Expo Milano 2015 | Sistemi costruttivi a secco

Edilizia, prova generale d’industrializzazione

È di 110 ettari la superficie del sito di Expo Milano 2015, l’Esposizione Universale che l’Italia ospita dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 con il tema «Nutrire il pianeta, Energia per la vita», un laboratorio a cielo aperto, che ha visto quotidianamente impegnati 3.500 tra operi e tecnici specializzati, per portare a compimento realizzazioni in tempi record, con un’organizzazione del cantiere e impiego di tecnologie risultate un caso di scuola.

Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che l’Italia ospita dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 con il tema «Nutrire il pianeta, Energia per la vita». È un’esposizione universale di natura non commerciale organizzata dalla nazione che ha vinto una gara di candidatura presso il Bureau International des Expositions di Parigi (abbreviato Bie) al quale aderiscono 160 paesi, e prevede la partecipazione di altre nazioni invitate tramite canali diplomatici dal paese ospitante.
La prima Esposizione Universale è stata organizzata a Londra nel 1851 e il suo successo ha spinto altre nazioni a organizzare iniziative della stessa natura, come quella di Parigi del 1889, ricordata per la Tour Eiffel. Ogni Esposizione Universale è dedicata a un tema di interesse universale.

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L’area scelta per l’evento è nel settore nord-ovest di Milano ed è per il 90% posta nel comune del capoluogo e per il restante 10% in quello di Rho; sono coinvolti per quanto concerne le infrastrutture limitrofe anche i comuni di Pero, Bollate e Baranzate. Complessivamente l’area occupa 110 ettari ed è adiacente al nuovo polo espositivo di Fiera Milano. La zona precedentemente era occupata da impianti di produzione industriale, successivamente è stata adibita sia a destinazione agricola sia per impianti di natura logistica e per servizi comunali.

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L’area espositiva è organizzata come un’isola circondata da un canale d’acqua ed è strutturata in due assi perpendicolari che ricordano le due strade principali delle antiche città romane, il cardo e il decumano. Secondo un principio di omogeneità tutti i padiglioni dei vari Paesi del mondo sono affacciati sul decumano lungo 1,5 km e largo 35 m; lungo il cardo, 325 m di lunghezza per 35 m di larghezza, sono disposti i padiglioni delle regioni e province italiane.
All’incrocio dei due assi si configura piazza Italia di 4.350 mq. A nord del cardo sorge Palazzo Italia affacciato sulla Lake Arena dal diametro di 98 m. Lungo il lato sud invece un teatro all’aperto (open-air theatre) da circa 10mila mq per un totale di circa 9mila posti.
Agli estremi del decumano sono presenti una grande collina artificiale da un lato e l’Expo Center dall’altro, formato da tre blocchi funzionali indipendenti: auditorium (blocco sud), performance area (blocco centrale) e palazzo uffici (blocco nord), per un totale di circa 6.300 mq. I due ingressi principali del sito, quello sud e quello ovest, presentano due passerelle per i collegamenti rispettivamente verso l’area della cascina Merlata e verso il polo extraurbano della Fiera di Milano.

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Un elemento innovativo è rappresentato dai cluster: gli spazi tematici nei quali i Paesi che non hanno la possibilità di un proprio padiglione sono raggruppati per tematiche o filiera alimentare. I cluster sono 43 edifici (32 in legno e 12 in acciaio) con i seguenti temi: Frutta e legumi, Cereali e tuberi, Caffè, Cacao e cioccolato, Risdo, Spezie, Isole, Bio-Mediterraneo, Zone Aride.

L’ideazione del sito espositivo è stata affidata a progettisti di esperienza e a giovani neolaureati della Società Expo 2015 Spa, con il supporto di architetti quali Stefano Boeri, Ricky Burdett e Jacques Herzog. La presentazione ufficiale è avvenuta il 26 aprile 2010 sotto il nome di Masterplan 2010. Questo masterplan, come tutte le sue versioni successive, si configurano come revisioni di un concept plan inizialmente progettato nel 2009.

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L’accesso all’area è garantito da una rete di infrastrutture adiacenti tra le quali la fermata di Rho Fiera della linea 1 della metropolitana milanese che connette al centro cittadino, la stazione ferroviaria di Rho Fiera Expo Milano 2015, servita da treni suburbani, regionali e ad alta velocità, le autostrade A4, A8 e A9 Milano-Como-Laghi e dai tre aeroporti cittadini lombardi di Malpensa, Linate e Bergamo.
Complessivamente sono 145 i Paesi partecipanti (con il coinvolgimento del 94% della popolazione mondiale), 3 le organizzazioni internazionali (Onu, Unione Europea e Cern) e 13 organizzazioni della società civile tra cui Caritas, Oxfam, Wwf e Save the Children.
Il sito si è rivelato un laboratorio a cielo aperto, che ha visto quotidianamente impegnati 3.500 tra operi e tecnici specializzati, che hanno portato a compimento realizzazioni in tempi record, con un’organizzazione del cantiere che è risultata un caso di scuola.

