Consiglio nazionale geometri | Il nuovo Consiglio

Geometri: al vertice c’è Maurizio Savoncelli

Il nuovo presidente, in carica per il quinquennio 2013-2018, ha dichiarato che «il consiglio nazionale dei geometri è pronto a contribuire, con idee e proposte, allo sviluppo economico del paese e alla valorizzazione della specificità della professione di geometra».

Maurizio Savoncelli | Presidente Cng

Presso il ministero della Giustizia si è svolta la riunione d’insediamento del nuovo Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati che resterà in carica per il quinquennio 2013-2018.
Il nuovo presidente è il geometra Maurizio Savoncelli, suo vice è Antonio Benvenuti e segretario è Ezio Piantedosi. Il Consiglio è composto anche dai consiglieri: Giuseppe Foresto, Serafino Frisullo, Cesare Domenico Galbiati, Marco Nardini, Enrico Rispoli, Pasquale Salvatore, Fausto Savoldi e Giuliano Villi.
Il nuovo vertice dei geometri si pone una serie di obiettivi concreti per garantire efficienza nella gestione dell’attività professionale della categoria in sinergia con le altre categorie tecniche aderenti alla neo costituita Rete Professioni Tecniche.
Come ha dichiarato il neo presidente (che ha sostituito alla presidenza Fausto Savoldi) «… c’è un consiglio nazionale pronto a contribuire, con idee e proposte, allo sviluppo economico del Paese e, come è già avvenuto in passato, alla valorizzazione della specificità della professione di geometra. In questo difficile momento storico-politico, il consiglio nazionale vuole essere a disposizione della categoria e del paese per contribuire alla ripresa economica supportando gli oltre 100mila geometri che operano quotidianamente sul territorio nazionale». 

Professionisti di sicurezza e fiducia
Nel formulare i migliori auguri di buon lavoro al geom. Savoncelli e ai componenti del nuovo consiglio ci piace sottolineare alcune tematiche che i geometri hanno evidenziato da tempo e che stanno portando avanti con impegno e consapevolezza. Su tutte, la nuova Rete Professioni Tecniche.
I geometri sono arrivati a questa soluzione sinergica dopo aver molto discusso al loro interno sul futuro delle professioni tecniche, non ponendo mai nei confronti delle altre professioni vincoli e barriere, cercando di evitare il conflitto tra competenze che, invece, altre categorie professionali hanno accentuato con insistenza. Tra i geometri è stato acquisito da subito l’elementare concetto che geometri, ingegneri, geologi, periti, architetti possono e debbono lavorare insieme in maniera complementare.
Il sistema delle costruzioni in Italia, insieme all’imprenditoria e ai mercati di riferimento non possono permettersi di avere di fronte categorie professionali in perenne conflitto: soprattutto in un momento in cui la ripresa economica del paese è ancora lontana a venire. Insomma, occorrerà in futuro una maggiore dose di buon senso ma lo sforzo di questo buon senso sono dell’idea che non spetti sempre e solamente ai geometri. Anche le altre categorie professionali devono fare la loro parte e non alzare le barricate e nascondersi dietro il baluardo rappresentato dal concetto di modesta costruzione.
Abbiamo citato imprenditori e mercati di riferimento: passati i tempi del “costruire e costruire, tanto c’è mercato” il futuro delle costruzioni è ora sempre più caratterizzato da lavori di manutenzione e da una maggiore attenzione agli aspetti formali, alla qualità dei materiali utilizzati, alla sicurezza, al risanamento energetico e alla sostenibilità del costruito nel suo complesso. È un “ora” che, stante la situazione economica del paese e le linee d’intervento di sviluppo ancora latitanti, rischia di essere anche “il domani”, con il nuovo costruito che potrà assumere un ruolo secondario (fatte salve le iniziative di grande respiro di interventi di demolizione-ricostruzione) focalizzando un mercato interno basato sul residenziale, sulla logistica e per il mercato pubblico su lavori di piccola-media entità (scuole, strade….).
Nonostante gli scenari possano sembrare tutt’altro che entusiastici, il lavoro e la professione del geometra potranno far leva sull’accrescimento delle loro competenze, nei cantieri come negli studi professionali. Anche perché, lo stiamo già verificando, le nuove tecnologie, applicative e informatiche, stanno crescendo a vista d’occhio, permettendo alla categoria di attuare una serie di iniziative migliorative. Strumenti e fattori che stanno modificando la professione del geometra, un cambiamento che non potrà prescindere dal costante aggiornamento professionale. Garantendo così al geometra professionista l’equivalenza del tecnico esperto, la figura di sicurezza e di fiducia che “ogni giorno opera sul territorio nazionale”. (di Livia Randaccio)

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