Politecnico di Milano | Polo Territoriale di Lecco

Kit modulare prefabbricato e fonti rinnovabili

Il Polo Territoriale di Lecco è un complesso costituito da nuovo edificio con aule e laboratori e due edifici esistenti recuperati. La nuova struttura è interamente composta da un kit modulare di elementi strutturali in calcestruzzo armato e da elementi performanti leggeri in alluminio, acciaio e vetro per gli involucri, realizzati ad hoc. Simbolo più visibile dell’utilizzo delle fonti rinnovabili qui avvenuto è la pala eolica, montata sopra al vano scala, in grado di generare energia elettrica attraverso le correnti presenti nella valle lecchese.

La sede di Lecco del Politecnico di Milano viene inaugurata nel 1989 fornendo un punto di ricerca e sviluppo all’interno di un territorio caratterizzato da numerose realtà produttive. Nel 2013 viene portata a termine la costruzione del nuovo campus universitario, a cui si aggiunge nel 2015 la realizzazione delle residenze universitarie rendendo l’Ateneo uno dei primi esempi italiani di campus in stile anglosassone.

Con l’ulteriore insediamento dei laboratori del Cnr in un edificio di nuova costruzione il Polo di Lecco è diventato un esempio in cui convivono e collaborano due tra le più importanti realtà della ricerca italiana con lo scopo di condividere spazi, competenze e know how tecnologico a favore delle imprese e della crescita del territorio.

@PBA

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La direttrice di sviluppo della sede lecchese – con la presenza delle nuove strutture laboratoriali – è il potenziamento della ricerca nei settori della meccanica, della riabilitazione, dell’architettura sostenibile e del recupero del costruito, della protezione civile, della nautica, della fotonica e di sistemi per lo spazio.

L’intervento, realizzato all’interno dell’area del dismesso ospedale, è stato redatto dall’Area tecnico-edilizia del Politecnico di Milano (architetto Riccardo Licari e in precedenza ingegnere Giancarlo Scagliotti) ed è stato posto a base di gara mediante procedura di appalto-concorso, in ragione della quale l’ulteriore sviluppo della progettazione è stato condotto dell’architetto Paolo Bodega per conto del Rti, avente come mandataria la general contractor Colombo Costruzioni spa.

Unità edilizie funzionali

Il nuovo Polo Universitario è un complesso costituito da nuovo edificio (Corpo Ufn 1 – Unità Funzionale Nuova 1), contenente aule e laboratori e due edifici esistenti recuperati, il primo (Corpo Ufr 1 – Unità Funzionale di Recupero 1) in cui ha sede la palazzina Pro-rettorato) e il secondo (Corpo Ufr 2 – Unità Funzionale di Recupero 2) avente la caratteristica forma a pettine tipica delle strutture ospedaliere dell’ottocento, che ospita al suo interno gli uffici e i dipartimenti.
A completamento del complesso è stato aggiunto un nuovo ulteriore fabbricato, collocato all’interno di una corte del corpo a pettine, adibito a sala lettura e aule.

Efficienza tecnologica ed energetica

La nuova struttura è interamente composta da un kit modulare di elementi strutturali in calcestruzzo armato e da elementi performanti leggeri in alluminio, acciaio e vetro per gli involucri, realizzati ad hoc su specifico disegno dello studio Paolo Bodega Architettura.
Agli elementi prefabbricati in calcestruzzo armato, che compongono la parte strutturale dell’edificio quali travi, pilastri solai e mensole, si sovrappongono layer specifici progettati per le diverse necessità prestazionali dell’involucro quali esposizione, isolamento, e intercettazione energetica realizzati da elementi trasparenti, opachi, da brise-soleil filtranti e fotovoltaici, e ali che consentono un migliore controllo dell’irraggiamento.

@A-R

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Il nuovo complesso risulta in classe energetica B, per il contenimento dei consumi energetici e delle emissioni di Co2 in atmosfera sono state impiegate risorse energetiche rinnovabili presenti nel luogo: acqua, sole, aria.
La climatizzazione è affidata a un sistema modulare di pompe di calore che utilizzano l’acqua di falda. In sommità agli involucri sono posizionati pannelli fotovoltaici per la produzione di 20 kW di energia elettrica, collettori solari termici per la produzione di acqua calda e un rotore eolico a esse verticale. Tutti i materiali da costruzione e di finitura cantierati presentano caratteristiche di ecologicità, riciclabilità e del ciclo di vita (Lca).

