Editoriale | Livia Randaccio, direttore editoriale de Il Nuovo Cantiere

I «mattoni» per la mobilità globale del futuro

La «metro» che collega in alta velocità le città euroasiatiche per un livello più alto di mobilità di persone, di merci e idee. L'impegno dei sindaci delle città della Nuova Via Ferroviaria della Seta a sostegno dello studio, della progettazione, della realizzazione delle infrastrutture future per la strategia del nuovo dialogo euroasiatico attraverso i corridoi ferroviari.

Livia Randaccio | Direttore Editoriale | Tecniche Nuove

Livia Randaccio | Direttore Editoriale | Tecniche Nuove

Sono passati 700 anni dallo straordinario viaggio di Marco Polo e dal racconto del Milione che ci è pervenuto tramite Rustichello da Pisa.
Ora la Via della Seta torna d’attualità per essere, un domani, centro di scambi culturali e viatico per l’esportazione di beni e servizi a scala globale.
Dopo gli incontri di Torino (a maggio) e S. Pietroburgo (a giugno, con il primo appuntamento del Forum delle Città) si sta entrando nella fase di sviluppo del programma per la “creazione” (è proprio il caso di usare questo termine) della nuova metro che collegherà in alta velocità i territori eurosiatici in una nuova piattaforma di trasporto che, c’è da augurarselo, sarà anche piattaforma di dialogo economico-sociale-politico. Così a Torino sono stati annunciati gli aspetti più considerevoli dei numerosi e ponderosi progetti della “Nuova Via Ferroviaria della Seta” che collegherà in alta velocità i Paesi dall’Atlantico al Pacifico in un orizzonte temporale previsto al 2050.METRO_MAP_SILK

A OVEST E A EST
Nel vasto quadro della nuova via ferroviaria alcuni punti chiave sono già stati fissati. A Ovest le reti di trasporto transeuropee chiamate Ten-T in fase di realizzazione avanzata (di cui è previsto il completamento entro il 2030), quali il corridoio mediterraneo Torino Lione, il corridoio Rhin Alpes S. Gottardo, incluse le parti italiane; a Est la base di partenza fa riferimento al memorandum d’intesa siglato a maggio tra Russia e Cina per la realizzazione della tratta in alta velocità tra Mosca e Kazan nel Tatarstan russo, progetto pilota della futura linea Mosca-Beijing, con un investimento di sei miliardi di dollari. Tra questi estremi la parte mediana è rappresentata dalla regione Metr, Mediorienteuropa, Turchia e Russia.
Storicamente è questa un’area dove gli scambi commerciali e culturali in passato hanno rappresentato elementi fondamentali nel mondo moderno e attuale.
Purtroppo quest’area sta vivendo oggi un periodo tumultuoso e delicato sia sotto l’aspetto sociale e politico sia sotto l’aspetto economico. Nonostante questa situazione, nell’ambito del processo di stabilizzazione della regione è stata avviata e sviluppata una strategia (condivisa) sovranazionale per la realizzazione d’infrastrutture e reti di mobilità: un progetto ferroviario di alta velocità/alta capacità che connette tutti i Paesi dell’area Metr con le tratte già esistenti e in fase di realizzazione in Europa e in Asia. Il modello che si sta delineando è quello della metro, linea che connette le città-metropoli con i territori e permette spostamenti rapidi, all’insegna dell’efficienza. Proprio nell’Europa comunitaria i nove corridoi prioritari della rete Ten-T stanno creando una specie di grande metropolitana continentale, un “euro-metro”. Se ipotizziamo la tratta Beijing-Torino, tanto per abbozzare un esempio, questa sarà di 10.500 km, percorribile in meno di due giorni se, per esempio, venisse utilizzato un Frecciarossa.

IL LIBRO BIANCO
Proprio nei giorni degli incontri torinesi è stato presentato da Ernest Sultanov (coordinatore del Mir initiative >>) il libro bianco “Metro del Metr: il futuro della mobilità nella regione Metr”, libro contenente ventotto contributi sullo sviluppo futuro della mobilità e delle comunicazioni nella macroregione.
Si tratta di contributi di decisori, opinion leader, intellettuali di città e del comparto dei trasporti, professionisti, autorevoli esponenti d’imprese di costruzioni fra le quali spiccano Acciona, Comsa, Creek, di ferrovie e tra queste Adif, Snfc, Fs, d’industrie quali Siemens, Finmeccanica, Alstom, d’istituzioni governative (Ong) e finanziarie quali European Bank for Reconstruction. Da Torino quindi ha preso il via la call for action destinata ai sindaci delle principali città della regione Metr (Lione, Vienna, Berlino, Budapest, Instambul, Kazan, Astana, Mosca, Siviglia) affinché s’impegnino a sostegno del processo di sviluppo e nella sottoscrizione della Carta di Torino, documento che è già stato controfirmato da 20 sindaci.

GLI OBIETTIVI DELLA CARTA DI TORINO
Tra gli obiettivi di questo documento, oltre agli scopi ai quali abbiamo fatto riferimento (creazione di una piattaforma di dialogo sociale-politico-economico-culturale tra le città del corridoio mediterraneo e quelle della regione Metr, sostegno alla nuova mobilità e alla realizzazione di Forum delle Città…) vi è anche la promozione della città in chiave eco-friendly, per uno sviluppo sostenibile dei trasporti in una visione al 2050 e il sostegno delle potenzialità di partenariato pubblico-privato tra Occidente e Oriente per gli studi preliminari, la progettazione, la realizzazione e la gestione delle infrastrutture della nuova Via Ferroviaria della Seta.

Livia Randaccio
livia.randaccio@tecnichenuove.com

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