Pianificazione strategica condivisa | Sicilia occidentale

Palermo si candida a diventare nuova porta del Mediterraneo

La città sarà il fulcro di una nuova fase di sperimentazione della pianificazione strategica condivisa, che darà vita a un'area vasta con Trapani, Marsala e Termini Imerese.

Il ruolo strategico di Palermo. La necessità di uno scenario strategico per promuovere azioni di riqualificazione e sviluppo della città, ha indotto il Comune di Palermo ad avviare, nel 2006, l’elaborazione del Piano strategico per Palermo Capitale.

La riqualificazione del waterfront

Il Piano Strategico, completato nel 2011 e approvato dalla Regione, si propone come uno strumento in grado di agire contemporaneamente sull’intera città individuando le necessarie strategie di orientamento, indirizzo e coerenza non solo per definire nel medio-lungo termine i futuri assetti, ma soprattutto per indicare quale sarà il suo ruolo nel contesto europeo e Mediterraneo, individuare quali sono i suoi fattori competitivi e le azioni di riqualificazione fisica, sociale, economica e culturale da mettere in campo.
Una città policentrica è la Palermo definita dal Piano, nella quale il Poi e di conseguenza il nuovo dialogo con le altre città della Sicilia occidentale, genereranno effetti contemporaneamente su due livelli: pianificano l’incremento dell’efficienza del porto commerciale e crocieristico, aumentando i porti turistici e introducendo alcune aree di interfaccia città-porto in cui il progetto urbano introdurrà nuovi usi; producono un nuovo paesaggio.
Il progetto di trasformazione del waterfront di Palermo e del sistema portuale, infatti, è legato all’integrazione della città nel sistema di piattaforme portuali del mediterraneo in cui il porto palermitano è il nodo di primo livello della «Piattaforma Interregionale della Sicilia Occidentale» (Palermo, Trapani, Termini Imerese) e dunque importante terminal delle Autostrade del Mare.
La Piattaforma rappresenta il punto di snodo e di distribuzione dei flussi del Corridoio transeuropeo e costituisce uno dei nodi fondamentali del Corridoio meridiano, un sistema logistico e di trasporti che intercetterà le merci in transito attraverso il Mediterraneo e il Corridoio 1 Berlino-Palermo, il potenziamento e la sinergia fra i porti di Palermo e di Trapani e l’interporto di Termini Imerese. Il nuovo Piano Regolatore Portuale è a oggi completato e in corso di approvazione.
Il Waterfront della città di Palermo è una delle principali Aree di Trasformazione Integrata previste dal programma innovativo Porti & stazioni per la riqualificazione integrata delle aree portuali e ferroviarie.
Le trasformazioni avverranno principalmente sotto due aspetti diversi: l’importanza infrastrutturale, in quanto il Waterfront rappresenta un incrocio di infrastrutture da raccordare, e l’integrazione con il tessuto urbano circostante per favorirne il ruolo di snodo sociale.
Palermo Capitale, quindi, vuole tornare a essere una Gateways city del Mediterraneo e un nodo metropolitano dell’armatura urbana: una città-porta capace di intercettare i flussi che attraversano le reti lunghe, e che vuole tornare a interpretare un ruolo di cerniera tra l’Europa e il Mediterraneo.
Questo obiettivo richiede il potenziamento dell’aeroporto di Punta Raisi, che deve diventare un hub centrale nel Mediterraneo, e la messa a regime di un sistema integrato dell’offerta aeroportuale, con lo scalo di Birgi, a Trapani, sempre di più strategico per l’offerta low cost.
La strategia del policentrismo, inoltre, richiede il ridisegno complessivo del sistema della mobilità urbana, che deve essere indirizzata al generale riassetto del sistema della viabilità urbana ed extra-urbana e al potenziamento del sistema del trasporto pubblico di massa, attraverso azioni a sostegno della mobilità sostenibile per diminuire la pressione del traffico veicolare privato e al miglioramento della qualità del trasporto pubblico urbano e della mobilità lenta.
Anche la realizzazione della nuova tangenziale interna contribuirà sotto questo profilo a migliorare l’accessibilità alle periferie e alle aree a bassa urbanizzazione a ridosso delle borgate agricole, esterne all’attuale circonvallazione e isolate dal resto del sistema urbano: i nuovi svincoli sono stati progettati con particolare attenzione alla prossimità ai grandi quartieri di edilizia pubblica quali Borgo Nuovo, e Bonagia.

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