Logistica | Il sistema dei porti italiani

I via libera dall’Europa

Conclusi gli accordi per l'ammodernamento del porto di Taranto e per l'intero sistema aeroportuale campano.

Taranto. Un accordo da 260 milioni di euro per ammodernare le infrastrutture del porto. È la dote finanziaria che sarà trasferita al porto di Taranto, per realizzare le nuove infrastrutture a supporto della logistica e della movimentazione merci.

Cento milioni provengono direttamente dalla Taranto Container Terminal (Tct), la società di gestione del porto pugliese, mentre la restante parte pubblica sarà a carico dello Stato e dell’Autorità portuale. I lavori prevedono il consolidamento della banchina del molo per permettere ai fondali di avere una profondità maggiore, compresa fra 16,50 e 15 metri.

Tct si occuperà invece della manutenzione delle attrezzature e installerà nuove gru in grado di lavorare sulle navi di ultima generazione, da 14mila container. L’Autorità portuale, inoltre, darà a Tct altri 500 m di banchina del molo polisettoriale nel giro di un anno e realizzerà una diga foranea a protezione dello stesso molo. I servizi e la piastra logistica consentiranno l’apertura dei container e il lavoro delle merci, che porteranno alla creazione di una nuova fase di espansione per il porto. A pieno regime il porto di Taranto dopo la realizzazione delle nuove infrastrutture porterà il movimento di merci a ben 700 container al giorno.

Porto di Taranto

Campania. Un miliardo e trecento milioni per trasformare il sistema portuale campano nel motore trainante dell’economia regionale. Questo è l’obiettivo dei «Grandi Progetti» approvati dalla Ue dopo due anni di estenuanti trattative, condizionate dall’avvio di un piano strategico in grado di mettere in rete tutte le risorse dei porti presenti nella Campania, come nel caso di Castellammare di Stabia per la cantieristica navale o di Torre Annunziata per i trasporti di prodotti cerealicoli. Obiettivo dell’intera operazione è quello di realizzare un sistema integrato della portualità campana, razionalizzando e specializzando le funzioni degli scali di Napoli, il fulcro del sistema, Salerno e dell’area stabiese.

Il fatturato aggregato degli operatori dei porti di Napoli e Salerno rappresenta la prima realtà imprenditoriale della regione, e se si sommano ai finanziamenti europei le opere che sono attualmente in corso o in programmazione nei due porti (371 milioni a Napoli e 232 a Salerno), e quelle previste nel Piano regolatore partenopeo (300 milioni), non è difficile comprendere che la partita della logistica in Campania si accinge a muovere nei prossimi anni 1,5 miliardi di euro. Solo il progetto partenopeo, che raccoglie 13 dei venti progetti indicati nelle linee di indirizzo approvate dal Comitato portuale, prevede un ammontare di investimenti di 280,5 milioni, ai quali si devono aggiungere ulteriori 95 milioni per il potenziamento dei raccordi dal porto alla rete ferroviaria nazionale e 73 milioni per il potenziamento dello scalo di Salerno. Il rilancio del sistema portuale campano si completa con gli investimenti significativi che la Ue e i privati stanno mettendo in campo per rilanciare i porti turistici della regione.

Porto commerciale di Napoli

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