Cina | Investimenti

Maxi-piano per urbanizzare il Paese

La Cina sta per annunciare un imponente piano di urbanizzazione, con investimenti per 40 trilioni di yuan, pari a circa 5 trilioni di euro, da finanziare con mega emissioni di obbligazioni dello Stato nei prossimi dieci anni.

Shangai

Obiettivo del governo cinese è quello di trainare lo sviluppo del Paese portando in città in maniera stabile circa 400 milioni di persone. Questa è una rivoluzione per la crescita industriale del Paese, ma anche per il suo sviluppo finanziario, che finora era rimasto soffocato da un’organizzazione della finanza pubblica non al passo con lo sviluppo delle metropoli.

Il piano sarà finanziato con una serie di emissioni obbligazionarie e dovrebbe riguardare anche una ristrutturazione dei debiti che le amministrazioni locali hanno contratto a partire del 2009. Allora il governo lanciò un grande piano di stimolo economico per circa 4 trilioni di yuan che fece uscire immediatamente la Cina dalla crisi finanziaria, iniziata negli Stati uniti.

Province e città poi a loro volta promossero nuovi investimenti con una piano di stimolo non coordinato, che portò sul mercato ancora 4 trilioni di yuan, che oggi pesano nei bilanci locali e sono la causa della bolla immobiliare che affligge il Paese.

Questi nuovi titoli obbligazionari potrebbero, almeno in parte, essere collocati all’estero. Il governo, infatti, sta anche preparando misure radicali che vanno nella direzione di una maggiore liberalizzazione del cambio dello yuan.

La Cina possiede circa 1 trilione di yuan, valuta cinese, in conti all’estero. Saranno la base per fornire servizi finanziari a stranieri che vogliono comprare e tenere yuan. Questo processo dovrebbe poi aiutare Pechino ad arrivare a una piena liberalizzazione del cambio della sua moneta, oggi sottoposto a una serie di controlli, entro il 2015 o il 2020, quando il piano di urbanizzazione dovrebbe essere prossimo al completamento. Entro i primi anni del prossimo decennio il pil cinese potrebbe superare quello americano.

Il piano di urbanizzazione però non dovrebbe concentrarsi nell’espansione delle megalopoli come Pechino, Shanghai o Chongqing. Il governo vorrebbe invece far crescere città medie e piccole, quelle sotto uno o due milioni di abitanti. Nel complesso quindi si tratta di un enorme progetto che dovrebbe trasformare molto profondamente il Paese. Questa grande urbanizzazione, che potrebbe portare circa il 70% della popolazione in città, dovrebbe poi stimolare fortemente la crescita dei consumi interni. Questo a sua volta dovrebbe risolvere il problema del grande surplus commerciale cinese e creare un enorme mercato di importazioni dall’estero.

 

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