Rigenerazione urbana | Casi applicativi

Il progetto di Corso Matteotti ad Asti

Il quinto progetto di «Architetture sottili» è un'iniziativa dell’ordine professionale astigiano, rivolta a progettisti under 40, che vuole migliorare la qualità di alcuni luoghi. Sedici i progetti in mostra. Per una città alla ricerca di identità.

«Architetture sottili. Piccoli interventi di agopuntura urbana» è la serie di progetti di dimensioni ridotte, di riqualificazione degli spazi pubblici della città.
Un risultato reso possibile dal lavoro dell’ordine degli architetti della città piemontese.
I diciotto interventi (poi scesi a 16) mettono a frutto l’impegno di una quarantina di giovani architetti under 40 di Asti e provincia. Piccoli interventi, su spazi rigorosamente pubblici, dal costo contenuto, ma in grado di rigenerare e migliorare diversi ambiti cittadini, che hanno urgente bisogno di qualità, funzionalità e bellezza. Viene di seguito presentato il quinto.

Corso matteotti

L’ambito d’intervento è localizzato nella parte sud della città, ai limiti del centro storico, nei pressi della ferrovia. L’area è di ridotte dimensioni (1.000 mq).
Lo spazio, anni fa, è stato occupato da un distributore di carburanti, poi da un’autorimessa interrata su tre piani, rimasta invenduta e non utilizzata e ora in stato di abbandono e di degrado urbano e sociale. Il progetto prevede una migliore organizzazione degli accessi all’area, finalizzata ad aumentare la permeabilità visiva da e verso corso Matteotti.

I vani delle scale di sicurezza dell’autorimessa, ora a cielo aperto e principale motivo di degrado dell’area, saranno delimitati da volumi chiusi e provvisti di porte di sicurezza apribili solo dall’interno.
I differenti livelli di quota dello spazio pubblico, che ne compromettono la fruibilità, verranno raccordati realizzando un’ampia superficie a verde (giardino pensile) dotata di attrezzature per l’attività sportiva all’aria aperta; è prevista la realizzazione di una pista di skateboard, disegnata sull’area della cavità esistente.
Sulla testata cieca dell’edificio confinante con il lato sud dell’area, anonima quinta architettonica, sarà realizzato un murales che diventerà l’ideale scenografia del nuovo palcoscenico urbano, rappresentato dall’ambito di progetto e nuovo segno di identificazione della zona e dell’intero quartiere.

Progettista: Fabio Calosso

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