Punti di Vista | Lorenzo Perino, avvocato, Lext Consulting

La tutela della proprietà in cantiere

La sottrazione di beni, macchinari e attrezzature in cantiere è un problema molto serio che può causare conseguenze economiche rilevanti alle imprese che la subiscono. Esistono però alcune semplici regole organizzative e di comportamento da osservare in cantiere con cui si può cercare di prevenire tali patologie e minimizzare i danni.

Lorenzo Perino | Avvocato, Lex Consulting

Lorenzo Perino | Avvocato, Lex Consulting

Il cantiere è certamente un luogo piuttosto esposto e all’interno del quale transitano una molteplicità di persone a vario titolo. Per queste sue caratteristiche è frequente che si verifichino sottrazioni e furti di beni, macchinari e attrezzature di lavoro in orario notturno ma anche negli orari di apertura diurna. Qui di seguito si intendono suggerire alcune regole di comportamento, poco giuridiche e molto pratiche e talvolta anche apparentemente banali, in grado però di aiutare l’imprenditore a combattere questo fenomeno e a minimizzare i danni conseguenti.

Si tratta di regole semplici da seguire e spesso prive di costi diretti ma di grande portata pratica. I comportamenti sono assolutamente determinanti nella prevenzione dei furti di beni in cantiere, in particolare di macchinari e attrezzature di lavoro, e spesso semplici Misure organizzative sono in grado di minimizzare il rischio in modo determinante. Bisogna partire dalla formazione del personale: i lavoratori che operano in azienda devono essere i primi artefici della tutela del patrimonio. Se i collaboratori non prestano attenzione a ciò che fanno certamente il rischio di furti in cantiere aumenta. Quindi è compito del datore di lavoro fornire loro procedure interne di comportamento chiare e facili da applicare. Una volta introdotte sarà poi opportuno anche controllare che queste vengano applicate con diligenza. 

È poi necessario verificare approfonditamente l’affidabilità dei soggetti che operano in cantiere attraverso l’applicazione della normativa obbligatoria in materia di tesserini di riconoscimento ma anche in termini di procedure di ammissione ai luoghi di lavoro; l’accesso deve essere consentito esclusivamente di personale di cui è stata verificata l’identità. Evidentemente non può essere demandata al singolo lavoratore un’attività di vigilanza su ogni soggetto presente ma abituarsi a segnalare comportamenti anomali può essere un buon metodo per evitare furti. Anche introdurre una procedura interna da applicare in caso di furto può risultare utile. Una segnalazione tempestiva all’Autorità Giudiziaria può essere molto importante ai fini del ritrovamento del bene ma anche il fatto che la segnalazione sia completa e corretta dal punto di vista tecnico ha un’importanza fondamentale. Anche qui la formazione del personale è lo strumento privilegiato per raggiungere efficacemente questo risultato.

Altro aspetto rilevante riguarda le condizioni fisiche dei luoghi e dei beni. La facilità di accesso di un luogo può segnare spesso la differenza tra un furto concluso con successo e uno sventato. In prima battuta è necessario recintare le zone in cui sono custoditi i beni in cantiere, dotare queste aree di rimesse dotate di serrature adeguate e anche, ove possibile, dotare i luoghi a rischio di impianti di videosorveglianza o servizi vigilanza notturna. La tecnologia attuale mette a disposizione sul mercato dispositivi di videosorveglianza piuttosto sofisticati a prezzi anche molto abbordabili. Bisogna tenere presente l’effetto deterrente che un impianto del genere può sortire e che la possibilità di ricostruire l’accaduto spesso aiuta molto le Forze dell’Ordine nell’attività di recupero.

La gestione prudente delle chiavi di accensione di qualsiasi macchinario ne sia provvisto è un passo fondamentale. Spesso le chiavi in cantiere vengono lasciate inserite nel quadro del mezzo e non si sa chi le abbia prese, per quanto le abbia tenute e se le abbia riconsegnate. Una procedura di registrazione di tutte queste operazioni è in grado di prevenire smarrimenti veri o presunti e quindi di minimizzare il rischio furti. Inoltre provvedere a legare insieme l’attrezzatura più piccola è una misura empirica ma efficace se in grado di ostacolare la rimozione di beni che diversamente potrebbero essere prelevati con estrema facilità.

Altra categoria di misure per prevenire i furti in cantiere è rappresentata dai dispositivi tecnologici con cui dotare i macchinari. Questi, pur non essendo talvolta in grado di azzerare il rischio di furto, sono in grado di creare difficoltà ai malintenzionati e quindi ostacolarne l’operato. Sono presenti sul mercato sistemi di marcatura dei macchinari che, anche se non molto diffusi in Italia, in altri paesi europei sono strumenti fondamentali per la lotta ai furti. Alcuni di essi utilizzano tecnologie di etichettatura Rfid (Radio Frequency Identification) che possono essere riconosciute direttamente dagli strumenti elettronici in dotazione alle Forze dell’Ordine. Poi ci sono gli antifurti meccanici, il cui utilizzo è in grado di proteggere i macchinari e le attrezzature da tentativi di furto dove il ladro non disponga di utensili in grado di vanificarne l’azione. Da ultimo è possibile dotare i macchinari di dispositivi di localizzazione e controllo a distanza, oggi peraltro molto diffusi. L’utilizzo di queste tecnologie è sicuramente efficace come deterrente e poi successivamente per facilitare il ritrovamento del macchinario. Bisogna peraltro evidenziare che altrettanto sviluppate sono oggi le tecnologie volte a escluderne la funzionalità.

La somma di tutti questi accorgimenti può effettivamente portare a minimizzare il rischio di sottrazione di beni e attrezzature di lavoro in cantiere ma spetterà sempre all’imprenditore effettuare una lucida e obiettiva analisi dei rischi e dei costi relativi per rendere ogni investimento in questa direzione giustificato e produttivo.

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