Edifici di nuova realizzazione

Il corpo (Ufn 1) che ospita le aule e i laboratori, si suddivide in due fabbricati: il primo (corpo A) di collegamento tra le vie Previati e Ghislanzoni e articolato su due piani fuori terra con un piano interrato destinato a parcheggio, il secondo (corpo B) parallelo alla via Previati è articolato su quattro livelli. L’insieme dei due, destinati all’attività didattica, laboratori e servizi alla didattica, si sviluppa con una pianta con tipologia ad L.

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L’impostazione delle quote altimetriche ha tenuto conto del corpo esistente (Ufr 2), del quale è stata ripresa la quota a livello terreno, consentendone il collegamento diretto sia al livello terra che all’interrato. Sui fronti esposti a sud-ovest (corpo B) e sud-est (corpo A), sono stati allestiti dei sistemi di schermatura delle facciate per il controllo dell’irraggiamento solare nel periodo estivo, e dell’abbagliamento nel periodo invernale, integrati con elementi a palpebra orientabile con funzione di diffusione della luce naturale all’interno delle aule. Questi componenti, che non impediscono la fruizione visiva verso l’esterno, oltre alla valenza prestazionale consentono anche una facile manutenzione e gestione nel medio/lungo periodo.

Da un punto di vista strutturale, le due palazzine, realizzate in adiacenza sull’asse principale del lotto, sono separate da un giunto strutturale che le rende staticamente indipendenti l’una dall’altra. Fuori terra presentano una forma pseudo rettangolare con ingombro massimo in pianta (filo esterno strutture prefabbricate) di 68,98 x 20 m la palazzina bassa (denominata A) e 82,55 x 28,70 m la palazzina alta (denominata B).

Palazzina A

Si sviluppa su tre ordini d’impalcati realizzati con solai e travi prefabbricate, prodotte da Fumagalli Edilizia Industrializzata, che appoggiano su pilastri prefabbricati monolitici dalla sezione 60 x 60 cm. La maglia principale dell’edificio a quota fondazioni è di 7,50 x 8,00 m; la parte fuori terra ha invece interasse pilastri di 16 x 7,50 m.

Esternamente al corpo dell’edificio vi è una zona destinata a verde, per portare un adeguato strato di terreno mantenendo contemporaneamente una quota di estradosso del solaio esterno finito compatibile con quello interno della palazzina, il solaio è stato riposizionato 70 cm più in basso del piano di campagna.

Fumagalli Edilizia Industrializzata è stato realizzato con solai alveolari di spessore 32 cm a cui sono stati aggiunti 6 cm di caldana, il tutto su luci di circa 8 m, il piano primo e la copertura sono stati realizzati tramite solai alveolari con spessore di 50 cm con luci di calcolo di circa 16 m. Le travi sono prefabbricate con sezioni a T rovescia o ad L e altezze in funzione dello spessore del solaio, l’anima è pari a 50 cm.

Sia al piano primo che in copertura sono state realizzate delle porzioni di impalcato a sbalzo mediante mensole prefabbricate montate e solidarizzate ai pilastri; in queste zone i solai hanno spessore di 25 cm.

Le scale interne sono in calcestruzzo armato gettato in opera, lungo le rampe staccate dalle pareti perimetrali, mentre le scale esterne sono metalliche e vincolate a pareti in calcestruzzo armato gettato in opera o a pilastri e travi prefabbricate.

I collegamenti tra i vari elementi strutturali sono stati realizzati con spinotti, profili e piastre in acciaio saldate e apposite armature di collegamento annegate nei getti.

Palazzina B

La palazzina si sviluppa su quattro ordini di impalcati realizzati con solai e travi prefabbricate da pilastri prefabbricati monolitici su tutta l’altezza aventi sezione 60 x 60 cm. La maglia principale ha interasse di 8,70 x 6,60 m, mentre l’interpiano ha un’altezza di 5,12 m. Il piano in terrato è destinato a ospitare gli spazi per i laboratori. Gli impalcati a ogni livello hanno le medesime caratteristiche, i solai alveolari hanno spessore di 32 cm a cui sono stati aggiunti 6 cm di caldana e sono sorretti da travi prefabbricate a T rovescia.

