Green economy | Eolico, fotovoltaico e biogas

Futuro verde per le aziende italiane

L’Italia è quinta al mondo per investimenti nelle rinnovabili al 2012, ultimi dati a disposizione, dietro Cina, Usa, Germania e Giappone, nonostante la crisi e il fatto che sia cambiata la politica degli incentivi del governo.

Un futuro verde per le aziende italiane. Nei prossimi cinque anni è prevista una crescita del 40% per il settore. A registrare il maggiore sviluppo saranno l’eolico, il fotovoltaico e il biogas. E le aziende italiane, che devono rincorrere i colossi cinesi e statunitensi, si stanno attrezzando.

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Per l’ Agenzia Internazionale dell’Energia Securities, infatti, «nei prossimi 30 anni le energie alternative saranno le fonti con la crescita più rapida». Per l’Agenzia nel 2016 la produzione globale di elettricità da fonti verdi supererà quella derivante da gas e doppierà quella del nucleare, solo il carbone sarà davanti «pur in un contesto difficile»: nei prossimi cinque anni è prevista una crescita del 40%. L’Italia è quinta al mondo per investimenti nelle rinnovabili al 2012, ultimi dati a disposizione, dietro Cina, Usa, Germania e Giappone, nonostante la crisi e il fatto che sia cambiata la politica degli incentivi del governo.

Nel 2012 l’Italia ha investito nelle rinnovabili 14,1 miliardi di dollari, una cifra in calo del 53% su base annua, ma che non ci esclude da nessuna top ten. Se si toglie l’idroelettrico l’Italia, con 29 GW, è quinta anche per potenza installata preceduta da Cina, Usa, Germania e Spagna, ed è seconda, dopo la Germania, nel settore fotovoltaico (16,4), quinta nel geotermico (0,9 GW) e settima nell’eolico (8,1 GW). L’intera filiera delle rinnovabili costituisce un modello da esportare. A fronte di una posizione di primo piano negli investimenti e nella potenza installata, l’Italia mostra la propria debolezza industriale: a dominare il mercato, infatti, sono aziende straniere. Quelle danesi, leader dei pannelli fotovoltaici, poi quelle degli Usa, seguiti dalle tedesche e dalle danesi ancora, regine nell’eolico.

A crescere sono stati il fotovoltaico, quasi inesistente solo sei anni fa e che oggi rappresenta il 20% del totale delle rinnovabili (salite a loro volta al 23,5% dell’energia elettrica prodotta in Italia), e l’eolico, salito in Italia al 15% del totale di produzione elettrica da rinnovabili (il 45% è sempre idroelettrico). Ma anche gli impianti alimentati a bioenergie, legno, rifiuti organici, biogas animale e vegetale, oli vegetali grezzi, sono più che raddoppiati: l’energia prodotta è passata dai 5.257 GWh del 2007 ai 12.250 del 2012.




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