Rigenerazione urbana | Casi applicativi

Il progetto di via Tancredi ad Asti

Il nono progetto di «Architetture sottili», è un'iniziativa dell’ordine professionale astigiano, rivolta a progettisti under 40, che vuole migliorare la qualità di alcuni luoghi. Sedici i progetti in mostra. Per una città alla ricerca di identità.

«Architetture sottili. Piccoli interventi di agopuntura urbana» è la serie di progetti di dimensioni ridotte, di riqualificazione degli spazi pubblici della città.
Un risultato reso possibile dal lavoro dell’ordine degli architetti della città piemontese.
I diciotto interventi (poi scesi a 16) mettono a frutto l’impegno di una quarantina di giovani architetti under 40 di Asti e provincia. Piccoli interventi, su spazi rigorosamente pubblici, dal costo contenuto, ma in grado di rigenerare e migliorare diversi ambiti cittadini, che hanno urgente bisogno di qualità, funzionalità e bellezza. Viene di seguito presentato il nono.

Scheda 9-VIA TANCREDI 600

L’area, ai margini del centro storico, è situata nel rione San Rocco, alle spalle dell’Archivio di Stato e del Tribunale. È utilizzata come luogo di incontro e gioco da parte degli abitanti. È l’unico spazio pubblico del quartiere, che ha un composizione sociale multietnica. Sono anche presenti un centro culturale, una scuola elementare e lo stabilimento della Saclà. Il progetto intende porre rimedio alle criticità esistenti a partire dall’inclusione di un’altra area adiacente di ridotte dimensioni. Le due aree sono separate da una strada urbana che, nel tempo, ha confinato e nascosto l’area principale. L’allargamento dei confini progettuali porta ad annullare la presenza della strada, che da fattore importante diventa secondario. Il progetto concentra le attrezzature e gli arredi in un unico elemento che attraversa l’intera area. È rappresentato da un muro curvilineo (per farsi strada attraverso le alberature e per moltiplicare i punti di vista) di colore rosso (per essere riconoscibile dai fruitori) e permeabile (per evitare una chiusura degli spazi interni).

Progettisti: Fabrizio Caltagirone, Francesca Cavagnino, Fabrizio Loretto, Elisa Valpreda

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