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Equilibrio tra concorrenza e organizzazione degli studi professionali

Zambrano: «Siamo a un punto di svolta. Lavoriamo per garantire la massima apertura ai professionisti tecnici, trovando il giusto punto di equilibrio tra la concorrenza e l’organizzazione degli studi professionali».

Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri.

Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri.

Servizi di ingegneria e di architettura a un punto di svolta. Questo il messaggio che parte dall’incontro organizzato dall’omonimo Gruppo di lavoro del Consiglio Nazionale degli Ingegneri >> e al quale hanno partecipato anche i responsabili delle Commissioni «Servizi di ingegneria e architettura» e le Commissioni «Pareri» (ex parcelle) degli Ordini Provinciali degli Ingegneri. «Siamo a un punto di svolta» ha commentato Armando Zambrano che ha aperto i lavori.

Il Presidente del Cni ha poi aggiunto: «Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e la Rete delle Professioni Tecniche hanno svolto un’azione efficace, presso il Ministero delle Infrastrutture, l’Anac e il Parlamento, che ha avviato un confronto serrato sui servizi di ingegneria e architettura, avendo come obiettivo finale la tutela della concorrenza». «Abbiamo lavorato – ha continuato Zambrano – per garantire la massima apertura ai professionisti tecnici, trovando il giusto punto di equilibrio tra la concorrenza e l’organizzazione degli studi professionali. Su altre questioni, poi, abbiamo proposto un pacchetto di proposte che sono state accolte positivamente, dagli albi dei commissari giudicatori, alla centralità del progetto, alla riduzione al ricorso agli appalti integrati. Il tutto allo scopo di coniugare l’efficienza del sistema con la trasparenza».

L’argomento portante della giornata è stata la recente Determinazione dell’Anac sulle opere pubbliche, illustrata nei dettagli attraverso la relazione dell’Ing. Michele Lapenna, responsabile del Gruppo di lavoro sui servizi di ingegneria e architettura. «Abbiamo ribadito l’importanza della recentissima Determinazione Anac n.4/2015 – ha detto Lapenna – Siamo in un momento delicato in cui tutti gli operatori del settore sono in attesa del nuovo codice dei contratti pubblici. Intanto, però, la Determinazione può porre fine a tutta una serie di anomalie che negli anni, anche attraverso l’attività del nostro Centro Studi, abbiamo riscontrato nelle procedure di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura». «Come Cni – ha proseguito Lapenna – stiamo coinvolgendo gli Ordini territoriali in un’azione di controllo dei bandi che ha come obiettivo specifico quello di supportare le stazioni appaltanti affinché rispettino la normativa. Un’azione preventiva, insomma, che favorisca la corretta applicazione della norma».

Su quest’ultimo aspetto è intervenuto anche l’Ing. Maurizio Riboni (Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Novara). «Il Gruppo di lavoro sui servizi di ingegneria e architettura – ha dichiarato – partendo dall’attività storica del Centro Studi del Cni, che ha consentito di individuare i maggiori punti critici relativi ai bandi, ha deciso di estendere ai territori l’attività di monitoraggio, attraverso il coinvolgimento degli Ordini provinciali. Un’azione di vigilanza e controllo che, grazie alle conoscenze specifiche che solo chi è presente sul territorio può avere, diventa più precisa e puntuale».

Un altro tema affrontato dalla Determinazione Anac, molto sentito dai professionisti tecnici, è quello degli importi delle gare. «La Determinazione dell’Anac – ha affermato l’Avv. Lorenzo Passeri (Consulente del Centro Studi Cni) – ha consentito la soluzione di una serie di problemi giuridici legati al bandi per i servizi di ingegneria. In primis ha dichiarato l’obbligatorietà dell’applicazione del DM 143 sui parametri per la determinazione dei corrispettivi da porre a base d’asta. Con gli ultimi governi s’era creato un vuoto normativo che ha reso incerta l’individuazione degli importi. In questo senso, la Determinazione ha restituito un riferimento normativo preciso. Inoltre l’Anac ha stabilito dei limiti all’applicazione del criterio del massimo ribasso attraverso l’individuazione di una soglia di anomalia, l’esclusione automatica e la limitazione dell’incidenza del prezzo».

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