Internazionalizzazione | Kazakistan

Per attrarre capitali stranieri più infrastrutture e meno burocrazia

Priorità alle infrastrutture di trasporto, logistica e telecomunicazioni nel nuovo piano di sviluppo del Kazakistan, che nei prossimi sette anni investirà 26 miliardi di euro per sostenere la crescita sociale ed economica del Paese. Eni, Todini Costruzioni Generali e Italcementi guidano gli investimenti italiani, che possono rafforzarsi anche con la presenza di Pmi.

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Il Kazakistan è impegnato in un imponente piano di investimenti per potenziare le infrastrutture di trasporto e logistica, in particolare nei settori stradale, ferroviario e delle telecomunicazioni. Entro il 2020, infatti, il Paese investirà 26 miliardi dollari, destinati in via prioritaria a sostenere lo sviluppo della rete infrastrutturale e l’ammodernamento degli impianti di estrazione e di raffi nazione del petrolio. Anche gli investimenti in energie rinnovabili saranno al centro del programma di sviluppo del Governo, che sta puntando su piccole centrali idroelettriche e su impianti eolici con una produzione di circa 400 milioni kWh, per la gestione dei rifi uti, il potenziamento di impianti a gas per riscaldamento e il trasporto urbano. Non è casuale, pertanto, che ad Astana, la nuova capitale del Kazakistan, abbia battuto la concorrenza di Liegi per ospitare l’edizione 2017 di International Expo, il cui tema sarà Energia del futuro, rifl essione sull’uso razionale delle risorse energetiche, e si legherà concettualmente all’Expo di Milano del 2015. Per modernizzarsi il Kazakistan ha bisogno degli investimenti stranieri, e grazie alla collaborazione con la Banca Mondiale, il Paese guidato dal presidente Nazarbayev è entrato tra le 50 economie con la legislazione più favorevole nei confronti degli imprenditori nel rapporto dell’Ifc (World Bank) Doing Business 2012.

Gli investimenti in infrastrutture e costruzioni. Nel settore stradale è in corso di realizzazione il progetto Corridoio Europa Occidentale – Cina Occidentale, che riguarda al momento, nel tratto kazako, circa 600 km e che vede impegnate anche imprese italiane, come il Gruppo Salini-Todini e Impresa spa. A breve, inoltre, dovrebbe essere pubblicato il bando della Banca Mondiale per la realizzazione di ulteriori 300 km tra Almaty e Korghoz al confine con la Cina. Dovrebbe essere avviato, infine, il progetto per l’ampliamento e la ristrutturazione del tratto stradale Astana-Karaganda, di 218 km. È previsto anche il completamento di un anello viario intorno alla città di Almaty. Nel settore ferroviario sono stati avviati progetti per l’ammodernamento delle reti esistenti e la realizzazione dell’Alta Velocità tra Astana e Almaty, che stanno comportando lo sviluppo di tutte le industrie che operano nel settore (opere infrastrutturali, binari, vagoni, locomotive, impianti di elettrificazione e segnalizzazione), e la presenza italiana può ulteriormente rafforzarsi con Italferr e Ansaldo, interessate ai progetti di sviluppo delle nuove linee. Tra i progetti previsti vi sono, infatti, la realizzazione della nuova linea ferroviaria Mangishlak-Bautino, l’elettrificazione del tratto ferroviario Makat-Kandiagash, la ricostruzione delle piste di volo e dei terminali dei passeggeri degli aeroporti del Kazakistan, che sono inadeguati a supportare e gestire la mole di traffico che si prevede in aumento sensibile nel prossimo decennio. Un’altra priorità del Governo è quella di aumentare l’efficienza energetica, in particolare dei propri impianti produttivi, in gran parte risalenti al periodo sovietico.

In questo contesto, quindi, vi sono ottime opportunità per imprese che operano nella produzione di prodotti e tecnologie volte a ridurre il consumo d’energia e rendere più efficienti gli impianti. Per questa ragione un settore di potenziale espansione nel Paese è rappresentato dalla Green Economy, a cui il Governo sta attribuendo sempre maggiore importanza e attenzione, con lo sviluppo delle energie alternative e la messa in funzione di nuove centrali idroelettriche. Anche il settore delle costruzioni è cresciuto rapidamente a partire dall’inizio degli anni 2000, soprattutto grazie ai prestiti esteri ottenuti dalle banche kazake e indirizzati a finanziare i programmi di sviluppo del settore edile. Il settore è prevalentemente concentrato in tre regioni che costituiscono più della metà dei lavori edili del Paese: Atyrau, Astana, Almaty. Sono presenti alcune grandi società, in prevalenza turche e anche italiane, attive nei settori dell’edilizia residenziale, in quella civile e industriale. La crescita del settore immobiliare ha consentito alle imprese italiane di esportare in Kazakistan materiali da costruzione con una certa continuità. Secondo i dati Istat, infatti, dal 2003 si è avuta una crescita costante delle esportazioni dei materiali da costruzione, raggiungendo l’apice nel 2009 (56,3 milioni di euro) con una crescita del 569% rispetto al 2008. Difatti, nel 2010, la crescita è iniziata a diminuire (203%), registrando un continuo calo.

