Investimenti | Fotovoltaico

In Cina cresce il mercato interno del solare

Per quest’anno il Paese si propone d'installare circa 8 gw di nuova potenza fv in generazione distribuita e altri 6 gw in centrali utility scale, nei primi 6 mesi del 2014, sono stati installati nuovi impianti per 3,3 gw.

La Cina punta a promuovere il fotovoltaico in autoconsumo e investe su impianti su tetto o collegati a utenti energivori. Il mercato interno del solare, infatti, non arresta la crescita e per la prima volta si ferma l’aumento del consumo di carbone. L’Amministrazione nazionale per l’energia di Pechino, infatti, ha invitato con una nota le autorità locali a identificare progetti in cui il fotovoltaico possa dare energia direttamente agli utenti del luogo e ha messo in campo incentivi più significativi per questo tipo di impianti. Per quest’anno il Paese si propone di installare circa 8 gw di nuova potenza fv in generazione distribuita e altri 6 gw in centrali utility scale. Nei primi 6 mesi del 2014, dicono dati Npd Solarbuzz, in Cina sono stati installati nuovi impianti per 3,3 gw, ma l’accelerazione dovrebbe concretizzarsi nella seconda metà dell’anno. Secondo Bloomberg quest’anno si dovrebbero installare 14 gw di nuova potenza.

Grafico

Entro il 2030 Cina e Giappone avranno ridotto di oltre il 30% l’uso del carbone fossile.

In pratica quest’anno si raddoppierà l’installato totale: dopo aver aggiunto 12 gw nel 2013, alla fine dell’anno scorso la potenza cumulativa cinese era a 14,79 gw. La superpotenza asiatica ha diversi buoni motivi per puntare sul solare. Innanzitutto la creazione di un mercato interno (che è diventato il più grande al mondo) va a beneficio della fortissima industria nazionale del Fv. Il 58% dei moduli fotovoltaici installati nel mondo (mostrano dati IHS research), infatti, sono made in China e i produttori cinesi in questi ultimi anni hanno dovuto fare i conti, con misure protezionistiche in due mercati molto importanti come l’Europa e gli Usa, oltre che con una crisi da sovrapproduzione che sembra però ormai alle spalle. Ma, oltre alla non trascurabile partita industriale, è chiaro che Pechino ha capito bene i vantaggi che questa tecnologia può dare nel soddisfare la sua crescente fame di energia: gli impianti solari consentono di realizzare nuova potenza in tempi rapidissimi, di produrre laddove c’è il fabbisogno e, soprattutto, di alleviare il problema della dipendenza dall’import e quello dell’inquinamento atmosferico, che è diventato una vera e propria emergenza nazionale. Entro il 2020 in mercati come Cina e Giappone il chilowattora ottenuto dal sole o dal vento sarà più economico rispetto a quello prodotto bruciando gas e carbone.

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