Francia | La Nuova Cité Régionale de l’Environnement

L’edificio che produce energia

Le linee guida nella realizzazione sono rappresentate dall’utilizzo di risorse ecosostenibili, riciclo e riuso, e impiego di materiali a base organica. La Cité si articola su quattro livelli, per una superficie complessiva di 6000 mq destinati a uffici.

Sorge a Pantin, al numero 90 dell’avenue Genéral Leclerc, il nuovo edificio della Cité Régionale de l’Environnement d’le de France, una sede scelta per ospitare una serie di servizi connessi all’ambiente: l’Agence des Espaces Verts d’Ile de France (che ha anche partecipato al finanziamento dei lavori), l’Arene, La Saerp, Bruitparif e Ondesparif, Ordif, Natureparif, Sem Energie Positif. La tematica ambientale che accomuna le varie organizzazioni ha influenzato anche lo sviluppo del concetto energetico del complesso, che ha ottenuto la certificazione Hqe, quella Bepos (building with positive energy, ovvero edificio con energia positiva), il livello Very Good nel protocollo internazionale Breeam e una medaglia d’oro nella nuova scala di carbonio.

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Le linee guida nella realizzazione sono rappresentate dall’utilizzo di risorse ecosostenibili, riciclo e riuso, e impiego di materiali a base organica. La Cité si articola su quattro livelli, per una superficie complessiva di 6000 mq destinati a uffici. Tra le misure adottate per rendere efficiente il funzionamento del sistema edificio-impianto figurano l’ottimizzazione della percentuale di esposizione solare (con finestre non apribili), un tetto su cui oltre alla passerella in legno accessibile ai dipendenti sono installati 450 mq di pannelli fotovoltaici e la presenza di una pompa di calore geotermica. I settanta posti auto parzialmente interrati sono coperti da una struttura in vetro per ricevere illuminazione naturale. In particolare grazie al fotovoltaico, l’edificio è concepito per produrre più energia di quanta ne consuma, cedendo alla rete quella non utilizzata.

Pantin_Exterior_Cladding

La stratigrafia dell’involucro edilizio, che ha una sezione di 20 cm complessivi, è formata da cemento trattato, lana di vetro e una tecno-superficie in Corian bianco, di cui sono stati installati in totale 2200 mq di pannelli. Tra le tecniche adottate dall’azienda Aea, incaricata della lavorazione e installazione delle facciate, vi sono la termoformatura di grandi pannelli angolari, l’applicazione senza giunti visibili e il taglio digitale. Quando necessario, sono stati compiuti interventi in loco per apportare modifiche ai pannelli pretagliati, al fine di soddisfare alcuni vincoli specifici del sito, come per esempio la pendenza della strada, oltre che per consentire il montaggio dei nei battenti e dei telai delle finestre.

La termoformatura dei pannelli ha costituito la parte più delicata del processo, in particolare per le varie ampiezze dei raggi richieste dall’andamento curvo dell’edificio, che modella l’angolo dell’isolato. A questo scopo è stato necessario fabbricare elementi piani ed elementi curvi. Per applicare i pannelli alla struttura, sono stati utilizzati telai in alluminio Etanco (con inserti Keil) che hanno permesso di ottenere l’eliminazione dei ponti termici tra i punti di fissaggio della facciata, costituiti da profili in alluminio flessibile, e la sua struttura in cemento armato.




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