Azerbaijan | La Crystall Hall

Facciata a membrana e struttura in acciaio

Invece della scelta tradizionale di uno scheletro in cemento armato, in questo caso si è preferito adottare un organismo interamente in acciaio, composto da tre parti indipendenti tra loro: la facciata a membrana, la struttura modulare delle tribune e la copertura interna.

A Baku, capitale dell’Azerbaijan, la collaborazione tra lo studio di architettura gmp Architekten von Gerkan, Marg und Partner, il general contractor Alpine Bau Deutschland e Nüssli International ha portato alla realizzazione della Crystal Hall, una struttura multifunzionale per eventi, in grado di ospitare 25mila spettatori.

(foto Formkombinat Marg).

(foto Formkombinat Marg).

Inaugurato in occasione dello Eurovision Song Contest, una manifestazione canora a cadenza annuale, l’edificio, concepito con una forma scultorea che evoca quella di un grande cristallo, sorge sulla penisola situata in prossimità del centro urbano, all’interno del Mar Caspio. Per esigenze legate all’evento inaugurale, l’iter progettuale e la costruzione sono stati portati a termine in un periodo di otto mesi, mentre per un intervento di dimensioni analoghe, per esempio uno stadio per il calcio, sono normalmente necessari quattro o cinque anni in totale. La Baku Crystal Hall non è una sala per concerti nel senso più classico, ma un’arena multifunzionale indoor, concepita e realizzata in vista di un utilizzo a lungo termine.

(foto Abdulaev Axmed).

(foto Abdulaev Axmed).

A livello strutturale, invece della scelta tradizionale di uno scheletro in cemento armato, in questo caso si è preferito adottare un organismo interamente in acciaio, composto da tre parti indipendenti tra loro: la facciata a membrana, la struttura modulare delle tribune e la copertura interna. Allo scopo di rendere possibile la costruzione di un’architettura delle dimensioni di uno stadio in un numero così ridotto di mesi, l’attività dei progettisti e quella cantieristica si sono svolte in parallelo. Uno strumento particolarmente importante in questo processo, caratterizzato da una notevole complessità, è stato rappresentato dalla visualizzazione dettagliata dell’intero programma dei lavori, suddiviso e organizzato in sequenze settimanali, ciascuna corrispondente a uno step dell’intervento.

Un prerequisito considerato fondamentale per il successo di questo innovativo metodo di lavoro era l’alto livello di esperienza progettuale, manageriale e costruttiva fornito dal team nella programmazione. Altrettanto importante è risultata la continua comunicazione e collaborazione fra gli architetti e le imprese coinvolte nel processo costruttivo. La forma cristallina dell’edificio e le sue facciate illuminate rappresentano la risposta a una specifica richiesta della committenza, che era intenzionata a creare un nuovo landmark di grande impatto visivo, in grado di rappresentare idealmente un ponte fra Europa e Asia. Varie scenografie dinamiche sono state previste per l’illuminazione, con l’impiego di 9.500 luci led per sottolineare l’andamento della facciata membranosa e creare atmosfere appropriate ai diversi eventi.




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