Cina | Padiglioni temporanei

La mostra-installazione con «cristalli»

I piani inclinati in materiale sintetico nero e dalla superficie lucida si ispirano alle forme dei cristalli e sono stati creati in modo da dare forma allo spazio espositivo sia all’interno, delineando il percorso delle opere dei vari artisti, che all’esterno.

In occasione della Settimana del Design tenutasi a Pechino dal 28 settembre al 3 ottobre scorsi, per l’allestimento di una mostra denominata «Digital Crystal» e ispirata appunto alle forme dei cristalli, Swarovski ha commissionato a Ma Yansong di Mad Architects la realizzazione del «Moon Landscape», un padiglione che si colloca a metà strada fra un manufatto architettonico e una grande installazione di arte contemporanea.
Gli spazi racchiusi entro il paesaggio artificiale concepito da Ma Yansong erano destinati a ospitare i maggiori contributi da parte di artisti e designer di livello internazionale sui temi della memoria nell’era digitale, delle relazioni fra persone e del cambiamento costante che coinvolge ambiente e cultura.

Cinque opere sono state commissionate a Liu Feng, Li Dinghan, Shi Jianmin, Songtao e allo stesso Ma Yansong, mentre gli altri pezzi sono stati creati da figure appartententi al mondo del design come Ron Arad, Arik Levy, Maarten Baas, Random International e Yves Béhar.
La struttura concepita dal fondatore di Mad Architects, con la collaborazione per la parte strutturale dell’ingegnere Steve Zuo, condirettore dello studio cinese della società internazionale di ingegneria Thornton Tomasetti, ha una tettonica che oltre alle sagome spigolose dei cristalli richiama quella delle montagne.
I piani inclinati in materiale sintetico nero e dalla superficie lucida sono stati creati in modo da dare forma allo spazio espositivo sia all’interno, delineando il percorso delle opere dei vari artisti, che all’esterno.
Il visitatore viene condotto in una sorta di viaggio onirico da una «montagna» all’altra, per poi salire le scale e raggiungerne idealmente la cima. Da questa posizione può vedere un corpo illuminante, ideato per rappresentare una sorta di «luna digitale», diffondere la sua luce, che si riflette sull’estradosso della struttura.
Sulla superficie della fonte luminosa si alternano immagini dell’ambiente naturale con altre create digitalmente, mutando anche la percezione dello spazio. L’assemblaggio e la realizzazione del padiglione sono stati affidati al contractor Solutions. (Matteo Ferrario)

 

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