Fare impresa | Lorenzo Perino, avvocato, lex consulting

Il rating di legalità delle imprese

L’affidabilità di un’impresa si misura anche in rapporto a quanto l’attività da questa esercitata sia conforme alle leggi e ai regolamenti in vigore e anche dal fatto che i propri dirigenti o proprietari non abbiano precedenti penali o procedimenti in corso. Per dare evidenza alle imprese virtuose e incentivarle è stato introdotto il «rating di legalità».

Lorenzo Perino | avvocato, lex consulting

Lorenzo Perino | Avvocato, Lext Consulting

È stato recentemente introdotto nel nostro ordinamento un interessante sistema volto a valorizzare e premiare le imprese virtuose che caratterizzino la propria attività da un elevato rispetto delle norme e dei regolamenti e da una specchiata affidabilità dei propri dirigenti o dei propri soci persone fisiche.
Il sistema è quello del «rating di legalità» introdotto dalla Delibera Agcm del 14 novembre 2012 n. 24075 pubblicata in Gu del 18 dicembre 2012 n. 294.
Da un punto di vista della politica normativa questo provvedimento s’inserisce nell’alveo di altre norme precedenti quali il Dlgs 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa da reato degli enti e delle norme in materia di anticorruzione e antitrust che si sono susseguite negli ultimi anni. La finalità ultima è quella d’incentivare le imprese al rispetto delle norme e dei principi etici e di legalità, certamente un nobile fine.

Ma perché queste norme possano incontrare una diffusa e puntuale applicazione nel mondo delle imprese è necessario che, di fianco agli adempimenti da adottare, siano introdotti profili premiali in grado di invogliare gli imprenditori a investire in questa direzione.
In altre parole non è puntando solo sul miglioramento della reputazione di un’azienda che si possono ottenere risultati concreti ma anche permettendo a chi percorre questa strada di avere benefici economici tangibili. E questa norma sembra proprio, come vedremo in dettaglio, andare in questa direzione.
Partendo dall’analisi dei contenuti della Delibera, questa prevede una serie di requisiti specifici da autocertificare da parte del Legale Rappresentante per ottenere un determinato livello di rating, indicato dalla presenza di una, due o tre stellette. La documentazione comprovante quanto indicato deve essere inviata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato attraverso una procedura online attraverso il sito >>.

I requisiti necessari per ottenere il rating sono, in sintesi: assenza di condanne penali o misure di prevenzione e cautelari per determinati reati in capo ai dirigenti o ai soci persona fisica; assenza di condanne ex Dlgs 231/2001 in capo all’azienda, assenza di provvedimenti di condanna da parte di Autorità Antitrust o per pratiche commerciali scorrette; non essere destinataria di provvedimenti di condanna in relazione a obblighi retributivi, contributivi o assicurativi verso il personale; non essere oggetto di provvedimenti di condanna in materia di salute e sicurezza sul lavoro; – essere conformi a quanto prescritto in materia di antimafia e altre prescrizioni in materia di tracciabilità dei pagamenti e rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Possono presentare la domanda le aziende che abbiano avuto nell’anno precedente alla presentazione della domanda un fatturato almeno pari a 2 milioni di Euro e che siano iscritte nel Registro delle Imprese da almeno 2 anni. Naturalmente le autodichiarazioni presentate attraverso la procedura online sono in parte verificate dall’Autorità e comunque laddove risultassero mendaci daranno luogo all’applicazione di sanzioni anche penali ai sensi di quanto disposto da Dpr 28 dicembre 2000 n. 445. La domanda viene esaminata e viene attribuito il rating in un termine di sessanta giorni dal ricevimento della richiesta qualora sussistano tutti i requisiti.

Il rating attribuito può essere caratterizzato dalla presenza di una, due o tre stellette a seconda del livello di adempimento e rispondenza alla legge dell’impresa. Poi l’impresa viene inserita all’interno di un registro pubblico in modo che possa essere consultato dai soggetti che vi abbiano interesse.
Qualsiasi modificazione o perdita dei requisiti sussistenti in capo all’azienda dovrà essere comunicata con tempestività all’Autorità in modo che i dati contenuti sul registro possano essere continuamente aggiornati. La durata del rating è temporanea ed è fissata in due anni dal rilascio, alla scadenza è possibile richiederne il rinnovo.
I profili premiali che spingono le aziende a richiedere il rating di legalità, oltre naturalmente alla volontà di migliorare sensibilmente la propria reputazione e la propria immagine verso il mercato, sono fondamentalmente due: la possibilità di ottenere più facilmente accesso a finanziamenti pubblici agevolati; la possibilità di accedere più facilmente al credito.

Le modalità con cui questi vantaggi si applicano sono state oggetto di un regolamento del marzo 2014 emanato con decreto del Mef e del Mise. In particolare sotto il primo profilo gli enti pubblici eroganti sono tenuti a tenere in considerazione il rating e attribuire vantaggi all’impresa in termini di miglioramento della graduatoria o attribuzione di punti aggiuntivi.
Le banche private invece devono considerare il rating nelle procedure di concessione del credito e in caso di diniego sono tenute a darne motivata comunicazione a un ufficio presso la Banca d’Italia. Questi due elementi premiali, vista la difficoltà in Italia di reperimento delle risorse finanziarie che si è riscontrata negli ultimi anni, possono certamente rappresentare un forte incentivo per le imprese a richiedere il rating.

Conferma di questo si è recentemente avuta con la recente pubblicazione del Comunicato Stampa del 3 marzo 2015 da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dove sono stati diffusi i dati relativi alle domande di rating presentate nei primi mesi dell’anno 2015,
con un notevole aumento rispetto agli anni passati, segno inequivocabile che sempre più imprenditori, in passato scettici in merito a provvedimenti in favore della legalità, si sono convinti dell’utilità di ottenere il rating di legalità.
Questa norma, insieme a quanto prescritto in tema di responsabilità amministrativa da reato degli enti (Dlgs 231/2001), può costituire una spinta dal basso verso il miglioramento del livello di affidabilità delle nostre aziende, anche in un contesto con scarsa efficienza dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.

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