Costruzioni 2020

La strategia Ue per il rilancio del settore edile

Quello delle costruzioni è un settore fondamentale per l’economia europea, perché genera quasi il 10% del Pil e 20 milioni di posti di lavoro, distribuiti per lo più in micro e piccole imprese.

La ripresa del settore delle costruzioni in Europa passa dal rinnovamento e dalla manutenzione degli edifici. Niente più consumo di suolo, quindi, perché occorre rendere più efficiente il patrimonio esistente, in vista del conseguimento degli obiettivi indicati nella strategia Ue 2020. Il settore delle costruzioni svolge un ruolo importante nell’economia europea perché genera quasi il 10% del Pil e rappresenta 20 milioni di posti di lavoro. Il settore è anche un grande consumatore di prodotti intermedi, come materie prime, sostanze chimiche, apparecchiature elettriche ed elettroniche, e servizi correlati.

Data la sua importanza economica, quindi, l’andamento del settore incide in modo significativo sullo sviluppo dell’intera economia europea. La prestazione energetica degli edifici e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse nella produzione, nel trasporto e nell’uso dei prodotti destinati alla costruzione di edifici e infrastrutture, hanno un impatto rilevante dal punto di vista dell’energia, dei cambiamenti climatici e dell’ambiente. La competitività delle imprese di costruzioni è dunque un tema strategico non solo per la crescita e l’occupazione dell’intera filiera, ma soprattutto per la sostenibilità dell’intero sistema economico della Ue.

La strategia della Ue. Nel 2012 la diminuzione di commesse nelle infrastrutture è stata pari al 17%, mentre lo scoppio della bolla immobiliare ha continuato a ridurre in misura significativa l’attività del settore privato, generando ulteriore disoccupazione e aumentando la contrazione dei mercati creditizi. La tendenza ai ritardi nei pagamenti delle amministrazioni, poi, ha compresso ulteriormente la solvibilità delle imprese europee. Il settore è, pertanto, costantemente alla ricerca di manodopera qualificata e gli edifici a consumo energetico quasi nullo (Nearly zero energy buildings), annunciato nell’ambito della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia, rappresentano un’importante sfida per il settore delle costruzioni, alle prese anche con la difficoltà di accedere sui mercati internazionali., dove gli operatori extra Ue beneficiano di aiuti di Stato, come avviene in Cina.

Per rispondere a queste sfide, la Commissione ha proposto una strategia di rilancio complessiva, denominata»Costruzioni 2020», articolata su cinque assi, con obiettivi ambiziosi e precisi: favorire gli investimenti; migliorare le competenze e qualifiche professionali; uso più efficiente delle risorse; rafforzare il mercato interno; promuovere la posizione competitiva delle imprese. La nuova Strategia della Ue è stata al centro di un importante convegno, che si è svolto di recente a Perugia, promosso dalla II Commissione Regionale e dalla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

La riqualificazione energetica degli edifici e la manutenzione delle infrastrutture sono una delle priorità della Ue. In particolare, per raggiungere gli obiettivi concordati per il 2020 sul risparmio energetico, è necessario accelerare l’attività di riqualificazione per aumentare l’abbattimento dei consumi degli edifici esistenti.

L’interesse economico di questa iniziativa è evidente, sia per il singolo investitore che a livello macroeconomico. Infatti, la spesa per la riqualificazione energetica degli edifici può autofinanziarsi con il risparmio energetico e secondo le stime della Commissione l’attuazione della Direttiva sul risparmio energetico creerà fino a mezzo milione di posti di lavoro, e permetterà un risparmio annuo sulla bolletta energetica stimato in 5 miliardi di euro.

Le nuove sfide. A conferma del peso strategico delle costruzioni nelle politiche di sviluppo, alcune delle misure che la Ue ha adottato in materia di bilancio per rafforzare la stabilità finanziaria, interessano proprio il settore delle costruzioni, tra cui la proposta di aumentare di 10 miliardi il capitale della Banca europea per gli investimenti. Questa ricapitalizzazione consentirà alla Bei di aumentare la sua capacità di prestito di 60 miliardi e di operare fondi di equity e garanzie sui prestiti per la riqualificazione energetica degli edifici, nonché di assicurare un sostegno alle Pmi.

Un altro punto importante riguarda il mantenimento delle misure nazionali a sostegno del settore, già in vigore negli Stati membri, come incentivi fiscali, aliquote Iva ridotte, tassi d’interesse agevolati.

Anche i Fondi dell’Unione europea possono essere mobilizzati per il rilancio del settore; per esempio, i fondi strutturali e di coesione nell’attuale periodo di programmazione (2007-2013) possono essere usati non solo per edifici pubblici e commerciali, ma anche per le abitazioni private.

