Rigenerazione urbana sostenibile | Professioni

Per rilanciare l’Italia il riuso è una via obbligata

Voluta dalla categoria dei geometri in tutte le sue espressioni organizzative, con la collaborazione di architetti, agronomi e Legambiente, l’iniziativa milanese sul riuso, all’interno degli eventi Geometrinexpo, ha evidenziato il valore aggiunto dell’approccio professionale multidisciplinare.

I numeri diffusi dall’ultimo rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ci dicono che in Italia il riuso risulta essere una via obbligata, infatti, nello specifico: dagli anni ‘50 a oggi il consumo di suolo è passato dal 2,9% al 7,3%; la superficie urbanizzata in Italia è pari a 21.890 kmq, con un consumo pro-capite di 369 mq (negli anni ‘50 erano 178); per coprire il fabbisogno in termini di cibo, fibre tessili e agricoltura, sarebbero necessari 61 milioni di ettari di suolo agricolo, in luogo degli attuali 12; le abitazioni costruite in Italia nell’ultimo ventennio sono 5,4 milioni.

1° Premio categoria B, Ruggero Oddone, Filiera corta urbana (TO).

1° Premio categoria B, Ruggero Oddone, Filiera corta urbana (To).

Di riuso si è parlato a Milano in occasione del convegno «Riuso: nuove forme di fruizione urbana e rurale, partecipazione e relazioni sociali», iniziativa che fa parte della serie di incontri «Sviluppo sostenibile: cultura, ambiente, società. Geometri per la qualità della vita», appuntamenti che ogni mese interpretano i temi e i contenuti proposti da Expo 2015, al quale la categoria dei geometri partecipa con l’iniziativa Geometrinexpo >>, voluta dal Cngegl, da Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri liberi professionisti e dalla Fondazione Geometri Italiani.

Maurizio Savoncelli | presidente nazionale Cngegl

Maurizio Savoncelli | presidente nazionale Cngegl

A parlarcene è il presidente nazionale del Cngegl Maurizio Savoncelli: «La riqualificazione urbana ha un ruolo di primo piano nella vision della categoria dei geometri, che condivide in pieno il postulato «consumo del territorio zero».
Occorre favorire interventi in territori già antropizzati, come per esempio le periferie cittadine nate in modo disordinato, sia da un punto di vista urbanistico che della qualità del costruito. Per intraprendere efficacemente la via del riuso, tuttavia, è necessario compiere passi importanti: definire un quadro unitario in grado di introdurre una normativa nuova per il governo del territorio, capace di recepire le mutate condizioni urbanistiche, socio-economiche e culturali e fornire risposte di sintesi rispetto alle politiche pubbliche nazionali e alle strategie europee.
Occorre porre attenzione a quei temi che, a causa del perdurare della crisi, vanno assumendo sempre più i connotati dell’emergenza sociale: la fiscalità immobiliare e l’edilizia residenziale sociale.
Inoltre, è necessario dare vita a una maggiore e più stretta sinergia tra i professionisti di area tecnica. Nel rispetto delle reciproche competenze, l’approccio multidisciplinare consente di valorizzare la cultura della progettazione, un sistema di conoscenze che si alimenta della condivisione di strategie, metodi e informazioni. A tutto vantaggio dei cittadini, ai quali è possibile assicurare opere belle, utili, capaci di generare dinamiche virtuose di comunità e sviluppare un sentimento identitario collettivo che troppo spesso manca negli ambienti contemporanei
».

Un confronto dunque quello evidenziato dal presidente dei geometri che fa leva sulla necessità di riqualificare e rigenerare le città, il loro patrimonio edilizio, le periferie troppe volte soggette a uno sviluppo disordinato e confuso, anche in una scarsa qualità del costruito. Alla base, dunque, come fondamenta, vi è la necessità di proporre una sempre maggiore qualità progettuale. La caratteristica vincente di tale sinergia è la presenza e il radicamento nel territorio delle figure del geometra, dell’agronomo e dell’architetto, a cui si unisce la presenza di Legambiente a livello nazionale e locale.

Una sinergia che possa essere anche volano dello sviluppo economico e avviare quella svolta che solleciti l’impegno per rendere vivo il sentimento di identità per i luoghi, i manufatti, i paesaggi e i territori, affinché ridiventino sempre più simboli e miti di questo Paese. Con questi presupposti, in questo contesto, promossa dalla categoria dei geometri italiani, scende in campo una nuova, forte etica professionale della pianificazione strategica che si confronta con la sua capacità di far leva sulle trasformazioni urbane in tempi certi e misurabili, adottando i consueti strumenti ordinari e straordinari di intervento tesi al completamento delle scelte urbanistiche e ambientali condivise.

Geometri, architetti e agronomi (riuniti, assieme ad altri sei ordini professionali, nella Rete delle professioni tecniche) hanno illustrato il valore aggiunto di un approccio multidisciplinare che, se opportunamente valorizzato, può rappresentare la forza più efficace per assecondare politiche di sviluppo focalizzate sulla centralità del territorio, intese anche nella sua accezione sociale e culturale.

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