Austria | Museo d'arte digitale

Esperimento interattivo su scala urbana con facciate mediatiche da 40mila led

L'idea «Puzzle Facade» è di trasferire l’esperienza di chi è intento nella risoluzione di un cubo di Rubik dalla scala di un oggetto che si può tenere fra le mani a quella dello spazio urbano.

A Linz, il primo museo di arte digitale della storia, l’Ars Electronica Center, recentemente ampliato da Treusch Architecture con una nuova facciata mediatica tra le più grandi in Europa con i suoi 5100 mq di superficie vetrata e 40mila led, è stato utilizzato dal designer e artista visuale spagnolo Javier Lloret per un esperimento interattivo, che coinvolge proprio l’involucro edilizio del complesso.

puzzleFacade

Le 1100 strisce led, dalla lunghezza massima di 120 cm e dalla sezione compresa fra 20 e 35 mm, sono normalmente controllate attraverso un software di gestione per ottenere vari effetti cromatici e luminosi sulla facciata di pannelli in vetro fuso, controllando il colore e l’intensità luminosa di ciascun elemento. L’idea di Lloret, denominata «Puzzle Facade» e nata dalla tesi di un master presso la locale Università di Arte e Design Industriale, è stata quella di trasferire l’esperienza di chi è intento nella risoluzione di un cubo di Rubik dalla scala di un oggetto che si può tenere fra le mani a quella dello spazio urbano, coinvolgendo i passanti in uno spettacolo mutevole e visibile anche a distanza.

Ciò avviene attraverso un dispositivo manipolabile da una singola persona, una sorta di interfaccia costruita come un cubo di Rubik, ma con dei componenti elettronici al suo interno che permettono di memorizzare orientamenti e rotazioni compiute su ciascun lato, per poi inviare tali dati tramite una tecnologia Bluetooth a una postazione computer, su cui è installato il software concepito appositamente per la Puzzle Facade. Questo programma permette di cambiare le luci e i colori della facciata mediatica dell’Ars Electronica Center in correlazione con i movimenti di chi sta giocando col cubo-interfaccia a distanza. Per via della conformazione del complesso e delle caratteristiche del suo intorno, è possibile vedere solo due facce riprodotte simultaneamente sui fronti esterni dell’Ars Electronica, e questo vincolo rappresenta un fattore di difficoltà in più nell’innovativo gioco su scala urbana.

L’esperimento della Puzzle Facade è stato realizzato con la consulenza dei supervisori Laurent Mignonneau, Christa Sommerer e Martin Kaltenbrunner. Lo stesso Javier Lloret ha curato tutti gli aspetti dell’iniziativa, dalla concezione all’elettronica, fino alla programmazione e al design del cubo-interfaccia, avvalendosi della consulenza di Gregor van Egdom nelle ultime fasi dell’iter progettuale e della produzione. Prima di essere messa a disposizione del pubblico, l’interfaccia è stata collaudata in collaborazione con Ars Electronica Futurelab.

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