Internazionalizzazione | Ance

Lavori all’estero, fatturato triplicato in un decennio

Negli ultimi anni, nei fatti, si sta assistendo, per molte aziende, a una vera e propria sostituzione tra le attività nazionali e quelle estere. Se nel 2004 il fatturato prodotto in Italia rappresentava il 70% e quello estero pesava poco più del 30%, oggi la situazione è quasi ribaltata: 60,1% fatturato estero, meno del 40% fatturato prodotto nel mercato interno.

Estero fondamentale per i fatturati delle Pmi che in periodo di crisi hanno puntato il proprio sguardo fuori dall’Italia. Il fatturato è più che triplicato in meno di 10 anni (dai 3 miliardi de l 2004 ai 9,5 del 2013), la produzione è aumentata dell’8,6% mentre il portafoglio commesse si è arricchito di 319 nuovi lavori per complessivi 17 miliardi di euro.

I lavori per la costruzione della Diga in Etiopia da parte di Salini–Impregilo. La commessa, del valore di tre miliardi di euro, è la più grande mai acquisita da un’impresa italiana.

I lavori per la costruzione della Diga in Etiopia da parte di Salini–Impregilo. La commessa, del valore di tre miliardi di euro, è la più grande mai acquisita da un’impresa italiana.

Sono questi, in estrema sintesi, i risultati dell’indagine Ance sulle imprese di costruzione italiane presenti all’estero illustrati a Ravenna durante il convegno «L’internazionalizzazione delle imprese italiane nel settore delle costruzioni». Numeri significativi, specie se confrontati con la difficile situazione del mercato a livello nazionale. Nel periodo 2004-2013, infatti, le imprese che hanno partecipato al Rapporto Ance hanno visto diminuire la propria attività in Italia del 7,2%, mentre al di fuori dei confini nazionali è cresciuta del 206 per cento.

Negli ultimi anni, nei fatti, si sta assistendo, per molte aziende, a una vera e propria sostituzione tra le attività nazionali e quelle estere. Se nel 2004 il fatturato prodotto in Italia rappresentava il 70% e quello estero pesava poco più del 30%, oggi la situazione è quasi ribaltata: 60,1% fatturato estero, meno del 40% fatturato prodotto nel mercato interno.

Le imprese italiane (comprese le grandi) hanno sviluppato una presenza capillare sui mercati internazionali: operano in circa 90 Paesi nei 5 continenti, per un controvalore in costante crescita per oltre 100 miliardi di euro.
Tra gli interventi della tre giorni quelli di Gerardo Biancofiore, responsabile Pmi Ance; Massimo Matteucci, presidente Cmc Ravenna; Franco Mastragostino, ordinario del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Bologna e direttore della Scuola di specializzazione in studi sull’amministrazione pubblica; Luigi Balestra, ordinario di Diritto civile dell’Università di Bologna; Nazareno Cerni, responsabile corporate Unipol Sai – amministratore delegato Siat; Antonio Genna, responsabile infrastrutture Sace; Mauro Lusetti, presidente Legacoop; Cesare Trevisani, presidente Trevi spa; Paola De Micheli, sottosegretario del ministero dell’Economia e delle Finanze; Roberto Macrì, direttore generale Cmc Ravenna; Antonio Patuelli, presidente Abi.

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