Lecco@GiuseppeGiudici

@GiuseppeGiudici

A completare il telaio sismo-resistente in direzione longitudinale sono state varate travi prefabbricate. Le scale interne sono in calcestruzzo armato, quelle esterne sono completamente metalliche e vincolate a pareti in calcestruzzo armato gettato in opera. I collegamenti tra i vari elementi strutturali sono stati previsti con spinotti, profili e piastre in acciaio saldate e apposite armature di collegamento annegate nei getti.

Collegamenti verticali

La distribuzione verticale a vari livelli garantisce le necessità funzionali legate alla veloce e intuitiva fruizione delle aree e in funzione delle necessità legate ai principi di sicurezza e prevenzione incendi. La localizzazione è stata sviluppata secondo il principio del minimo percorso ed è garantita complessivamente da otto corpi scala e cinque ascensori.

Nella palazzina A, a ridosso della facciata nord-ovest sono state realizzate due scale di sicurezza per il deflusso dalle aule e un vano scala interno, tutti e tre i corpi scale hanno una larghezza di 180 cm e salgono sino in copertura; nello stesso corpo sono presenti due ascensori Kone, uno da 1.275 kg per 17 persone localizzato in posizione baricentrica, e il secondo, a uso esclusivo del bar, per il collegamento diretto con il deposito posto al piano interrato.

@A-R

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Nella palazzina B le cinque scale sono state dislocate sui lati contrapposti, privilegiando il lato verso il pettine per le due scale interne di collegamento; si è data maggior importanza di flusso alla scala principale localizzata in prossimità dell’ingresso della palazzina B e contemporaneamente baricentrica per l’intero edificio. Il vano scala, di forma ellittica, è illuminato zenitalmente e funge anche da estrattore – attraverso un lucernario – per il ricambio naturale dell’aria in assetto di climatizzazione passiva.

Facciate

Le chiusure cieche, che interessano i fronti nord-ovest e sud-ovest della palazzina A, sono state realizzate con una facciata ventilata – prodotta da Schüeco e messa in opera da Sipam Spa – attraverso pannellature in alluminio verniciato di colore bianco (Ral 9016) agganciate a una sottostruttura metallica di sostegno fissata alla parete retrostante in calcestruzzo. L’isolamento della parete massiva, con pannelli isolanti in polistirene estruso dello spessore di 80 mm garantiscono un ottimale isolamento termico, sia nella stagione invernale che in quella estiva.

Il tamponamento delle facciate con chiusure trasparenti riguarda gran parte degli involucri, per consentire la migliore penetrazione della luce naturale. Le chiusure verticali sono costituite da facciate continue a telaio realizzate con profilati in alluminio a montanti e traversi, alle stesse si aggiunge nei fronti esposti a sud-est e sud-ovest un sistema di controllo della radiazione solare.

 

@GiuseppeGiudici

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Circa gli schermi e protezioni esterne, l’analisi e la valutazione della componente energetica e luminosa incidente sulle facciate ha portato alla progettazione e cantierizzazione di sistemi di controllo solare in grado di garantire da un lato un corretto controllo della radiazione, e quindi favorire in inverno la penetrazione solare avvantaggiandosi degli apporti gratuiti, dall’altro in estate impedire che la stessa colpisca la facciata vetrata. Il sistema è composto da due componenti sovrapponibili, diversificati in relazione all’esposizione del fronte interessato.

Il controllo solare della facciata Palazzina B nel fronte Sud/Ovest è affidato a due distinti sistemi prodotti da Schüco; il primo fisso e il secondo mobile. Il primo costituito da una serie di pannelli in acciaio con lamelle calandrate, verniciati colore bianco Ral 9016, con funzione di brise soleil filtranti nella parte superiore e di parapetto nella parte inferiore, con abbinato un corrimano longitudinale. Lo stesso si prolunga superiormente inclinandosi verso l’interno e ospitando una serie di pannelli solari fotovoltaici che fungono anche da mascheramento delle unità di trattamento aria e delle canalizzazioni poste in copertura. Il secondo composto da tre pale orientabili, posizionate sovrapposte con un interasse di 80 cm e realizzate in alluminio ossidato inox con un doppia funzione; controllo solare e di riflessione, diffusione della luce naturale verso l’interno delle aule, migliorando di fatto la qualità luminosa dell’ambiente e riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale.

