Qatar | Mondiali di calcio 2022

Joint venture per il made in Italy

Italia e Qatar hanno stretto un accordo per investire fino a 2 miliardi di euro in aziende italiane.

Qatar, University Stadium

Investimenti in Italia fino a 1,5 miliardi di euro, in un segno di rinnovata fiducia nell’azione di consolidamento dei conti pubblici e di rilancio dell’economia italiana.
Italia e Qatar hanno stretto un accordo per investire fino a 2 miliardi di euro in aziende italiane attive nei settori di punta del made in Italy e hanno cominciato a lavorare su una seconda iniziativa per le piccole e medie imprese da 1 miliardo.
A sottoscrivere l’intesa, lo scorso 19 novembre, il premier Mario Monti e il primo ministro del Qatar Hamad bin Jassim al-Thani nella giornata conclusiva della visita istituzionale di Monti negli Emirati. Siglato anche l’accordo tra il Fondo strategico italiano (Fsi), controllato da Cassa Depositi e Prestiti, con la società controllata dal fondo sovrano del paese arabo Qatar Holding, per la costituzione di una joint venture denominata «Iq Made in Italy Venture». L’operazione parte con una dotazione iniziale di 300 milioni, per arrivare a un capitale complessivo fino a 2 miliardi, «che sarà versato pariteticamente» nei primi 4 anni. Iq Made in Italy Venture investirà nelle società italiane che operano in alcuni settori del «Made in Italy»: alimentare e distribuzione alimentare; moda e lusso; arredamento e design; turismo; stile di vita; tempo libero, ma anche infrastrutture e costruzioni, che dovranno essere potenziate in vista dei campionati mondiali di calcio del 2022. Sul piatto, infatti, non ci sono solo 3 miliardi di dollari per realizzare 11 nuovi stadi, ma anche 20 miliardi per i trasporti, 24 per le strade, 12 per gli alloggi, per un totale che la Qatar First Investment Bank quantifica in 65 miliardi di dollari. La nuova joint venture per il made in Italy, che sarà gestita con una governance paritetica da Fsi e Qh, cercherà di creare valore «attraverso diverse leve, incluso il consolidamento settoriale e la trasformazione attraverso la crescita, anche internazionale», ha spiegato in una nota Cdp, che ha partecipato alla missione con il presidente Franco Bassanini e l’Ad Giovanni Gorno Tempini.

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