Internazionalizzazione | Qatar

I nuovi impianti sportivi e infrastrutture

In vista dei mondiali di calcio del 2022, il Qatar investirà quasi 200 miliardi di euro in nuovi impianti sportivi e infrastrutture a servizio del turismo e della mobilità sostenibile. Le imprese italiane si sono mosse per tempo e sono stati siglati diversi accordi fi nanziari di partenariato grazie a Simest e Cassa Depositi.

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Il nuovo Doha Port Stadium

Gas e petrolio sono la ricchezza del Qatar. Terzo esportatore al mondo di gas, dopo Russia e Iran, e tra i primi produttori di petrolio, il piccolo Paese del Golfo, abitato da meno di due milioni di persone, diventerà nel prossimo decennio una delle aree di interesse più importanti per le imprese che operano nell’industria delle costruzioni. A rendere il Qatar un’enorme zona di attrazione per le imprese internazionali sono le molteplici occasioni di investimento che si prospettano per gli anni a venire. A cominciare dalle opportunità offerte dallo sport. Come il Brasile, che organizzerà nel biennio 2014-2016 campionati mondiali di calcio e Olimpiadi, anche il Qatar punterà sullo sport come leva di promozione e sviluppo del suo territorio. Tra le iniziative più rilevanti vi sono, infatti, proprio la designazione dell’emirato come Paese organizzatore dei mondiali di calcio del 2022, e la candidatura di Doha come città ospitante delle Olimpiadi del 2020 e il piano strategico di innovazioni varato dalle autorità qatarine per i prossimi venti anni. Il Qatar National Vision 2030, puntando sulle riforme in materia sociale, economica e ambientale, mira a promuovere un processo di modernizzazione e sviluppo istituzionale che sia in grado di trasformare il Qatar in uno Stato pienamente avanzato, il cui peso a livello geo-politico è in continuo aumento, essendo l’interlocutore principale degli Usa, della Palestina e di Israele nella soluzione della crisi araba.

A differenza degli altri stati degli Emirati Arabi, inoltre, il Qatar punta molto sull’ecologia e lo sviluppo ecosostenibile, ed è un Paese con una monarchia illuminata che sta investendo sullo sviluppo e sulla mobilità green. Prova ne è, per esempio, lo svolgimento a dicembre 2012 nella capitale Doha del conferenza sul cambiamento climatico.

I progetti in corso. Obiettivo di lungo termine del Qatar è la trasformazione dell’economia dello Stato in una direzione più focalizzata sulla conoscenza e sull’innovazione, caratterizzata da alti livelli di efficienza e produttività, che possano però coniugarsi con l’ambiente. Per gli interventi di modernizzazione del Paese sono stati stanziati oltre 185 miliardi di dollari, di cui 70 destinati al programma per la costruzione di infrastrutture in vista del mondiale di calcio. Sul piatto, infatti, non ci sono solo i 4 miliardi di dollari per realizzare 11 nuovi stadi, ma anche i 20 miliardi per i trasporti (il Qatar è sprovvisto di rete ferroviaria), i 24 per le strade, i 12 per gli alloggi, per un totale che la Qatar First Investment Bank quantifica in 65 miliardi di dollari. Tra i più importanti progetti in itinere si distingue la costruzione del nuovo aeroporto internazionale di Doha, avviata nel 2004 e il cui completamento è atteso per il 2015, per un investimento complessivo di 14 miliardi di dollari. La struttura sarà in grado a pieno regime di gestire 50 milioni di passeggeri, 320mila voli e 2 milioni di tonnellate di merci all’anno (sei volte la capacità totale attuale dell’aeroporto). Quasi 6 miliardi di dollari sono stati destinati, invece, al progetto per il nuovo porto commerciale a Mesaieed (centro industriale a sud di Doha), che sarà ultimato per il 2030.

In vista dei Mondiali di calcio, sono stati accelerati i lavori per il completamento della costruzione di una rete metropolitana nella città di Doha e di una rete ferroviaria, commissionata alla joint venture Qatar Railways Development Company (partecipata al 51% dalla Qatari Diar e al 49% dalla Deutsche Bahn), che permetterà connessioni anche con i Paesi circostanti. Altri progetti coinvolgono, infine, lo sviluppo di una serie di strade in grado di collegare Doha ai centri La Perla, Lusail e Dukhan, nonché la costruzione di un ponte, il Friendship Causeway, tra i più lunghi al mondo (oltre 40 Km), che collegherà il Qatar al Bahrein, e di un tunnel sottomarino che, attraversando la baia di Doha, dovrebbe creare una connessione tra il nuovo aeroporto di Doha e il centro La Perla.

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