Dibattito | Federcostruzioni

Più concorrenza, più crescita

«Regole Concorrenza e Mercato. Le infrastrutture invisibili per far ripartire l’Italia» è il tema proposto da Federcostruzioni per un confronto che ha spaziato dal massimo ribasso alle stazioni appaltanti, dai commissari di gara alla progettazione, dalle imprese che esprimono «qualità» alle varianti in corso d’opera. Anche perché «… regole poco chiare creano incertezza e generano fenomeni illegali».

La giornata di studio organizzata da Federcostruzioni e denominata «Regole Concorrenza e Mercato. Le infrastrutture invisibili per far ripartire l’Italia» tenutasi a Roma a Monte Citorio è stato un ennesimo momento con il quale la federazione confindustriale che raggruppa tutti i comparti legati all’universo delle costruzioni, presieduta da Rudy Girardi, ha chiesto alle istituzioni di far presto nell’intervenire a mettere ordine e a liberalizzare alcune aree ritenute basilari per far ripartire il Paese.

Federcostruzioni

Tra queste aree spiccano i servizi locali, il comparto autostradale, nel suo insieme le infrastrutture di trasporto, alcuni aspetti normativi.
In particolare, un tema fortemente oggetto di confronto è stata la norma della legge sugli appalti che impone ai concessionari il dovere di appaltare a terzi il totale dei lavori attraverso gara mentre attualmente la quota minima è del 60%. I costruttori rappresentati in Ance dal presidente Paolo Buzzetti lo hanno considerato un momento di fondamentale importanza visto che la proposta anti in house ha avuto origine proprio dal confronto emerso in Ance, confronto che ha coinvolto tutta Confindustria. E proprio il direttore di Aree politiche industriali di Confindustria, Andrea Bianchi, ha supportato il giudizio positivo della stessa Confindustria sulla legge per gli appalti e per la concorrenza esprimendo la necessità di contemperare «l’esigenza prioritaria della concorrenza con quella della certezza del diritto».

Il problema è legato al fatto che la norma presenta numerosi aspetti «soggetti a interpretazioni. Un esempio è il caso Atlantia, principale gruppo autostradale italiano: nella stessa norma è prevista una deroga per l’applicazione dell’obbligo di appalti al 60% per le concessioni in essere affidate con procedura di gara a evidenza pubblica secondo il dispositivo del diritto Ue. La posizione di Atlantia è stata illustrata da Gennaro Tozzi (direttore Progetti infrastrutturali Atlantia), per lui la norma non dovrebbe essere applicata ad Atlantia. Infatti con la controllata Pavimental gli appalti sulla A14 sono stati completati in media in tre anni, con gli appaltatori esterni la media è stata di sette anni.

Una spinta alle liberalizzazioni è venuta dalla vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta che si è espressa giudicando troppo debole la legge per la concorrenza e domandandosi se non è tempo di considerare la necessità di avere un ministro apposito per la concorrenza, con lo specifico compito di stimolo e con l’impegno di lavorare con i parlamentari per produrre normative settoriali più efficaci di quella trasversale che presenta un limite: quello di fingere da aggregatore delle resistenze di tutti i gruppi di pressione avversi alle aperture di mercato.

La mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali ha pesato notevolmente sull’economia del Paese e i mancati investimenti hanno aggravato ulteriormente la recessione: questa è in sintesi la considerazione di Giovanni Pitruzzella (presidente Autorità garante del mercato e della concorrenza) che ha dato un giudizio positivo sulla legge quadro sul recepimento della direttiva Ue in tema di appalti (legge che è stata approvata in Senato).

Il dibattito al convegno è stato anticipato e arricchito anche dalla relazione di Marco D’Alberti (ordinario Diritto amministrativo Università La Sapienza, Roma) e dal documento ufficiale di Federcostruzioni illustrato da Girardi e dal vicepresidente Roberto Mascellani che hanno riferito come Banca D’Italia e Antitrust evidenziano da tempo una situazione di arretratezza del nostro sistema Paese confermando il gap strutturale sempre più evidente che l’Italia ha accumulato nei confronti dei principali competitor e come sia convinzione tra gli economisti che la concorrenza costituisca il fattor e fondamentale che condiziona la crescita e la produttività di un’impresa e del sistema economico in generale. Gli effetti benefici della concorrenza sul sistema economico si hanno attraverso l’innovazione in tutte le sue accezioni: miglioramento tecnologico dei processi produttivi, ampliamento dei mercati, introduzione dei nuovi modelli di organizzazione aziendale, ideazione di nuovi prodotti, uso di nuovi input intermedi.

Rudy Girardi |Presidente Federcostruzioni

Rudy Girardi |Presidente Federcostruzioni

Quella scarsa propensione alla concorrenza e alla trasparenza
«Secondo un’elaborazione di Federcostruzioni delle analisi Oecd (dal 2008 al 2013) l’Italia figura sempre ultima nella classifica dei paesi che pongono maggiori barriere a un libero mercato dei servizi professionali e della distribuzione commerciale. Una realtà ancora più negativa appare nel comparto delle cosiddette partecipate statali. Nel rapporto Cottarelli si afferma che secondo la banca dati del Mef al 31.12.2012 risultavano 7.726 partecipate.
Totale che sale a circa 10.000 secondo la banca dati del Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, ma su cui lo stesso Cottarelli informa di non poter essere più preciso se non nella convinzione che si tratta di una valore maggiore di 10.000.
Un numero enorme, dunque, che per di più non produce ricchezza ma solo perdite per un ammontare complessivo che l’Antitrust ha valutato nell’ordine di ben 15 mld di euro.
Si tratta di realtà organizzative indifferenti alla richiesta di un mercato concorrenziale e quindi trasparente, che tolgono lavoro alle imprese della filiera con risultati che, al di là dell’aspetto economico, sono fortemente negativi anche in termini di qualità della vita dei cittadini.
Basti pensare al caso degli autobus il cui parco risulta particolarmente vetusto in quanto non si effettuano nuovi investimenti da anni, ponendo in essere una situazione che, a sua volta, determina una continua impennata nella partita della spesa corrente.
Infine, un flash sulle cd. Infrastrutture a rete e specificamente sulla banda larga.
Ancora una volta l’Italia si pone agli ultimi posti in Europa nell’uso del computer e nel ricorso a Internet confermando in questo modo una scarsa propensione alla concorrenza e alla trasparenza».

Roberto Mascellani | Vicepresidente Federcostruzioni

Roberto Mascellani | Vicepresidente Federcostruzioni

Quella brutta tentazione di sfuggire alle regole
«Ancora diversi comparti dei servizi e delle infrastrutture a rete beneficiano di ampi margini di protezione, con effetti negativi sulla performance economica. Il caso delle autostrade: in Italia il mercato delle concessioni autostradali risulta contraddistinto da una diffusa assenza del confronto competitivo in contrasto con i principi comunitari e nazionali in materia di concorrenza, dal momento che la quasi totalità delle concessioni in essere sono state affidate o prorogate senza gara. Sebbene tutte le istituzioni concordino sulla necessità di restituire le concessioni in scadenza alle regole del mercato, le prime occasioni di rinnovo… mostrano la forza e la tentazione di sfuggire alle regole. Quali sono infatti le ragioni per cui l’autostrada del Brennero non sia stata ancora posta in gara dopo un anno e più dalla sua scadenza naturale?…»

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