Restauro conservativo | Sostenibilità

Palazzo Ricordi a Milano conservato e innovato

Per Palazzo Ricordi di Milano gli interventi hanno seguito due linee direttive: conservare il più possibile le preesistenze storiche dell’edificio e realizzare i nuovi interventi prediligendo l’utilizzo di materiali naturali, inseriti con geometrie semplici e pulite, minimizzando il numero dei materiali in gioco, gli scarti di produzione e di posa in opera.

Palazzo Ricordi a Milano fu edificato sul finire del 1800 sull’area acquistata dall’Opera Pia Ospedale Borella; per il suo allineamento di facciate nell’isolato è un edificio di cortina con un asse di simmetria sul quale è impostata anche la corte interna.

Lo stile architettonico con cui è stato realizzato è del tipo storicista neo-rinascimentale secondo i canoni dettati in quegli anni dall’architetto Pietro Pestegalli, a esclusione del recente sopralzo arretrato rispetto alla facciata e delle facciate del cortile interno. Il fabbricato, attualmente conosciuto come Palazzo Ricordi, è catalogato anche come Casa Borella nella scheda 1/416/1 nel capitolo «complessi edilizi con valore storico-architettonico» del Pgt di Milano. Fu ceduto dalla famiglia Borella alla famiglia Ricordi nel 1920 dopo alcuni anni di affittanza.

Palazzo Ricordi

Originariamente il fabbricato era composto da quattro piani fuori terra. Nel 1910 l’edificio venne descritto, in un atto di locazione alla Ricordi, come composto da tre corpi di fabbrica disposti a U racchiudenti un unico cortile.

L’importante e sostanziale trasformazione del palazzo avvenne dopo la seconda guerra mondiale (dal 1948 al 1959) a seguito di gravi bombardamenti che lesionarono irrimediabilmente i solai lignei. Al momento della ricostruzione, venne realizzato un piano in più: il quarto piano da sottotetto divenne un piano abitabile con un ulteriore piano superiore a sottotetto.

Negli anni successivi, su progetto degli architetti Asnago e Vender, avvenne la trasformazione del sottotetto (quinto piano) in piano abitabile e congiuntamente anche il rifacimento di tutti i solai, lo spostamento della gronda e l’eliminazione di balconate e la copertura della corte al piano prima realizzata tutta a vetro cemento.

CARATTERISTICHE TECNICO COSTRUTTIVE
Oggi il fabbricato risulta composto da sei piani fuori terra (escluso il parziale piano ammezzato – soppalco su piano terra) e un piano interrato con destinazione funzionale quale depositi, locali tecnici e commerciale.
Il piano terreno è a uso commerciale, i cinque piani rimanenti sono a uso uffici. Da una pre-analisi si è potuto meglio comprendere la natura costruttiva del fabbricato: le strutture erano il risultato di una serie di ampliamenti, modificazioni, riparazioni, sopraelevazioni avvenute nel corso dei secoli, in particolare dal dopoguerra ai giorni nostri. La geometria complessiva delle strutture si presentava come un insieme articolato di parti in muratura, solai in calcestruzzo armato e a voltine in mattoni, travi in calcestruzzo armato e in acciaio.

Alcune porzioni di solaio sono risultate realizzate in voltine in mattoni e putrelle metalliche.

Alcune porzioni di solaio sono risultate realizzate in voltine in mattoni e putrelle metalliche.

Nel 2009, a opera dell’ing. Gabriele Gerosa, è stata svolta una campagna di indagine strutturale, finalizzata all’analisi delle strutture esistenti dallo spiccato del livello terzo sino alla copertura, nello specifico sono stati identificati: la tipologia di solaio in latero-cemento; l’armatura tipica dei solai; la portata massima dei solai esistenti fu valutata in circa 3.00 kN/mq complessivi oltre al peso proprio; lo stato di tensione nelle murature appariva compatibile con le caratteristiche meccaniche.

Le facciate principali verso le vie pubbliche risultavano caratterizzate da un piano terra costituito da una sequenza di aperture ad arco rivestite in granito grigio, mentre i piani superiori, separati da quello sottostante da una cornice-parapetto, risultavano essere intonacate con aperture ad arco. I serramenti esterni erano in alluminio color grigio chiaro. Le facciate verso la corte interna risultavano prive di alcun elemento decorativo e realizzate con intonaco civile color giallo a tutta altezza; presentavano finestrature a nastro e tipologie verticale di dimensioni eterogenee in alluminio color grigio chiaro.

