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La sicurezza nei cantieri edili obbligo o opportunità?

Allo stato attuale è evidente l’esigenza per tutti gli operatori di rivoluzionare il sistema documentale, per la gestione dei cantieri e della loro sicurezza, dovendo optare per un vero e proprio approccio analitico-progettuale. Il Building Information Modeling, con le sue potenzialità, può proporsi come modello risolutivo.

L'autore | Ing. Mauro De Luca Picione Dottore di Ricerca in ingegneria edile, libero professionista e docente a contratto, Università degli Studi della Basilicata.

L’autore | Ing. Mauro De Luca Picione
Dottore di Ricerca in ingegneria edile, libero professionista e docente a contratto, Università degli Studi della Basilicata.

Il cantiere edile è, per sua intrinseca natura, un luogo pericoloso e il comparto delle costruzioni, purtroppo, ha una posizione di rilievo nella classifica dei settori industriali in relazione agli incidenti sul lavoro, sia per gravità che per ricorrenza statistica.
I dati degli infortuni in edilizia, infatti, riportano che, seppur si registri un positivo trend di riduzione degli infortuni nel periodo 2008-2012, il sistema cantiere è ancora un luogo molto pericoloso per la sua specificità di posto di lavoro temporaneo e mobile.

L'autore | Ing. Vittorio Mottola Laureato in ingegneria edile, libero professionista e imprenditore edile, consulente software tecnico.

L’autore | Ing. Vittorio Mottola
Laureato in ingegneria edile, libero professionista e imprenditore edile, consulente software tecnico.

La letteratura tecnico-scientifica riporta con continuità l’evidenza della complessità del cantiere, della sua peculiarità, dell’evidente difficoltà dello stesso sistema a recepire modelli virtuosi di gestione e controllo.
Che si sia intrapresa la strada corretta è testimoniato dalla riduzione, in valore assoluto, del numero degli infortuni, anche se, per molti osservatori il dato sarebbe imputabile esclusivamente alla forte contrazione del settore dovuta alla crisi economica che perdura nel nostro paese. A prescindere dalle cause o concause di questa riduzione, il sistema delle costruzioni pone ancora i lavoratori di fronte a rischi significativi e reali; ancora elevatissimo, infatti, resta, in valore assoluto, il numero di infortuni che si registrano nei cantieri; una media (stima degli ultimi cinque anni) di oltre diecimila casi l’anno.

Il costo sociale degli infortuni sul lavoro nei cantieri è stimato, come indicato degli enti paritetici territoriali come il Cnpct, in oltre cinque miliardi di euro ogni anno; un peso enorme per la nostra società non solo dal punto di vista economico ma anche morale. Realtà che testimonia che è ancora necessario impegnarsi in un percorso che deve essere sempre più virtuoso, pur essendo tracciata una direzione positiva. L’applicazione delle procedure di sicurezza al sistema dei cantieri è un’attività complessa che necessita di specifiche professionalità in grado di superare gli oggettivi ostacoli legati alla specificità dell’attività edile che mostra fattori di produzione temporanei e legati all’unicità della realizzazione. Il collegamento logico-spaziale-funzionale tra il sistema di produzione e l’oggetto da realizzare è uno dei temi più interessanti da approfondire in quanto è spesso in questo nodo che si rivela il problema di un disallineamento nei dati di input; incongruenza che può essere causa del mancato flusso d’informazioni, di un non corretto recepimento delle stesse, soprattutto di quelle legate e inerenti la sicurezza dei lavoratori. Un tema cardine che si pone è, quindi, quello della gestione delle informazioni dell’intero processo edilizio affinché nella fase esecutiva e di costruzione si adoperino dati e informazioni corretti e coerenti. Senza dubbio, un contributo alla nuova virtuosa direzione che ha intrapreso il sistema delle costruzioni è dato dalla significativa evoluzione della normativa di settore.

La Norma Uni 10756/98 si prefigge di definire la progettazione operativa e i relativi piani operativi nell’ambito del processo decisionale dell’intervento edilizio, nonché di codificare la struttura dei piani operativi».

