Ambiente | Normative

Decreti: introduzione di nuovi delitti a salvaguardia dell’ambiente

Sulla Gazzetta ufficiale n. 122 del 28 maggio 2015 è stata pubblicata la legge 22 maggio 2015, n. 68 recante «Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente» entrata in vigore il 29 maggio.

La legge 22 maggio 2015, n. 68 recante «Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente» pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 122 del 28 maggio 2015 prevede l’introduzione di nuovi delitti a salvaguardia dell’ambiente, introducendo pene più gravi rispetto al sistema sanzionatorio che attualmente punisce la lesione dell’ambiente attraverso contravvenzioni e sanzioni amministrative previste dal Codice dell’ambiente (Dlgs. n. 152 del 2006).

Inquinamento_ambientale

Con il provvedimento viene inserito nel codice penale il nuovo Titolo VI-bis (dei delitti contro l’ambiente), che comprende nuovi reati quali l’inquinamento ambientale, la morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, il disastro ambientale, delitti colposi contro l’ambiente, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo e omessa bonifica.

Per l’inquinamento ambientale è prevista una pena da 2 a 6 anni di carcere da 10mila a 100mila euro per chiunque abusivamente provoca «una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna». Sono, inoltre, peviste aggravanti in caso di lesioni o morte a una o più persone: da 2 anni e 6 mesi fino a 7 anni per lesioni che comportino più di 20 giorni di malattia; da 3 a 8 anni per lesioni gravi; da 4 a 9 per lesioni gravissime; da 5 a 10 in caso di morte.

Nel caso di traffico e abbandono di materiale ad alta radiattività sono previsti da 2 a 6 anni di carcere e una multa da 10mila a 50mila euro per «chiunque, abusivamente, cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattività».

Il condannato viene, in ogni caso, obbligato al recupero o, dove tecnicamente possibile, al ripristino dello stato dei luoghi.

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