Rinnovabili | Ue

L’efficienza energetica vale 90 miliardi di euro entro il 2021

Le stime presentate in sede comunitaria proiettano al 2020 una riduzione di poco superiore al 10%. Anche se il quadro risulta comunque fortemente differenziato da Paese a Paese. Lo studio individua 3 possibili cluster di Paesi.

Per i soli interventi di efficienza energetica, in Europa si stima un giro di affari potenziale trai 60 e 90 miliardi di euro all’anno tra il 2015 e il 2020. A sostenerlo è uno studio realizzato dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano che evidenzia le notevoli opportunità di business nei differenti mercati europei in questo specifico settore.

Contributo delle diverse fonti rinnovabili alla produzione lorda di elettricità in Germania a fine 2014. (Fonte: de.statista.com)

Contributo delle diverse fonti rinnovabili alla produzione lorda di elettricità in Germania a fine 2014. (Fonte: de.statista.com)

L’analisi del Polimi parte da una premessa: ovvero che l’efficienza energetica è senza dubbio una priorità nell’agenda politica della Ue che riconosce un significativo potenziale di risparmio dei consumi energetici al 2020, nell’ordine del 25-30% dei consumi finali. A questi risparmi si assocerebbero indiscussi benefici in termini di competitività economica (con riduzione della fattura energetica per i Paesi dell’Ue a 27 e creazione d i 2 milioni di nuovi posti di lavoro), sicurezza degli approvvigionamenti (grazie alla riduzione della dipendenza dall’estero) e sostenibilità ambientale.
Tuttavia, rileva lo studio, la riduzione del 20% dei consumi energetici fin ali dell’Ue-27, previsto dal pacchetto «Clima-Energia», altrimenti noto come 202020, appare lontano.
Infatti, le stime presentate in sede comunitaria proiettano al 2020 una riduzione di poco superiore al 10%. Anche se il quadro risulta comunque fortemente differenziato da Paese a Paese.

Evoluzione della produzione elettrica da fonti rinnovabili in Germania dal 1990 al 2013. (Fonte: Bmwi – Uba)

Evoluzione della produzione elettrica da fonti rinnovabili in Germania dal 1990 al 2013. (Fonte: Bmwi – Uba)

Lo studio individua 3 possibili cluster di Paesi: quelli che presentano un elevato livello di consumi energetici annui e sono «vicini» al raggiungimento dell’obiettivo del pacchetto 20-20-20. L’unico Paese che fa parte di questo cluster è la Germania, che può essere considerato il «first mover» del settore; Stati membri che hanno un elevato livello di consumi energetici annui, ma sono ancora «lontani» dal raggiungimento del target. All’interno di questo segmento troviamo Italia, Uk, Francia e Spagna; Paesi, infine, che presentano moderati consumi energetici e sono ancora «lontani» dall’adempimento degli obiettivi.

Secondo la ricerca del Polimi, l’Italia per raggiungere gli obiettivi indicati dalla Ue, dovrebbe investire in interventi di efficienza energetica complessivamente 9-13 miliardi all’anno tra il 2015 e il 2020. Sicuramente una componente che incide è la limitata disponibilità di credito. Dall’altra parte c’è un problema di cultura diffusa, un elemento di consapevolezza che è ancora abbastanza limitato, per cui sia a livello di individui, cioè di singoli cittadini e condomini, che di aziende e pubblica amministrazione la coscienza che si possono conseguire risparmi importanti attraverso l’efficienza è ancora abbastanza circoscritta.

Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Il Nuovo Cantiere © 2017 Tutti i diritti riservati

Tecniche Nuove Spa | Via Eritrea, 21 – 20157 Milano | Codice fiscale e partita IVA 00753480151