Gli interni sono stati oggetto di operazioni di streap-out completo, in modo da consentire anche una lettura maggiormente approfondita della composizione strutturale e materica degli elementi originali del fabbricato.

Gli interni sono stati oggetto di operazioni di streap-out completo, in modo da consentire anche una lettura maggiormente approfondita della composizione strutturale e materica degli elementi originali del fabbricato.

Al piano quarto, parzialmente, e al piano quinto, in corrispondenza degli arretramenti dei corpi di fabbrica, erano presenti dei terrazzi con pavimentazione in quadrotti in graniglia di cemento e parapetti metallici a griglia verniciati di colore bianco. La copertura era di tipo mansardato, con rivestimento in lamiera nervata metallica di colore scuro.

GLI INTERVENTI
Gli interventi, ideati da Parisotto + Formenton Associati e ingegnerizzati da F&M Ingegneria, hanno seguito due linee direttive: conservare il più possibile le preesistenze storiche dell’edificio (partizioni murarie, strutture interne e murature di facciata) e realizzare i nuovi interventi prediligendo l’utilizzo di materiali naturali, inseriti con geometrie semplici e pulite.

Pertanto, se da un lato con la salvaguardia dell’impianto strutturale esistente, circa il 90% delle murature e delle strutture esistenti non sono stati oggetto d’intervento, dall’altro per i nuovi inserimenti la scelta è stata volta a minimizzare il numero dei materiali in gioco, gli scarti di produzione e di posa in opera. Sono stati favoriti materiali e tecnologie di particolare durevolezza quali rivestimenti in pietra, per le pavimentazioni e per i rivestimenti dei bagni, di legno per le boiserie dei bagni e per il parapetto della scala principale.

L’utilizzo di materiali sostanzialmente autoctoni (porfido del trentino, pietra di Vicenza grigia e granito grigio della Val Malenco) ha consentito di di ridurre i costi di trasporto e le relative ricadute sul territorio. Infine, la geometria delle forme seguita dai rivestimenti ha portato ad avere pannellature dei materiali di rivestimento in lastre con minimo scarto di produzione.

La strategia di salvaguardare al meglio le preesistenze dell’edificio ha portato a ridurre al minimo le demolizioni interne: solo il 10% dell’esistente è stato oggetto d’intervento di demolizione. Le strutture murarie, così come la copertura lignea – opportunamente adeguate alla nuova funzione – sono state quasi completamente riutilizzate. Il risultato ottenuto è stato quello di aver realizzato all’interno di un involucro di fine ottocento, nel pieno rispetto e valorizzazione dei peculiari aspetti architettonici, un edificio assolutamente contemporaneo.

Tutto il cantiere è stato condotto secondo i protocolli Leed: è stato utilizzato ogni accorgimento possibile per arrecare il minor impatto sull’ambiente circostante.

Tutto il cantiere è stato condotto secondo i protocolli Leed: è stato utilizzato ogni accorgimento possibile per arrecare il minor impatto sull’ambiente circostante.

Accessi. Gli accessi son stati rivisti in base alle nuove funzioni e ai possibili tenant sia degli spazi commerciali che degli spazi a uso uffici e abitativi; l’ingresso condominiale per i piani superiori è stato spostato su via San Raffaele, avvicinando l’ingresso stesso al vano scala esistente dotato di ascensori, e portando l’ingresso principale dello spazio commerciale su via Berchet, dando un maggior risalto dello spazio stesso che si imposta su una nuova prospettiva centrale.

Vani scala e ascensori. I percorsi verticali sono stati oggetto di razionalizzazione mediante la demolizione della scala centrale del corpo di fabbrica verso via Foscolo e delle molteplici scale di piccole dimensioni sparse per i piani, mentre la scala principale è stata mantenuta integralmente. È stato progettato e realizzato un nuovo vano scala dotato di ascensore nella porzione terminale del corpo di fabbrica su via Foscolo.
Palazzo Ricordi Milano (9)
Facciate esterne. Le facciate principali verso strada non hanno visto particolari interventi di restauro conservativo, né cambiamenti alle forometrie esistenti. Al piano terra le arcate sono state dotate di un nuovo serramento vetrato con profili a scomparsa sulla muratura liberando così il profilo delle stesse a doppia altezza.

Per i rimanenti piani, gli infissi sono stati sostituiti con nuovi serramenti composti da profilo metallico e rivestimento in legno laccato grigio chiaro, installati nella medesima posizione all’interno delle murature lasciando inalterato le cornici architettoniche della facciata.