La Norma Uni 10756/98 si prefigge di definire la progettazione operativa e i relativi piani operativi nell’ambito del processo decisionale dell’intervento edilizio, nonché di codificare la struttura dei piani operativi».

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La normativa nella direzione del «progetto del cantiere»
Alcuni passaggi nei contenuti normativi rappresentano meglio di altri quella che è la direzione intrapresa. È significativo, a tale scopo, evidenziare come si siano evolute le definizioni introdotte nel tempo nei testi della norma; se, infatti, nei Dpr n.547/1955 e Dpr n.303/1956 sono evidenziate le definizione di lavoratore subordinato, di datore di lavoro con i relativi obblighi, dei dirigenti e dei preposti, è con il recepimento della direttiva europea 92/57/Cee che si ha il primo cambiamento significativo adottato a livello nazionale con il Dlgs n.626/1994 e, in particolar modo per i cantieri temporanei o mobili, con il Dlgs n.494/96.
In questi due ultimi strumenti legislativi si rafforza ulteriormente il riconoscimento di un approccio strategico al problema attraverso la proposizione dei ruoli tecnici sulla sicurezza, uno per tutti il coordinatore, significando così il passaggio a un criterio organizzativo e responsabilizzante della filosofia legislativa. Ed è, infine, con il vigente Testo Unico che si incrementa il quadro del sistema della sicurezza con un ampio panorama definito di ruoli e responsabilità.

Il percorso che ha portato al Dlgs 81/2008 e al suo titolo IV, specifico per i cantieri temporanei o mobili, non ha un’importanza solo formale, ovvero la mera definizione, appunto, di nuove figure professionali, ma, soprattutto, nel loro riconoscimento formale, nella loro identificazione in merito a compiti, competenze e qualifiche. Approfondendo le novità introdotte emerge l’aspetto che più degli altri caratterizza il percorso intrapreso dal Legislatore, ovvero, il portare l’attenzione sul problema della sicurezza come fattore strategico e in particolare una considerazione più progettuale del sistema cantiere.
Significativo è, a tale proposito, quanto prevede il Testo Unico che, in diversi punti, richiede la composizione di elaborati grafici legati al tema della sicurezza volti a chiarire e esplicitare quelle che sono le indicazioni e prescrizioni tecniche della norma.
È interessante evidenziare poi la necessità di adeguare con continuità operativa i documenti della sicurezza, Piano Operativo della Sicurezza (Pos) e Piano di Sicurezza e Coordinamento (Psc), alla effettiva evoluzione e trasformazione del cantiere.
Allo stato attuale è quindi evidente l’esigenza per tutti gli operatori del settore di rivoluzionare il sistema documentale, per la gestione dei cantieri in generale e della loro sicurezza in particolare, dovendo optare per un vero e proprio approccio analitico-progettuale.
Con un termine ormai noto e superato e, forse, in alcuni casi utilizzato in modo eccessivo, si tratta di definire un Layout di cantiere, o meglio, un modello di cantiere che abbia una sua «intelligenza dinamica», ovvero, che sia in grado di adeguarsi alle modifiche e alle variazioni che inevitabilmente si evidenziano in un’attività di costruzione e che sia in grado di restituire layout grafici tematici sempre aggiornati. Se il problema è sufficientemente chiaro, meno evidente è una soluzione effettivamente applicabile.
Affrontare il tema del progetto e della gestione della sicurezza nei cantieri con soluzioni basate su modelli tradizionali, come per esempio software Cad 2D o 3D non è una strada percorribile perché comporterebbe un incremento dei tempi e dei costi del sistema di produzione degli elaborati che non può essere accettato. In questo ambito il Building Information Modeling, con le sue infinite potenzialità, può proporsi come modello risolutivo.

Una planimetria è un elaborato grafico statico monodimensionale che non può esprimere più informazioni di quante non possa portare con sé un modello tridimensionale. Progetto architettonico: arch. G. Stefanelli, geom. P. Porsia.

Una planimetria è un elaborato grafico statico monodimensionale che non può esprimere più informazioni di quante non possa portare con sé un modello tridimensionale. Progetto architettonico: arch. G. Stefanelli, geom. P. Porsia.

