Argentina | Prototipo

Edilizia sociale modulare in legno Habitat 5

L’ Habitat 5 si propone di soddisfare in un superficie di circa 60 mq le esigenze abitative di una famiglia a basso reddito, configurandosi come un’alternativa ai programmi di edilizia sociale, basata su sistemi costruttivi tradizionali ma attenta all’ambiente e alla sostenibilità.

All’interno di una riserva ecologica situata a Morón, città argentina della provincia di Buenos Aires, è stato realizzato il modulo sperimentale Habitat 5 dall’istituto igeo, appartenente alla facoltà di architettura dell’università locale.

Habitat 5

Il processo è stato guidato dall’architetto Alejandro Borrachia e rappresenta il risultato finale e al contempo una sorta di verifica sul campo di una ricerca durata tre anni, riguardante lo sviluppo di un sistema costruttivo in legno. Rispetto ai prototipi precedenti (ne sono stati realizzati complessivamente sette) Habitat 5 costituisce un momento cardine nella storia accademica dell’istituto, permettendo di verificare strutture, sigillature, porosità e il comportamento in presenza di determinate condizioni climatiche.

Il prototipo è stato concepito per la mostra «Technopolis», e contiene una sala d’attesa e servizi rivolti al cliente, in grado di trasformarsi in uno spazio di incontro o in un’aula per la didattica, una zona servizi con un piccolo bagno per il personale e un ufficio privato per la gestione del parco, un cortile che fornisce l’accesso e in un’ottica futura è concepito per creare il collegamento con altri edifici delle stesse caratteristiche, da realizzare in fasi di lavorazione successive. L’ Habitat 5 si propone di soddisfare in un superficie di circa 60 mq le esigenze abitative di una famiglia a basso reddito, configurandosi come un’alternativa ai programmi di edilizia sociale, basata su sistemi costruttivi tradizionali ma attenta all’ambiente e alla sostenibilità.

Habitat 5 dettaglio

Il sistema modulare in legno sviluppato da igeo richiede processi di assemblaggio molto brevi e costi contenuti. Il prototipo nasce con possibilità di crescita e varianti già previste, che consentono di aumentare in modo molto semplice la superficie, ricavando camere da letto aggiuntive nel rispetto degli orientamenti e degli affacci, e raggruppando i servizi.

A livello di efficienza energetica, ai normali sistemi passivi già utilizzati nei moduli precedenti si aggiungono, nel caso di Habitat 5, il geotermico per riscaldamento e raffrescamento, pannelli solari termici sul tetto per la produzione di acqua calda, accumulo di acqua piovana per l’irrigazione e vari servizi, sfruttamento degli orientamenti solari, possibilità di trasformare l’involucro in una parete «Trombe» per regolare la temperatura interna nelle varie ore del giorno e della notte.

L’iniziativa coinvolge una serie di aziende private, che hanno fornito i propri prodotti e tecnologie per la realizzazione dell’Habitat 5, e attraverso una struttura modulare di facile montaggio in loco, che non richiede competenze tecniche o attrezzature particolari, mira idealmente alla creazione di posti di lavoro attraverso il progressivo coinvolgimento della popolazione locale come manodopera.

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