All’interno per il piano terra, in corrispondenza dell’attuale ingresso al fabbricato, è stata eliminata una porzione del piano soppalco, su via Berchet, al fine di svincolare la facciata principale da ogni suddivisione interna ricostituendo la continuità geometrica dei profili arcati a doppia altezza anche verso il profilo interno della facciata stessa.

Cortile. L’intervento ha riguardato la riqualificazione della corte interna attraverso la ricomposizione e completamento della sagoma e dei volumi interni del fabbricato, oltre al ridisegno delle forometrie delle parti finestrate riallineate come in origine. È stato realizzato un nuovo volume al piano primo e secondo, collocato nel cortile in adiacenza al muro di confine. Tale trasformazione della corte interna a giardino ha contribuito alla riqualificazione delle unità immobiliari che si affacciano al suo interno.

Al piano quarto è stata realizzato un piccolo volume a sbalzo interamente vetrato destinato a sala riunione. Al piano quinto, la chiusura perimetrale della balconata è stata eseguita mediante l’impiego di elementi vetrati sia orizzontali che verticali. Le pareti vetrate e i serramenti sono realizzati in acciaio verniciato bianco e vetro trasparente colorato verde chiaro. Internamente, le facciate sono state termo-isolate attraverso strato isolante con finitura a intonaco al quarzo con una tonalità di bianco.

Lo spazio a disposizione del cantiere risultava molto limitato. Anche il piccolo cortile interno è stato impiegato per il posizionamento della gru di cantiere, oltre che per lo stoccaggio temporaneo dei materiali da impiegare all’interno degli ambienti..

Lo spazio a disposizione del cantiere risultava molto limitato. Anche il piccolo cortile interno è stato impiegato per il posizionamento della gru di cantiere, oltre che per lo stoccaggio temporaneo dei materiali da impiegare all’interno degli ambienti..

Ridistribuzione funzionale unità commerciale. Internamente al fabbricato è stato previsto la riorganizzazione dello spazio commerciale, che si sviluppa su tre livelli, attraverso un nuovo percorso che collega i vari spazi espositivi i quali convergono al punto centrale dello spazio, dove si impostano i collegamenti verticali. Una nuova scala a doppia rampa incrociata collega piano terra, piano interrato e soppalco dalla quale attraverso il foro centrale è possibile avere una visione dell’intero spazio commerciale sottolineato anche dalla luce zenitale del nuovo lucernario.

Ridistribuzione funzionale uffici. La riorganizzazione distributiva dei piani superiori adibiti a uffici si sviluppa per unità indipendenti a singolo piano. Gli spazi risultano di tipo open space, tutte le tramezzature sono state eliminate lasciando spazio ai nuovi blocchi per i servizi igienici, i cavedi e locali tecnologici destinati al cablaggio e al transito degli impianti.

OPERE STRUTTURALI
Le soluzioni strutturale dell’intervento, elaborate da F&M Ingegneria, sono avvenute in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente, il Dm 14-1-2008 «Norme Tecniche per le Costruzioni». Gli interventi sulle costruzioni esistenti sono stati trattati con quanto prescritto all’interno del capitolo 8 della normativa. Ai sensi di quanto indicato al paragrafo 8.3 delle norme, non è stato necessario procedere alla «valutazione della sicurezza» dell’edificio nel suo complesso, ma è stato sufficiente limitarla agli elementi interessati dalle modifiche e a quelli con essi interagenti.

La categoria di intervento è rientrata nelle definizioni del paragrafo 8.4 e C8.4 delle Istruzioni applicative: si tratta di «riparazioni o interventi locali», in quanto interessano elementi isolati e comportano un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti. L’aggiunta di nuovi elementi strutturali non ha previsto sopraelevazione dell’edificio e l’aumento di volume che ne deriva è marginale, senza effetti significativi sul comportamento globale delle strutture. Dal punto di vista della classificazione sismica l’edificio è situato in zona a bassa sismicità.

Murature. Tutte le murature esistenti risultavano essere in laterizio e presentavano numerosi vuoti dovuti alla preesistenza di vecchie canne fumarie, porte chiuse da tamponamenti o altri fori di natura sconosciuta. Le lavorazioni di cantiere hanno previsto l’apertura di nuovi fori porta sulle murature interne, utilizzando fori preesistenti o con demolizioni parziali del maschio murario.