Lungo il fronte sud-est della Palazzina B, vista l’esposizione, sono stati cantierizzati pannelli in acciaio con lamelle calandrate, verniciati colore bianco Ral 9016, con funzione di brise soleil.

Finiture interne

La progettazione degli ambienti interni ha richiesto un approfondito studio dei percorsi e delle dinamiche dell’attività didattica; ogni fabbricato ha una propria colorazione differente la quale viene declinata poi in ogni piano dello stesso secondo tonalità differenti.

@GiuseppeGiudici

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La scelta dei materiali di finitura è sottesa alle caratteristiche prestazionali richieste dall’elevato utilizzo degli ambienti, è stata posata per le pavimentazioni della quasi totalità delle aree; dalle aule ai laboratori, dagli uffici ai collegamenti orizzontali. Per i servizi igienici, i depositi, i locali tecnici e altri ambienti di servizio è stato scelto il gres porcellanato con finitura opaca, con caratteristiche e formati diversi a seconda della localizzazione. Per il parcheggio la scelta è andata al cemento lisciato, materiale durevole e idoneo alle sollecitazioni provocate dai mezzi in transito.

Landscaping

Seguendo i fili degli assi della struttura, la parte esterna è stata realizzata con materiali in grado di garantire durabilità e manutenibilità come il cemento texturizzato, per identificare i percorsi sia pedonali che carrabili, i quali nella loro giacitura delineano superfici calpestabili e in alcuni punti formano vere e proprie sedute e vasche per bamboo e acqua. Sull’asse principale è stata rappresentata una scala metrica, lunga 100 m, incisa nel suolo la cui giacitura va a evidenziare un percorso urbano di attraversamento che realizza l’intenzione progettuale originale di rendere il nuovo campus universitario un elemento di raccordo fra le diverse porzioni del tessuto urbano circostante che in futuro potrà essere oggetto di una più ampia riqualificazione da parte dell’amministrazione locale.

La vegetazione messa a dimora, è stata selezionata seguendo la componente rustica, facilmente adattabile, in quanto già presente anche nei giardini locali ottocenteschi, richiedendo poca manutenzione e potature. La scelta è ricaduta su essenze che potessero sviluppare durante il corso dell’anno, una tavolozza cromatica stagionale dedicata ai diversi ambienti (Liquidambar styracifula, Prunus Subhirtella), mentre le siepi sono state realizzate in Pyracantha Saphir. Tutte le aree sistemate a verde sono servite da un impianto di irrigazione automatica a zone che sfrutta l’acqua di falda a fini irrigui.

IL CANTIERE
Committente: Politecnico di Milano, Area Tecnico Edilizia (Ate)
Responsabile unico del procedimento: Arch. Riccardo Licari (Ate, Politecnico di Milano)
Direttore dei lavori e coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione: Arch. Sergio Colombo (Ate, Politecnico di Milano)
Ufficio direzione lavori: Ing. Cinzia Cordié e Geom. Cesare Pietro Colombo (Direttori Operativi – Ate, Politecnico di Milano); Ing. Fabio Innao e Ing. Giacomo Lebini (Ispettori specialisti impianti – Ate, Politecnico di Milano)
Associazione temporanea di imprese: Colombo Costruzioni spa (mandataria)
Progetto architettonico: Paolo Bodega Architettura
Progetto strutturale: Gamma Engineering srl
Progetto impianti meccanici, elettrici e prevenzione incendi: Technion srl
Progetto acustica: Biobyte srl
Impianti meccanici: Gianni Benvenuto spa
Impianti elettrici: Elettromeccanica Galli Italo spa
Design team: Arch. Paolo Bodega, Arch. Luca Castelli, Geom. Andrea Bodega, Arch. Chiara Airoldi, Arch. Marco Mandelli, Arch. Michele Stillittano, Arch. Takamasa Sugiura

di Corrado Colombo

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