Consumo di suolo | Ibimet-Cnr

Italia: suolo fragile, consumato a velocità record

Secondo l’Ispra il 20% della fascia costiera italiana è ormai persa in una cementificazione che non ha risparmiato neppure 34 mila ettari di aree protette e zone a rischio idrogeologico. Del problema se ne parla nell’e-book pubblicato da Ibimet-Cnr.

I dati Ispra del rapporto 2015 sull’uso del suolo in Italia hanno evidenziato come la percentuale di suolo coperta da edifici, capannoni, strade e servizi, impermeabilizzata, rispetto al totale della superficie nazionale è passato dal 2,7% degli anni ‘50 al 7% del 2014. Al nord si registra un valore maggiore (pari al 7,8 %) rispetto che al centro e al sud, dove le percentuali di suolo cementificato sono rispettivamente il 6,6% e il 6,2%. Considerando il consumo a livello regionale, al primo posto c’è la Lombardia con l’11%, poi il Veneto con il 10% e al terzo posto la Campania con il 9%. Le regioni più virtuose sono invece Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta con un consumo pari al 3%, meno della metà della media italiana.

Dati Ispra consumo del suolo in Italia suddiviso per regioni.

Dati Ispra consumo del suolo in Italia suddiviso per regioni.

Consumo di suolo effettivo. Il quadro cambia in maniera significativa se si considera il consumo di suolo effettivo, cioè calcolato escludendo le aree naturalmente protette dalla cementificazione: le superfici dei laghi, i corsi d’acqua e zone non edificabili per la loro quota o pendenza. In base a questo criterio le regioni quasi completamente montuose come Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta balzano ovviamente in testa con il 19% e il 31% rispettivamente, ma anche i consumi effettivi delle altre regioni aumentano in modo rilevante: spiccano ai primi posti Liguria con il 23 %, Campania con il 17% e Lombardia con il 16%. Si tratta di valori molto elevati rispetto alla media nazionale che così ricalcolata passa dal 7% all’11%, tra le più alte in Europa: il documento Ispra sottolinea anche come a livello nazionale il 2,5% delle superfici considerate non consumabili risulta comunque essere consumato.

Borghetto Santo Spirito. Liguria. I dati Ispra posizionano la regione tra quelle a più alto rischio idraulico con il primato di 4 alluvioni in 2 anni.

Borghetto Santo Spirito. Liguria. I dati Ispra posizionano la regione tra quelle a più alto rischio idraulico con il primato di 4 alluvioni in 2 anni.

Pericolosità idraulica. Nel rapporto Ispra è riportato anche un interessante confronto tra la carta nazionale del consumo di suolo e la mosaicatura delle aree a pericolosità idraulica media (cioè soggette a eventi poco frequenti, con tempi di ritorno fra 100 e 200 anni). Il 9% del suolo in aree a pericolosità idraulica risulta consumato a scala nazionale, mentre a livello regionale spicca ancora la Liguria (con il 30%) per il consumo di aree sia a rischio idraulico sia che si trovano entro i 150 metri dai corpi idrici. Primati che espongono la Liguria a un maggiore rischio di alluvioni (4 negli ultimi due anni).

A Roma il primato di cementificazione con la copertura di 30 mila ettari di suolo.

A Roma il primato di cementificazione con la copertura di 30 mila ettari di suolo.

Città. A livello comunale, Roma con i suoi 30mila ettari cementificati ha il primato di consumo in termini assoluti, mentre considerando il consumo percentuale, tra i primi venti comuni nove sono nel napoletano. Diversi comuni superano il 50% di territorio consumato e quelli situati nelle province di Napoli, Caserta, Milano e Torino mostrano spesso una tendenza di uso del suolo collegata ai processi di urbanizzazione dei rispettivi capoluoghi di provincia, con i quali vanno spesso a formare un’unica grande metropoli. Tra le province Monza, l’area della Brianza, Milano e Napoli sono coperte di cemento per circa il 30% del territorio amministrato.

Letizia Cremonini «…del territorio emerge una visione del suolo non più come superficie edificabile ma come entità deperibile da preservare tramite azioni comuni per tutte le regioni e una progettazione sostenibile che tuteli il territorio…».

Letizia Cremonini «…del territorio emerge una visione del suolo non più come superficie edificabile ma come entità deperibile da preservare tramite azioni comuni per tutte le regioni e una progettazione sostenibile che tuteli il territorio…».

Il rapporto Ispra: regioni e città. La nota sul consumo del suolo dell’analisi Ispra ci permette di asserire che il suolo è una risorsa non rinnovabile, che in Italia va perduta al ritmo di 7 mq al secondo e che deve essere tutelata con provvedimenti urgenti ed efficaci, come il disegno di legge sul consumo di suolo ora in discussione in sede parlamentare. Un ulteriore dato ci arriva dall’ e-book «Il consumo di suolo: strumenti per un dialogo», pubblicato dall’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr), che raccoglie considerazioni e opinioni degli esperti in materia.

La curatrice del volume, Letizia Cremonini, asserisce che del territorio emerge una visione del suolo non più come superficie edificabile ma come entità deperibile da preservare tramite azioni comuni per tutte le regioni e una progettazione sostenibile che tuteli il territorio, in particolare specificando che «in un modello di sviluppo sostenibile la valutazione economica di ogni ciclo produttivo non riguarda solo i costi in termini di bilancio fra perdite e guadagni, ma anche i costi ambientali, sociali e umani di ogni sistema. La conservazione delle risorse naturali è un prerequisito per lo sviluppo economico: questa è la strategia di pensiero e politica promossa dall’Unione europea per risolvere le problematiche delle città europee e perseguire una migliore qualità di vita ».

di Giovanna Ferraresi

Per informazioni sull’e-book clicca qui >> 




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