Dove non utilizzati, i fori che risultavano occultati da tamponature leggere sono stati richiusi utilizzando nuovi elementi in laterizio portante collegati all’esistente con la tecnica del cuci-scuci. Le nuove aperture sono state rinforzate con un telaio in acciaio e calcestruzzo, al fine di ripristinare la rigidezza e garantire la capacità portante del maschio murario.

Le facciate interne del cortile sono state ridefinite attraverso una razionalizzazione e omogeneizzazione delle aperture. L’intera superficie è stata successivamente intonacata con colore chiaro per aumentarne la luminosità.

Le facciate interne del cortile sono state ridefinite attraverso una razionalizzazione e omogeneizzazione delle aperture. L’intera superficie è stata successivamente intonacata con colore chiaro per aumentarne la luminosità.

Solai e travi. I solai e le travi esistenti presentavano capacità portante sufficiente per l’utilizzo previsto. In alcune zone puntuali si è intervenuti aumentando la capacità portante o riparando zone danneggiate e/o ammalorate, con l’applicazione di fibre di carbonio all’intradosso delle travi o dei travetti, in altre aggiungendo profili rompi tratta in acciaio.

È stata prevista anche l’aggiunta di uno spessore esiguo, circa 2 cm, di malta autolivellante fibro-rinforzata, ancorata sopra la cappa strutturale dei solai, per migliorarne la rigidezza nel piano e il trasferimento delle azioni orizzontali ai setti murari. I solai del cortile interno, al livello zero, livello soppalco e livello uno, sono stati demoliti e ricostruiti in calcestruzzo armato e carpenteria metallica, per alloggiare le nuove scale di collegamento che partendo dal piano interrato sbarcano al piano terra e al livello soppalco.

Il solaio di copertura del piano primo è stato oggetto di demolizioni mirate per la formazione di una grande apertura sulla quale insiste il nuovo lucernario ricoperto da un velo d’acqua.

Nel cortile interno sono stati ricavati nuovi volumi abitativi grazie alla realizzazione di due livelli di solaio in carpenteria metallica, al piano secondo e terzo. L’utilizzo di strutture leggere in carpenteria metallica ancorate direttamente alle murature portanti ha permesso di non variare significativamente il comportamento statico dell’edificio. Al piano quarto è stata realizzata una nuova porzione di solaio a sbalzo verso il cortile interno. La struttura risulta ancorata al solaio e alle murature esistenti, ed è composta da elementi leggeri in acciaio e vetro. L’utilizzo di tali tecnologie leggere ha permesso di non avere variazioni significative di carico e di rigidezza dell’impianto strutturale originale.

Al piano quinto le parti destinate a terrazzo che affacciano sul cortile interno sono state tamponate mediante pareti e coperture leggere in acciaio, vetro e pannelli opachi, poggianti in corrispondenza ai muri portanti, in modo da non determinare variazione significativa dei carichi.

Le facciate interne del cortile sono state ridefinite attraverso una razionalizzazione e omogeneizzazione delle aperture. L’intera superficie è stata successivamente intonacata con colore chiaro per aumentarne la luminosità.

Le facciate interne del cortile sono state ridefinite attraverso una razionalizzazione e omogeneizzazione delle aperture. L’intera superficie è stata successivamente intonacata con colore chiaro per aumentarne la luminosità.

Vano scala e ascensori. L’intervento ha previsto il riutilizzo del vano scala e dei vani ascensore esistenti andando a formarne uno nuovo sul lato verso via Foscolo che, partendo dal livello interrato, serve tutti i piani. In questa zona è stata eseguita la demolizione dei solai e la realizzazione di travi di bordo ancorate alla muratura. Un’ulteriore scala e tre ascensori/montacarichi, con struttura a pareti in calcestruzzo armato, sono stati realizzati nel lato nord, tra il piano interrato e il piano terra/soppalco.

Rinforzo dei solai per mezzo di cappa in calcestruzzo alleggerito. I solai di tipo Sapal-M, risalenti ai primi decenni del secolo scorso, hanno evidenziato in alcuni casi capacità portante insufficiente a garantire la sicurezza strutturale con gli attuali carichi di esercizio che la normativa vigente prescrive. Per incrementare la resistenza a flessione è stata applica una soletta in calcestruzzo strutturale alleggerito. Le sollecitazioni tangenziali vengono assorbite dai connettori diametro 8 mm passo 150 mm ulteriormente aiutati dall’utilizzo di aggrappante per riprese di getto in grado di aumentare la reattività nell’interfaccia dei getti.

