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Le nuove realtà architettoniche leve per l’economia territoriale e fattore di attrattività

La Lombardia è espressione dell’eccellenza universitaria, della moda e del design, robusto fattore di attrattività per Milano che nell’industria della creatività muove risorse economiche considerevoli. La cultura della contemporaneità, il design, l’architettura, vanno assunti come nuove leve anche per l’economia territoriale.

La Lombardia è espressione dell’eccellenza universitaria, della moda e del design. Sistemi eccellenti anche perché collegati a un settore manifatturiero tra i più all’avanguardia nel mondo.

Claudio De Albertis, presidente Assimpredil Ance

Si parla di sistema della creatività perché in questo territorio ci sono scuole e università specializzate, c’è una presenza di riviste e di critica del design autorevole e prestigioso, c’è una grande fiera, c’è anche un’Istituzione come la Triennale di Milano e il Triennale Design Museum (non a caso definito, dal Ny Times, come il più innovativo al mondo), ci sono professionisti e operatori che hanno fatto della creatività una focalizzazione produttiva. Questo sistema, che sostiene ed è sostenuto dal design, costituisce un robusto fattore di attrattività per Milano, città che forse non è più «produttiva» nel senso classico del termine, ma che nell’industria della creatività muove risorse economiche considerevoli. Milano diviene città di rappresentazione, di mostre, di eventi, di incontri, di convegni, di manifestazioni, che il design muove ormai non solo nella settimana del Salone.

Ma questa città sembra non cogliere il potenziale di sviluppo che il sistema della creatività offre. Eppure Milano è ancora il cantiere più grande d’Europa: stanno sorgendo nuovi quartieri disegnati dagli studi di architettura fra i più rilevanti in campo nazionale e internazionale, sono in corso investimenti che cambieranno in modo drastico la città di Milano. In vista del più importante avvenimento che si sta organizzando a Milano, l’Expo 2015, manca una politica di marketing territoriale che ci permetta di cogliere l’occasione per far conoscere meglio la nuova Milano, perché i visitatori che verranno abbiano il desiderio di tornare, così come noi amiamo tornare in altre città leader della modernità come New York e Londra. La cultura della contemporaneità, il design, l’architettura, vanno quindi assunti come nuove leve anche per l’economia territoriale non solo per le attività specifiche legate agli ambiti disciplinari. Milano è la città del 900, come Firenze è quella del rinascimento, ma se ciò è vero, occorre investire nella ricerca, nell’innovazione, nel lavoro critico, nella formazione, perché il primato che abbiamo sia sempre tale. L’interazione tra cultura, sviluppo e territorio non è un’operazione scontata: essa, infatti, dipende dalla capacità di sapere gestire le relazioni e le interdipendenze.

Il ruolo degli attori economici e sociali, la costruzione di un progetto di partnership fra soggetti pubblici e sociali è fondamentale per far decollare una policy territoriale. È, pertanto, richiesto al territorio un approccio più integrato e strutturato riferito al patrimonio materiale e immateriale; un approccio dove gli elementi del territorio e i modelli culturali possano essere codificati e sviluppati, conservando la forza del genius loci, ma anche modernizzando gli aspetti antropologici e morfologici del sito in funzione del cambiamento della società. È necessario, per strutturare il progetto di sviluppo culturale di un territorio, mettere in atto una strategia che, accanto a una più che auspicabile partecipazione bottom up dei cittadini interagisca con una programmazione top down da parte delle istituzioni, così da consentire delle azioni con un orizzonte più completo. Ma se è vero che il settore creativo sta aumentando via via il suo peso nella nostra società e nel modello imprenditoriale, è anche vero che giocano un ruolo importante le città dove queste iniziative hanno sede e si sviluppano.

A tale contesto di trasformazione della città, di crescente urbanizzazione e considerazione delle problematiche economiche, sociali e ambientali, che accompagnano lo sviluppo urbano, alla cultura, viene riconosciuto un ruolo significativo e sempre più strategico di catalizzatore di rigenerazione urbana, di miglioramento della qualità della vita e di stimolo all’economia simbolica della città. La cultura può essere sì utilizzata come strumento di rigenerazione urbana, ma deve essere interpretata come una dimensione ampia e multidimensionale della vita urbana, piuttosto che come semplice strumento di strategie di miglioramento dell’immagine urbana. Le nuove architetture che, dobbiamo dirlo, con molta fatica hanno potuto essere realizzate, possono diventare un punto di partenza per rilanciare l’immagine di Milano nel mondo.




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