Materiali | Laterizio

Il laterizio, filtro di luce

Uno speciale componente in laterizio di color bianco avorio è l’elemento di dettaglio con cui i progettisti realizzano il volume in addizione allo storico Paasitorni Hotel di Helsinki. La superficie del nuovo edificio è un brise-soleil che, in virtù del suo andamento sinuoso e della peculiare tessitura muraria, ricorda un merletto, attraverso le cui trame si possono intravvedere i diversi trattamenti della facciata retrostante.

Un nuovo volume color avorio si insinua con la morbidezza di un pizzo delicato tra gli imponenti edifici in granito del Paasitorni Hotel, costruiti in due differenti epoche. Il primo edificio sorge nel 1908 per volere della Associazione dei Lavoratori di Helsinki, che ancora oggi è il committente dell’ampliamento. Con affaccio principale sul mare ed esteso fino a conformare l’angolo dell’isolato urbano, il primo corpo edilizio viene ampliato nel 1950 con un nuovo corpo di fabbrica che va a completare la cortina edilizia verso sud, delineando una corte interna di servizio.

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L’originalità della proposta – firmata da K2S Architects (Kimmo Lintula, Niko Sirola e Mikko Summanen) per il progetto architettonico e da Insinööritoimisto Konstru per il progetto strutturale – è ravvisabile nella scelta di andare a saturare parte dello spazio aperto della corte, apportando invece solo modifiche puntuali sugli edifici storici. Le esigenze di ampliamento della dotazione di stanze, di disponibilità di due ampie sale congressi e di nuovi servizi per il ristorante dell’albergo sono quindi state conciliate con il requisito della conservazione dei beni architettonici preesistenti. Gli architetti K2S hanno lavorato a questo obiettivo in stretta collaborazione con il National Board of Antiquities e con l’Helsinky City Museum.

Il progetto architettonico è stato approvato nel 2008 e i lavori di ammodernamento e ampliamento si sono conclusi nel 2012. Oggi quindi l’albergo ha 170 stanze, molto diversificate a livello di architettura di interni tra loro, in base alle epoche storiche in cui sono state realizzate; coerentemente anche all’esterno si possono leggere i diversi periodi di costruzione dei fabbricati, e il nuovo corpo edlizio non è stato affatto pensato per mimetizzarsi nel complesso precedente, ma per trovare un’armoniosa relazione, fatta essenzialmente di luce e di tonalità. Protagonisti di questo dialogo sono senza dubbio il laterizio di color avorio, la rada tessitura delle superfici, l’andamento curvilineo delle facciate nello spazio e il degradare dei volumi verso il cielo.

Nel volume più aggentante a contatto con il terreno trovano posto le grandi sale congresso volute dall’Associazione dei lavoratori di Helsinki, mentre ai piani superiori vengono allestite le nuove camere dell’albergo. Ognuna di esse, dispone di una loggia esclusiva, ai livelli dal primo fino al quinto, oppure una loggia continua a correre su tutto il perimetro del’edificio, al livello del sesto e ultimo piano. Nel dettaglio, la soluzione costruttiva adottata da K2S per fissare il rivestimento delle facciate alla sottostruttura metallica, ancorata a sua volta alle solette in cemento armato, è molto ingegnosa, se la si guarda disegnata, quanto semplice ed efficace nella messa in opera. Viene spontaneo il riferimento al sistema a secco adottato da Renzo Piano nell’edificio ampliamento dell’Ircam a Parigi nel 1990 e si può notare anche un’analogia di atteggiamento progettuale, ossia nelle modalità con cui l’architetto cerca il dialogo con le preesistenze affidandosi al colore del laterizio e rimarcando invece la contemporaneità dell’intervento tramite l’innovativa tessitura muraria.

In questo caso il linguaggio del Ventunesimo secolo predomina nella misura in cui la facciata ci appare come pura materia, tagliata da nette aperture apparentemente casuali e anche diverse nelle proporzioni, e non vi è nessun benché minimo elemento formale che esalti la tecnica realizzativa così precisa e originale, nè che porga l’accento all’alto livello di prefabbricazione e all’ottimizzazione dell’installazione in sito adottate, per le quali l’opera è stata insignita di un premio speciale.

Alessandra Zanelli, professore associato, Politecnico di Milano

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