In evidenza | Claudio De Albertis, presidente Assimpredil

Nuovo paradigma tecnologico, riqualificazione ed efficienza energetica

La sostenibilità è più complessa della semplice efficienza energetica, dal momento che contempla diversi aspetti, aggiuntivi al semplice contenimento dei consumi energetici. Solo un intervento di riqualificazione globale consente di raggiungere una elevata sostenibilità e di aumentare il valore del proprio immobile e migliorare la percezione della città per tutti i cittadini.

Una delle più grandi novità che ha interessato il settore edile negli ultimi anni è stata l’introduzione della certificazione energetica degli edifici; questa ha posto l’attenzione non solamente al rispetto di determinate prescrizioni legislative, ma soprattutto ha aperto la strada a una maggiore considerazione della qualità del «prodotto casa».
In questo modo, si è stimolata la nascita di un mercato delle tecnologie e dei materiali per l’efficienza energetica e si è messo in moto un processo di acculturamento dell’intera filiera edile, le cui figure (progettista, direttore lavori, operai) erano spesso prive delle necessarie competenze per progettare e costruire edifici a elevata prestazione energetica.

Claudio De Albertis, presidente Assimpredil Ance

L’evoluzione di questo percorso porta all’edificio sostenibile e intelligente, ovvero a un edificio che soddisfi i bisogni delle generazioni presenti e future.
La sostenibilità è infatti più complessa della semplice efficienza energetica, dal momento che contempla diversi aspetti, aggiuntivi al semplice contenimento dei consumi energetici.
A titolo di esempio, l’Unione Europea, all’interno di Horizon2020, il programma di finanziamento comunitario per il periodo 2014-2020, oltre che all’efficienza energetica assegna molta importanza alla cosiddetta innovazione sociale; per un edificio, ciò significa impattare positivamente sul soddisfacimento dei bisogni della comunità e sul quartiere in cui è collocato.
Chiaramente, solo un intervento di riqualificazione globale consente di raggiungere una elevata sostenibilità e, al tempo stesso, aumentare il valore del proprio immobile e migliorare la percezione della città per tutti i cittadini.

Vi è però la tendenza di considerare l’efficienza energetica come l’unica spinta per effettuare interventi di riqualificazione, dal momento che motivazioni diverse non garantirebbero un risparmio economico. Questa visione è limitata e dannosa, poiché se, come dice la Commissione Europea, i cittadini Europei trascorrono il 90% del proprio tempo all’interno di edifici, ogni volta che si pensa di intervenire su di essi, devono essere presi in considerazione vari aspetti.
È allora importante privilegiare e stimolare gli interventi di riqualificazione che forniscono un «dividendo multiplo».
Ciò significa che, quando si interviene su un edificio, bisogna attuare tutti gli interventi che si pensa siano necessari non solo ora, ma anche nei prossimi anni e con l’obiettivo di massimizzare il comfort totale dell’abitare (energia, acustica, accessibilità, servizi, ecc.)

Il tema della riqualificazione energetica degli edifici raccoglie tecnologie molto diverse, come quelle legate all’involucro e quelle impiantistiche.
In un edificio esistente, entrambe dovrebbero essere oggetto di riqualificazione, sebbene, dal punto di vista prestazionale, siano concorrenti; per esempio, è possibile dimezzare il consumo di energia grazie all’isolamento a cappotto o, in alternativa, alla sostituzione dell’impianto termico.
Le tecnologie, pur avendo la medesima efficacia, hanno costi e vita utile diversi. Tipicamente, gli interventi sull’involucro sono più costosi (e dunque il tempo di ritorno è più lungo), ma hanno anche una vita utile molto più lunga e interessano anche altri aspetti della riqualificazione come il miglior comfort acustico dell’edificio e il rinnovamento dei prospetti e in definitiva dell’ambiente urbano.

Rimane il problema di come stimolare tali interventi; a livello nazionale sono appena state prorogate e potenziate le detrazioni fiscali per alcuni interventi di efficienza energetica, ma solo per un periodo limitato. Ciò è sicuramente un fatto positivo, ma rimane una serie di gravi mancanze, come la loro incompatibilità con ogni altro incentivo e la loro mancata estensione agli interventi su immobili che operatori economici intendano porre in vendita o locazione.
Infine, va considerato doveroso, anche per gli edifici esistenti, confrontarsi con il nuovo paradigma tecnologico, l’edificio a consumo energetico quasi zero, come definito dal dl n. 63/2013: «Edificio ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico, molto basso o quasi nullo, dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze».

Tradotta in termini tecnologici, oltre all’inevitabile presenza di energia da fonte rinnovabile, questa definizione significa raggiungere bassi valori di trasmittanza termica sull’involucro, prestare particolare attenzione ai ponti termici, dotare gli edifici di impianti di ventilazione meccanica controllata. Un simile edificio può essere privo di un tradizionale impianto termico, con enormi benefici in termini di costo dell’intervento, gestione e manutenzione dell’edificio.
Il mercato, già di per sé potenzialmente vasto, si amplierà dunque ulteriormente e offrirà importanti occasioni a chi saprà proporre le soluzioni migliori in termini di costo/efficacia e di integrazione tra le varie prestazioni (energetica invernale, energetica estiva, comfort acustico e termico), senza dimenticare di contribuire ai bisogni della comunità e del quartiere in cui è collocato.

 




Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Il Nuovo Cantiere © 2017 Tutti i diritti riservati

Tecniche Nuove Spa | Via Eritrea, 21 – 20157 Milano | Codice fiscale e partita IVA 00753480151