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Dal layout di cantiere al modello di cantiere
Il Modello di cantiere è da considerarsi come un sistema composto da molteplici elaborati; rappresenta il momento conclusivo dell’analisi del progetto e della programmazione dell’intervento e, come previsto nell’allegato XV del D.lgs 81/2008, deve ottemperare alla necessita di corredare i piani di sicurezza con di tavole e disegni esplicativi.

Il sistema Layout di cantiere perché sia uno strumento valido alla fase operativa di realizzazione del progetto, in particolare per tutti quegli aspetti in grado di permettere la corretta gestione della sicurezza, deve includere e gestire allo stesso tempo gli aspetti produttivi, quelli di logistica e quelli spaziali soprattutto per permettere di valutare le interferenze tra le differenti lavorazioni e attività.
Quest’ultimo tema è quello più significativamente vicino alla gestione della sicurezza in un cantiere. La coincidenza temporale e spaziale di attività e squadre diverse è un fattore di rischio importante per i lavoratori edili; il sistema deve essere in grado di evidenziare e prevedere le interferenze.
Se è quindi condiviso essere necessario un approccio progettuale al tema e riconosciuta la complessità degli elaborati da redigere si tratta di individuare la soluzione tecnologica al tema.

Una risposta esaustiva può essere, come anticipato, una metodologia di lavoro basata sulla tecnologia Bim. L’architettura Bim supera, infatti, quello che il tradizionale sistema di dialogo tra gli attori del processo basato sullo scambio d’informazioni diretto e univoco e che può portare a perdite d’informazioni, attraverso la centralizzazione dei dati nel DataBase – Bim.
I dati di processo sono un unico luogo fisico accessibili e aggiornabili, aspetto fondamentale nella gestione della sicurezza, potendo utilizzare sistemi di controllo e monitoraggio dinamico volti a evidenziare se il «complesso cantiere» esce fuori dalla sicurezza programmata esponendo gli operatori a rischi.

La piattaforma integrata dei dati che include gli elementi di cantiere garantisce la totale compatibilità d’informazioni e la completezza delle stesse unendo gli oggetti del progetto con i presidi e le opere provvisionali del sistema di sicurezza, analizzando, inoltre, in fase di programmazione, la sequenza delle attività operative. Una volta identificate le giornate o le attività a maggiore rischio, è possibile produrre per le stesse planimetrie ed elaborati definibili come tavole dei rischi e dei pericoli che mostrino in maniera chiara e univoca la «condizione» del sito produttivo in quel particolare istante, l’assetto e la logistica di prevenzione necessari.

L’utilizzo del Bim per gestire la sicurezza dei canteri è una strada promettente che si concretizza nella definizione di modelli intelligenti dai quali, come immediata risposta, si ha la produzione degli elaborati grafici previsti dalla normativa ma, soprattutto, l’integrazione degli aspetti della sicurezza nel modello generale dell’edificio Gbm (Global Building Model) che tende a essere sempre più dettagliatamente la riproduzione digitale del edificio e delle sue componenti. L’integrazione degli aspetti della sicurezza nel sistema permette di verificare con continuità nello sviluppo dei lavori, l’efficacia delle ipotesi operative sulla sicurezza ideate in fase preliminare o di evidenziare interferenze tra i sotto-modelli strutturale, impiantistico, architettonico e quindi di cantiere.

In conclusione, si deve sottolineare che l’applicazione ai temi della sicurezza in cantiere di tecnologia Bim risponde alle esigenze di definizione del cantiere stesso in fase di progetto, di controllo e verifica nella fase esecutiva e, quindi, permette di rispettare e superare le procedure minime previste dalla normativa riducendo così la dicotomia tra la sicurezza e la operatività in cantiere; non vi è più distinzione tra il modello produttivo e quello di prevenzione.
Un uso sempre più approfondito e strutturato di una metodica Bim può, pertanto, contribuire a una innovativa e più efficace sicurezza nei cantieri edili consolidando il trend positivo di riduzione degli incidenti. (Mauro De Luca Picione e Vittorio Mottola)




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