La nuova soletta presenta una rete elettrosaldata diametro 5 mm maglia 100 mm x 100 mm. Per alleggerire il solaio sono stati eliminati i carichi permanenti non necessari, come le tavelle inferiori. Le sollecitazioni di taglio sul perimetro sono contrastate da barre annegate nel getto e inghisate nella muratura o nei cordoli perimetrali per almeno 200 mm, di lunghezza sufficiente a intercettare le sollecitazioni taglianti che la struttura esistente non è in grado autonomamente di assorbire. La medesima tipologia di intervento è proposta in corrispondenza dei solai con travetti prefabbricati denominati «Varese».

La nuova scala interna attraversa tutti i solai e disimpegna gli spazi abitativi da quelli a uso terziario e commerciale.

La nuova scala interna attraversa tutti i solai e disimpegna gli spazi abitativi da quelli a uso terziario e commerciale.

Nuovi impalcati in acciaio al piano terra e mezzanino. In una porzione limitata del piano terra è stato rimosso il pre-esistente solaio e realizzato un nuovo in acciaio ai fini di introdurre nuovi ascensori e nuove scale. Il pre-esistente piano ammezzato è stato rimosso e sostituito da un nuovo impalcato in acciaio, realizzato da lamiera grecata e getto integrativo. La lamiera è stata posata e semplicemente fissata alle travi, pertanto il sistema trave-soletta non è stato considerato collaborante ma ciascuna struttura svolge autonomamente il proprio ruolo. Nella zona centrale il solaio è stato opportunamente interrotto a costituire il vano di due scale in acciaio che collegano il piano terra con il piano ammezzato.

Nuova sala uffici a sbalzo. Al piano quarto è stato realizzato un nuovo solaio a sbalzo di circa 2 m con travi in acciaio Heb 200 appoggiate sulla muratura. Gli orizzontamenti sono in lamiera grecata con cappa integrativa, non collaborante con le travi. Al piano quinto è stata realizzata la copertura della sala. Per permettere la massima flessibilità nella disposizione delle vetrate verticali e in modo particolare nel passo dei montanti, solaio di calpestio e di copertura sono fra loro indipendenti.

Copertura vetrata della terrazza. La terrazza prospiciente la corte interna è stata protetta da una struttura in vetro su telaio in acciaio, realizzati da tubi 160 x 60 x 6 mm fissati alla muratura esistente e alle travi in calcestruzzo armato a sbalzo per mezzo di piastre di acciaio sagomate. Per sopportare l’incremento di carico, il telaio esistente è rinforzato con fibre di carbonio. I telai sono stati saldati in officina mentre il tubo di collegamento fra i montanti è stato saldato in opera.

Le murature. Per esigenze di layout architettonico e impiantistico si è reso necessario procedere a interventi di carattere puntuale sulle murature. Fra questi: ripristino dell’integrità muraria tramite cuci-scuci; chiusura di nicchie esistenti, sostituzione di porte tamponate con parete piena portante, ripristino dell’integrità muraria laddove compromessa per effetto di infiltrazioni o danneggiamenti localizzati; chiusura/apertura di nuove porte; apertura di fori impianti. Quando questi hanno superato le dimensioni di 300 x 300 cm si è previsto l’inserire un architrave di sostegno costituito da profili a L fissati alla muratura con ancoranti chimici.

Sostituzione delle strutture lignee di copertura. La copertura lignea è stata rimossa e sostituita da capriate in legno con tirante in acciaio. Rispetto alle capriate esistenti la catena in acciaio è stata portata a un livello inferiore per assorbire meglio le spinte orizzontali, migliorando di fatto il comportamento complessivo.

IMPIANTI TECNOLOGICI
Ideati da Esa Engineering, gli impianti meccanici hanno preso spunto dalla particolare conformazione geologica del terreno milanese molto generosa di acqua di falda, risorsa energetica ritenuta particolarmente interessante nelle realizzazioni degli ultimi anni.

Le nuove specchiature sono di tipo invisibile: i profili risultano nascosti dalla muratura lasciando intravedere solo la geometria dell’arco in muratura e pietra.

Le nuove specchiature sono di tipo invisibile: i profili risultano nascosti dalla muratura lasciando intravedere solo la geometria dell’arco in muratura e pietra.

La scelta di utilizzare la geotermia consente di fruire di grandi quantitativi di energia disponibile a costi molto limitati e a ridotta invasività ambientale. Nel caso specifico sono stati realizzati due pozzi di emungimento dell’acqua dalla profondità di circa 40 m, e uno di re-immissione in falda. L’acqua di falda è il vettore tramite il quale dissipare il calore di condensazione nella fase estiva e assorbirne nel funzionamento invernale in pompa di calore. L’utilizzo dell’acqua come mezzo di scambio termico nella climatizzazione ha il principale vantaggio di ridurre la potenza elettrica impegnata a parità di resa termo-frigorifera dell’impianto.