La nuova proposta per la politica di coesione dell’Unione europea nel periodo 2014-2020 prevedeva quasi il raddoppio dell’importo destinato all’energia sostenibile; malgrado le recenti decisioni del Consiglio europeo abbiano comportato una sostanziale riduzione dei fondi disponibili, i fondi per l’energia sostenibile saranno comunque aumentati rispetto al periodo precedente.

Ma se la Ue vuole diffondere ampiamente le misure per ridurre i livelli di consumo energetico, deve offrire garanzie sulle performance anche ai progetti di piccole dimensioni. A tal proposito, la Commissione sta studiando delle proposte di copertura del rischio di non adempimento, attraverso schemi di garanzie o assicurativi. Infine, per assicurare il finanziamento delle Reti Trans-Ten l’Europa ha varato un’azione pilota per utilizzare i projectbonds, ovvero di un sistema di obbligazioni per finanziare le grandi infrastrutture.

Il secondo obiettivo della strategia Costruzioni 2020 riguarda le competenze e le qualifiche dei lavoratori. Le tecnologie usate nel settore delle costruzioni sono in continuo sviluppo e oggi è necessario anticipare le future esigenze sul mercato del lavoro, anche in materia di formazione professionale, per non trovarsi impreparati e per creare le condizioni di un migliore ambiente di lavoro e di prospettive di carriera per i giovani.

Un’iniziativa a livello europeo potrebbe migliorare lo scambio d’informazioni, tra cui la capacità dei sistemi di istruzione nazionali di soddisfare le future esigenze professionali e l’equivalenza delle formazioni. Questa iniziativa assicurerà maggiore mobilità ai lavoratori qualificati, in particolare nell’ambito dei servizi transfrontalieri.

Il terzo obiettivo della strategia riguarda la progressiva transizione verso un uso più efficiente delle risorse naturali, non soltanto attraverso un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio, ma anche agendo su tutto il ciclo produttivo, con l’obiettivo di limitare le emissioni e realizzare una crescita sostenibile. In questo contesto, l’incremento del riciclaggio nella produzione di materiali da costruzione avrà un ruolo fondamentale. Inoltre, la Commissione intende incrementare il ricorso agli appalti pubblici verdi e alla valutazione dei costi del ciclo di vita degli edifici nella politica regionale per il prossimo periodo di programmazione 2014-2020.

Un altro capitolo importante e specifico da approfondire è quello degli Eurocodici, ovvero l’insieme di norme e prassi di progettazione che si applicano ai materiali da costruzione, nell’ingegneria strutturale e a un’ampia gamma di strutture e prodotti.

Si tratta di uno strumento flessibile, in quanto ogni Paese ha la possibilità di adattare gli Eurocodici alle sue esigenze e la Commissione valuterà le modalità di utilizzo di questi Eurocodici nell’ambito degli appalti pubblici e per vedere se vi è spazio per facilitare e favorire ulteriormente il loro uso da parte dei professionisti.

L’ultimo obiettivo riguarda il rafforzamento della posizione delle imprese europee delle costruzioni sui mercati internazionali. Oltre alla promozione degli Eurocodici in questi mercati, la Commissione intende creare dei Forum intercontinentali sull’edilizia sostenibile con paesi dell’Africa e dell’America Latina.

 Antonio Tajani, vicepresidente Ue

Antonio Tajani,

«Nell’attuale crisi economica e sociale, gli edifici a basso consumo di energia sono investimenti redditizi per la società e gli investitori privati. Il settore delle costruzioni deve riuscire a scorgervi un’opportunità per innovare e attirare nuovi talenti. Le nuove tecnologie offrono grandi potenzialità, non solo per nuove abitazioni ma anche per ristrutturare milioni di edifici esistenti».

Guarda anche:

“Riqualificazione edilizia ed energetica di edifici esistenti in ambito mediterraneo” di arch. Pietro Novelli




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2 total comments on this postInvia il tuo
  1. tutto molto bello, interessante e giusto. Ma come fa il privato cittadino a sistemare la propria abitazione in funzione dei dettami europei citati nell’articolo se non ha soldi propri, se le banche non finanziano e se magari ha un lavoro precario?

  2. molto importante, forse un suggerimento potrebbe essere quello di far pervenire tali iniziative anche ai piccoli proprietari che spaventati della stretta creditizia, non attivano quei canali che invece sono di traino per l’edilizia. L’informazione per il settore e’ fondamentale , non solo per gli addetti ai lavori. Comunque molto bene ed in plauso all’On . Tajani affinché’ incentivi sempre più’ la comunicazione con i cittadini europei.

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