italiano, nonostante una posizione geografica favorevole e competenze operative e logistiche di alto livello, stenta a intercettare flussi di traffico diretti e originati all’estero.

I costi della logistica. Il sistema logistico italiano, pur essendo caratterizzato da elevate potenzialità, non riesce quindi ancora a garantire un livello di affidabilità tale da soddisfare pienamente la domanda espressa dal sistema imprenditoriale nazionale, e fatica ad affermarsi come interlocutore a livello europeo. Tutto ciò contribuisce a determinare un elevato costo logistico per il Sistema Italia che, specialmente in una congiuntura complessa come quella attuale, riduce in misura significativa la competitività del paese, che per performance logistica occupa la 22esima posizione a livello internazionale.

Attraverso l’adozione di adeguati correttivi come, per esempio, la regolamentazione e l’infrastrutturazione, il nostro sistema logistico potrebbe avere elevate chance di recupero. Un recente studio di At Kearney e Confetra stima per l’Italia un costo della logistica più elevato rispetto alla media europea dell’11% circa. Tale asimmetria si traduce in un disavanzo di competitività sul fatturato industriale, pari a circa 12 miliardi di euro. Il gap strutturale della logistica e del sistema infrastrutturale italiano è stimabile in circa 4 miliardi di euro.

Gli interventi a sostegno del settore. Forti eterogeneità dimensionali, funzionali e territoriali, attivazione di un sistema di governance che permetta la più stretta interrelazione tra porti e interporti nella prospettiva di un rafforzamento del cluster terra-mare, l’avvio di un programma di lavori che favorisca un più serrato dialogo fra i gestori delle rete e dei nodi della logistica, facendo leva sulla complementarità delle diverse modalità di trasporto. Sono questi, in sintesi, gli interventi a favore del settore che, secondo lo studio di Cassa Depositi e Prestiti, vanno sostenuti e incentivati per rilanciare il sistema portuale italiano, che ha straordinarie potenzialità. La possibilità di far leva su economie di scala, in grado di ridurre il costo medio per unità trasportata appare, da questo punto di vista, determinante.

In questo contesto emerge, infatti, un vantaggio competitivo per i porti del Nord che, in ragione sia di specificità fisiche (come la profondità dei fondali), sia di elementi di carattere economico (riconducibili alle dimensioni dei mercati di riferimento), consentono alle shipping company di concentrare elevati volumi di carico da e per quelle destinazioni, con un costo per unità trasportata più contenuto rispetto agli scali del Sud. Inoltre, mentre nel Mediterraneo si rileva una distinzione piuttosto marcata tra porti gateway e scali di transhipment, nei porti del Nord le diverse modalità distributive coesistono, rafforzando la possibilità per gli operatori di realizzare economie di scala.

L’insieme di queste considerazioni suggerisce che, in generale, l’attuale polarizzazione dei flussi verso Nord abbia effettivamente un fondamento oggettivo. In Italia, quindi, i porti dell’arco tirrenico attraggono traffici generati anche al di fuori del proprio mercato di riferimento, affermandosi come realtà di rilievo a livello europeo.

Leggi anche:
Gli interventi infrastrutturali>>
I via libera dall’Europa>>
Integrati con le reti Ten-T>>

Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Il Nuovo Cantiere © 2018 Tutti i diritti riservati

Tecniche Nuove Spa | Via Eritrea, 21 – 20157 Milano | Codice fiscale e partita IVA 00753480151