Nel periodo gennaio-settembre 2012 il valore dei materiali da costruzione italiani esportati in Kazakistan è stato di 11,9 milioni di euro, con un calo di quasi l’80% rispetto allo stesso periodo del 2011. Attualmente sono operative in Kazakistan tre raffinerie nelle città di Pavlodar, Shymkent e Atyrau. Tuttavia, trattandosi di impianti risalenti in gran parte al periodo sovietico, lo Stato ha avviato dei programmi per il loro ammodernamento per accrescerne le capacità di raffi nazione e il miglioramento della qualità dei prodotti raffi nati. I progetti di restyling saranno completati nei prossimi anni e sono stati avviati anche nel settore degli impianti petrolchimici. L’esportazione di petrolio e gas condensato viene effettuata mediante oleodotti/ gasdotti (79%), ferrovia (8%), via marittima (petroliere) (13%).

La presenza italiana. La presenza economica italiana in Kazakistan è concentrata principalmente nel campo energetico (Eni), delle infrastrutture (Todini, Impresa), nel settore industriale (Italcementi), delle costruzioni e servizi immobiliari (Renco). Eni è attiva con investimenti strategici nello sfruttamento di due enormi giacimenti: Karachaganak e Kashagan. Relativamente al primo la società guidata da Paolo Scaroni, ha definito la cessione alla compagnia petrolifera kazaka, KazMunayGas, insieme alle altre compagnie petrolifere (Bg, Chevron, Lukoil) che detengono la proprietà del progetto, di una quota pari al 10%, ponendo in questo modo fine a una trattativa che si prolungava da oltre due anni. A regime la produzione dell’impianto di Kashagan, invece, dovrebbe assestarsi a 450mila barili di petrolio, rendendo il giacimento uno dei più importanti al mondo. Il nuovo piano di sviluppo della fase 1 prevede un aumento di circa il 20% del bilancio precedente, pari a sette miliardi di dollari. Sono inoltre in fase di negoziazione tra Eni e le autorità kazake nuove iniziative sia nel settore industriale, che nel settore petrolifero vero e proprio (contratti di esplorazione).Nel settore delle infrastrutture sono molto attive le impreseitaliane Salini Costruttori eTodini Costruzioni Generali impegnate nella realizzazione di undici lotti del corridoio stradale Europa Occidentale – Cina Occidentale, il progetto infrastrutturale più importante del Kazakistan attualmente in corso. I lavori, finanziati dall’Ibrd (Gruppo World Bank), riguardano l’ammodernamento e l’ampliamento di una sezione stradale di 630 Km complessivi, tra la regione di Aktobe, al confine con Kizylorda, e Shimkent.

I lotti fanno parte di un grande progetto denominato South-West Roads: Western Europe/ Western China International Transit Corridor, che ha lo scopo di collegare l’Europa alla Cina, per una lunghezza di 2.840 Km e un investimento di 7.500 milioni di dollari complessivi nel periodo 2009-2014. La realizzazione di questo progetto consentirà ai paesi dell’area Carec (Central Asia Regional Economic Cooperation) di migliorare efficacia ed efficienza dei trasporti, sviluppando il commercio da e verso l’Europa, e darà un importante contributo alla sicurezza stradale in queste aree. Italcementi, infine, è entrato nel mercato del Kazakistan addirittura nel 1998 attraverso l’acquisizione di Shymkentcement, i cui impianti sono situati nella parte meridionale del Paese. La cementeria, che ha iniziato la propria attività nel 1958, attualmente opera con quattro linee di cottura a via umida, sulle 6 originarie dell’impianto, che consentono una produzione di circa 1,3 Mt/anno. La società di calcestruzzo BetonAta è stata costituita nel 2006 e ha finalizzato il primo investimento nella centrale di Almaty nel 2007.

Shymkentcement ha aperto una catena di punti vendita a marchio Bravo Build, offrendo all’utilizzatore finale la possibilità di acquistare prodotti di qualità direttamente dal produttore. La produzione italiana, già significativamente presente nei settori dei beni di consumo, dei beni intermedi, dei macchinari e delle costruzioni (attrezzature e materiali edili: piastrelle, articoli igienico-sanitari), si colloca nella fascia medio-alta del mercato. L’Italia con una quota del 3,2%, pari quasi a un miliardo di euro, rimane il secondo Paese fornitore Ue del Kazakistan e il quinto fornitore in assoluto, dopo Cina, Russia, Germania, Ucraina.

I settori d’investimento. L’industria minerario – metallurgica è , dopo l’oil & gas, il settore più importante dell’economia del Paese. Il Kazakistan è infatti ricco di materie prime che, oltre all’estrazione ai fi ni di esportazione, vengono utilizzate (carbone, alluminio, ferro) nell’ambito dell’industria meccanica e delle costruzioni. Oltre al petrolio e al gas il Kazakistan è il primo produttore al mondo per l’uranio, nono per il carbone, dodicesimo per la produzione del ferro. Le opportunità d’inserimento nel settore minerario da parte di investitori stranieri riguardano la possibilità di offrire processi innovativi di estrazione, lavorazione e trattamento delle materie prime attraverso tecnologie avanzate anche come, nel caso delle Pmi, come come sub-contractors, nell’ambito dei grandi progetti generalmente ad appannaggio, in tale settore, ad altre imprese di grandi dimensioni (kazake e di altri Paesi). Per quanto riguarda il settore metallurgico lo Stato kazako intende accrescere la competitività delle proprie imprese operanti nel settore, differenziare i prodotti e aumentare la quota di prodotti ad alto valore aggiunto con il coinvolgimento di piccole e medie imprese, considerando che a oggi il Kazakistan produce in gran parte semilavorati mentre importa prodotti finiti.

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