Canada | Sistemi strutturali

Passerella curva in acciaio a sbalzo

L’esperienza desiderata di fusione con il paesaggio è stata possibile grazie a una passerella curva di 30 metri in vetro, che si sviluppa a 35 m dalla scogliera e a 280 di altezza rispetto alla Jasper National Park’s Sunwapta Valley.

Nello scenario delle Montagne Rocciose, in Canada, è stata aperta al pubblico di recente la Glacier Skywalk, una passerella panoramica dalla struttura ardita, che per l’unicità della sua concezione si propone come una meta fra le più attrattive in Nord America.

Glacier Skywalk

Il nuovo manufatto risponde alla volontà del committente Brewster Travel Canada di connettere i visitatori all’ambiente naturale con una vista sulle Sunwapta Falls, con un’attrazione in grado di richiamare turisti da tutto il mondo. L’esperienza desiderata di fusione con il paesaggio è stata possibile grazie a una passerella curva di 30 metri in vetro, che si sviluppa a 35 m dalla scogliera e a 280 di altezza rispetto alla Jasper National Park’s Sunwapta Valley. La soluzione di particolare complessità ingegneristica e forte impatto spettacolare è stata sviluppata da Read Jones Christoffersen Ltd, principale consulente incaricato della progettazione strutturale, sotto la direzione dell’ingegner Simon Brown.

Lo studio ha collaborato all’opera con Sturgess Architecture e Pcl Construction Management, società che si è occupata del coordinamento, della costruzione e del controllo della qualità. Il team formato da queste tre professionalità ha scelto di spingere nella direzione voluta dalla committenza fino a creare una superficie calpestabile del tutto trasparente, in grado di immergere totalmente il visitatore da un punto di vista visivo nel paesaggio.

Glacier Skywalk cantiere

Nella scelta del sistema strutturale più adatto a raggiungere tale scopo, si è ritenuto che fosse fondamentale il rispetto del contesto. Per questo motivo sono state escluse soluzioni basate sull’impiego di cavi e tiranti, che avrebbero dato vita a un’immagine architettonica high-tech, giudicata troppo invasiva, per puntare invece su una struttura a sbalzo. Oltre a ridurre al minimo la quantità di organismi strutturali visibili, portando quasi a una fusione del nuovo manufatto nell’ambiente naturale, questa scelta presentava anche il vantaggio di poter evitare lavori lungo la scogliera.

La scelta dei materiali e dei metodi di costruzione più appropriati è stata dettata dalle restrizioni e dai vincoli presentati dal sito, così come dall’esigenza di una vita utile sufficientemente lunga, da considerazioni relative al budget e dalla volontà di arrivare al completamento della costruzione in tempi rapidi espressa dalla committenza. Si è deciso così di impiegare una struttura in acciaio, giudicata l’opzione migliore a patto che venissero affrontati i problemi legati alla durabilità e alla manutenzione. La scelta è caduta sull’acciaio Corten, poiché si tratta di un tipo di acciaio in cui la chimica è stata alterata, in modo tale che, dopo essere arrugginito, viene ricoperto da uno strato protettivo in grado di impedirne l’ulteriore corrosione.

Il risultato è un materiale che può essere lasciato esposto agli elementi, particolarmente durevole e con limitate esigenze a livello manutentivo. Il maggior vantaggio a livello formale è rappresentato dalla qualità cromatica dell’acciaio Corten, che consente alla struttura di mimetizzarsi fra le formazioni geologiche circostanti. Alla struttura principale sono state aggiunte delle piastre, sempre in acciaio Corten, che conferiscono un aspetto irregolare al manufatto, mascherando le travi.

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