Il secondo vantaggio rilevante garantito dalla condensazione ad acqua consiste nell’eliminazione di tutte le macchine all’esterno per la produzione di energia termo-frigorifera. Disponendo di acqua di condensazione è possibile installare le pompe di calore in locali chiusi, nel caso specifico al piano interrato. Questa soluzione oltre a garantire un minore impatto ambientale, elimina le principali fonti di rumore in esterno e tutti i problemi legati alla circolazione di grandi quantitativi d’aria calda in esterno nella stagione estiva. Terzo e non ultimo vantaggio è rappresentato dalla costanza della resa delle macchine nell’arco dell’anno. La scelta di realizzare due pozzi di presa e una di resa garantisce la continuità di servizio degli impianti.

SOSTENIBILITA’
Il nuovo edificio risparmia oltre il 35% dei consumi energetici, riducendo del 40% le emissioni di Co2 equivalente, attività responsabile del cambiamento climatico. Un risultato che inquadra Palazzo Ricordi come un edificio di classe A, secondo la classificazione energetica italiana, il livello più alto, un obbiettivo faticosamente raggiungibile anche nelle nuove realizzazioni.

Tanti gli interventi eseguiti per ottenere la certificazione Leed, alcuni semplici come la realizzazione del parcheggio bici per gli utenti che è stato strategicamente posto all’interno, destinando un locale con il posizionamento delle bici in verticale. Oppure le nuove rubinetterie temporizzate e le cassette a doppio flusso (con un conseguente risparmio idrico del 37%).

rivisitazione completa di tutto l’approvvigionamento dei materiali e la gestione delle maestranze.

Altre azioni più complesse hanno incluso gli interventi mirati di mantenimento e riutilizzo degli elementi strutturali e di facciata con il loro consolidamento; l’introduzione di un termo cappotto interno a elevato coefficiente di isolamento nonostante la complessità dell’edificio storico; la realizzazione di un impianto geotermico con pompa di calore con emungimento di acqua di falda; il condizionamento con anello di condensazione ad acqua di falda; il rifacimento dei serramenti su disegno originario con vetri selettivi e finestre isolanti.

Articolata è stata anche la gestione di cantiere che ha visto lo sviluppo di un attento piano per la riduzione degli impatti delle attività di costruzione e la ricerca di materiali con caratteristiche di sostenibilità. L’installazione degli impianti è stata perfezionata da un processo di commissioning avanzato, che ha preso avvio fin dalle prime fasi di progettazione e ha verificato l’installazione, la taratura e il funzionamento di tutti gli impianti. La qualità abitativa dell’edificio è stata inoltre migliorata grazie agli impianti di ventilazione di ultima generazione e all’uso di materiali basso-emissivi. Ottimizzata l’illuminazione naturale per oltre il 90% degli spazi regolarmente occupati grazie alla sapiente distribuzione interna e alle ampie finestrature dell’edificio.

La certificazione leed core&shell è un sistema di rating Leed che aiuta designer, costruttori, imprenditori e proprietari di nuovi edifici a implementare un design volto alla sostenibilità nell’iter progettuale delle strutture. Core&Shell interessa gli elementi di base dell’edificio come la struttura, l’involucro e il sistema di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione, senza includere le finiture e le scelte tipicamente di responsabilità degli utenti.

IL CANTIERE
Stazione appaltante: Antonello Manuli Holdings spa e Generali Real Estate Sgr spa
Responsabile del procedimento della stazione appaltante: ing. Alessandro Messuri
Responsabili opere urbanizzazioni e attrezzature: arch. Giacomo Premoli del Comune di Milano
Proprietario del progetto: Amh Holdings spa
Capogruppo, progetto strutturale, direzione lavori generale, direzione lavori strutture, Coordinamento leed: F&M Ingegneria spa
Direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza: Pro Iter srl, Ing. Lorenzo Badalacco
Progetto architettonico, direzione lavori architettonica: Parisotto + Formenton Associati, General Planning srl arch. Francesco Prennushi, Pro Iter srl
Progetto impianti, pratica prevenzione incendi, direzione dei lavori impianti: Esa Engineering spa
Leed Ap e responsabile certificazione Leed: Evotre srl

di Corrado Colombo

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