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Organizzazione. Il Decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2008, in attuazione a quanto stabilito dall’art. 14 del Decreto Legge n°112 del 25 giugno 2008, convertito nella Legge n°133 del 6 agosto 2008, ha istituito gli organismi per la gestione delle attività di Expo Milano 2015. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2013 ha nominato Giuseppe Sala Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015.

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La gestione dell’evento è stata affidata a Expo 2015 Spa (preliminarmente denominata Società di Gestione Expo Milano 2015 Spa o Soge) partecipata da: Comune di Milano; Provincia di Milano; Regione Lombardia; Ministero dell’Economia; Camera di Commercio di Milano. Amministratore delegato è Giuseppe Sala, la Presidente è Diana Bracco.
Per garantire l’aderenza al tema proposto «Nutrire il pianeta, energia per la vita, l’Expo» si avvale della collaborazione di un comitato scientifico composto da numerosi membri di livello internazionale. Tra di essi: Per Pinstrup-Andersen, economista agrario già Direttore Generale dell’International Food Policy Reasearch Institute (Ifpri); Joachim Von Braun, membro del Consultative Group of International Agricultural Research (Cgiar), Professore di Economia e Politica dell’Alimentazione, già Presidente della International Association of Agricultural Economists (Iaae); Ismail Seralgedin, Direttore della biblioteca alessandrina; Claudia Sorlini, Professoressa di Microbiologia Agricola, Preside della Facoltà di Agraria dell’università degli studi di Milano; Francesco Salamini, professore di Tecnologie Genetiche presso l’università Statale Milano; Gian Michele Calvi, Presidente di Eucentre (European Centre for Earthquake Engineering); Enrico Porceddu, Professore di Genetica Agraria presso l’università della Tuscia.

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ALBERO DELLA VITA

Icona di Expo Milano 2015, l’Albero della Vita riprende la geometria della rinascimentale piazza michelangiolesca del Campidoglio di Roma. Con struttura interna metallica e esterno in elementi portanti in legno lamellare di larice, per il montaggio è stato messo a punto un sistema specifico che ha consentito di ottimizzare i tempi di montaggio, permettendo alle maestranze di lavorare in condizioni di sicurezza.

Ideato da Marco Balich e realizzato dal Consorzio Orgoglio Brescia, di cui fa parte la Wood Beton Spa, la struttura dell’Albero della Vita, posizionato al centro del Lake Arena, riprende la geometria della piazza michelangiolesca del Campidoglio di Roma rielaborata tridimensionalmente. Complessivamente la struttura è alta 36 m, la base sviluppa un’impronta di 52 m mentre la chioma nel punto massimo di sbraccio arriva sino a 40 m.

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Struttura. Internamente alla struttura lignea vi è una colonna in acciaio 5355, dal diametro di 250 cm, composta in quattro blocchi e saldata successivamente in cantiere, contenente una scala elicoidale in grado di consentire l’accesso al personale di servizio in quota per la manutenzione e l’installazione di tutte le apparecchiature previste per gli spettacoli.

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La chioma, il fusto e la parte inferiore della struttura sono costituiti da elementi portanti in legno lamellare di larice di due differenti classi: per la porzione in alto e parte di quella centrale è stato impiegato legno lamellare Gl28c, mentre per la parte bassa e la restante parte centrale è stato impiegato legno lamellare Gl24c. Complessivamente sono stati approvvigionati, da foreste a sviluppo controllato, e tagliati 120 mc di legname, successivamente trattato con prodotti antitarlo e antimuffa.
La sezione tipica dei conci utilizzati è di 16 x 28 cm e la loro lunghezza varia dai 4 agli 8 m, con la caratteristica di esser sagomati su doppia curvatura con torsione lungo l’asse principale.
Ogni spirale dell’Albero è composta da 19 conci assemblati tra loro; nello specifico si ripetono 12 spirali in senso orario e 12 in senso antiorario, per un totale complessivo di 456 conci, i quali sono stati montati tra di loro senza la presenza di elementi in acciaio di sostegno diretto.

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Per il montaggio è stato messo a punto un sistema specifico che ha previsto dapprima la cantierizzazione a terra della chioma attorno alla colonna in acciaio e il suo successivo tiro in quota attraverso l’utilizzo di un sistema di taglie e argani. Complessivamente la parte alta della struttura ha un peso pari a 80 ton. La chioma dell’Albero risulta collegata alla colonna centrale mediante 48 trefoli in acciaio armonico nella sua parte superiore e con 24 piastre di acciaio nella sua parte inferiore. Complessivamente, per la sua parte lignea, l’Albero pesa circa 90 ton.
La colonna di acciaio, oltre a sorreggere la struttura della chioma, funge da elemento irrigidente anche per il resto dell’Albero. Questa soluzione ha consentito di ottimizzare i tempi di montaggio, permettendo alle maestranze di lavorare in condizioni di sicurezza.

IL CANTIERE
Paese: Italia
Tema: Albero della Vita
Progettazione architettonica: Marco Balich
Progettazione esecutiva: Ing. Alessandro Gasparini – Studio Gap
Ingegnerizzazione e montaggio: Ing. Giovanni Spatti – Wood Beton Spa
General contractor: Consorzio Orgoglio Brescia
Principali materiali utilizzati: acciaio e legno lamellare

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