Professione innovazione | 23 progettiste da 16 Paesi

Premio arcVision Prize, Women and Architecture istituito da Italcementi

Dopo l’interesse suscitato dalla prima edizione, vinta dalla progettista brasiliana Carla Juaçaba, torna arcVision Prize, Women and Architecture, il premio internazionale d’architettura istituito da Italcementi Group e rivolto a progettiste distintesi per una proposta professionale capace di coniugare e armonizzare da un punto di vista funzionale e stilistico, innovazione tecnologica, sostenibilità e cultura.

Il progetto arcVision Prize, Women and Architecture è il premio istituito da Italcementi per un’architettura al femminile: 23 progettiste da 16 Paesi per una visione dell’architettura del nostro tempo fatta di qualità, tecnologia, innovazione, sostenibilità e forti valori sociali e culturali. Il 2014 è inoltre l’anno in cui Italcementi celebra il centocinquantesimo anniversario, anno che coincide con il centenario della nascita dell’architetto Lina Bo Bardi, progettista autrice di strutture in cemento armato, che arcVision Prize vuole ricordare con un premio speciale.

Progetto vincitore dell’edizione 2013, Carla Juacaba, Rio de Janeiro, Pavillon Humanidade.

Progetto vincitore dell’edizione 2013, Carla Juacaba, Rio de Janeiro, Pavillon Humanidade.

arcVision Prize, Women and Architecture. Dopo l’interesse suscitato dalla prima edizione, vinta dalla progettista brasiliana Carla Juaçaba, torna arcVision Prize, Women and Architecture, il premio internazionale d’architettura istituito da Italcementi Group e rivolto a progettiste distintesi per una proposta professionale capace di coniugare e armonizzare da un punto di vista funzionale e stilistico, innovazione tecnologica, sostenibilità e cultura.
Obiettivo del premio è la valorizzazione della figura femminile nell’attuale scenario dell’architettura mondiale, con particolare attenzione per quelle qualità che una progettista moderna deve avere per affrontare la propria professione con originalità, alla ricerca di soluzioni avanzate e non convenzionali, e con una sensibilità più forte e più matura per il contesto umano e sociale.
Il premio intende privilegiare per le nominations quelle progettiste che lavorano in condizioni particolarmente delicate, sia come tipologia di intervento sia come contesto in cui operano. Le segnalazioni degli advisor vengono valutate da una commissione tecnico-culturale interna, per definire le nominations finali e sottoporle al giudizio di una Giuria internazionale. I risultati del Premio saranno resi ufficiali la sera del 7 marzo nel corso di una conferenza stampa della giuria presso i.lab, il centro ricerca e innovazione di Italcementi Group a Bergamo, a celebrazione della Giornata Internazionale della Donna.

Profilo delle progettiste. Le progettiste segnalate per concorrere al premio finale, devono aver progettato almeno un’opera costruita (o in fase di progettazione esecutiva) in cui emergano soluzioni e valori innovativi sotto il profilo funzionale e tecnologico, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità, avere realizzato esperienze di ricerca sul campo o in ambito didattico accademico sullo sviluppo di soluzioni innovative nei sistemi di costruzione, essere firmatarie/co-firmatarie (con eventuali altri progettisti/e) dei progetti presentati.
In questo senso, arcVision Prize intende far emergere tutte le personalità di architetto donna oggi attive nella professione, indipendentemente dalla loro collocazione all’interno di studi o come indipendenti, da sole o in collaborazione con altri partner sempre che sia possibile individuare chiaramente il loro apporto al progetto e all’attività dello studio più in generale. Infine non essere state candidate all’edizione dell’anno precedente.

Anupama Kundoo, Venice, Italy, Wall house one to one.

Anupama Kundoo, Venice, Italy, Wall house one to one.

La piattaforma arcvision.org. Nell’occasione Italcementi ha presentato arcvision.org, piattaforma di analisi e approfondimento sui temi del costruire e dell’architettura. I temi legati al mondo dell’architettura sono affrontati tradizionalmente su base settoriale, utilizzando approcci teorici e di ricerca specialistici. Arcvision.org vuole proporre un metodo multi-disciplinare, che racconti l’architettura come progetto ma anche come materiali, soluzioni ingegneristiche, fatto economico, atto creativo e come oggetto realizzato, committenza e utilizzatore finale, crescita sociale e riflessione culturale, processo di formazione urbana e come intervento territoriale/ambientale.
Si propone di fornire un metodo strutturato che guidi l’utente nella lettura del panorama architettonico tra voci, argomenti, link e categorie. Si compone di sei aree tematiche che corrispondono ai settori prioritari dell’impegno e della ricerca Italcementi per la scienza del costruire. Dal premio di architettura arcVision Prize, Women and Architecture con realizzazioni e biografie di nominees e giurate, al racconto dei progetti e dei maestri dell’architettura tra cui Pier Luigi Nervi, Richard Meier, Zaha Hadid, che hanno fatto la storia della sperimentazione sui materiali da costruzione.

Una giuria d’eccellenza. La giuria sarà anche in questa edizione sarà al femminile e composta da professioniste di eccellenza affermatesi nella promozione di una visione responsabile e innovativa in ambito architettonico o socio-economico. Per l’edizione 2014 la giuria sarà composta da Shaikha Al Maskari (businesswoman di Abu Dhabi e membro del consiglio direttivo dell’Arab International Women’s Forum-Aiwf), Vera Baboun (sindaco di Betlemme), Odile Decq (titolare dello studio Odile Decq di Parigi), Louisa Hutton (inglese, socia fondatrice dello studio d’architettura Sauerbruch Hutton), Suhasini Maniratnam (attrice, produttrice e scrittrice indiana fortemente impegnata nel sociale), Samia Nkrumah (ghanese, presidente del Centro panafricano Kwame Nkrumah), Kazuyo Sejima (titolare con Ryue Nishizawa dello studio d’architettura Sanaa di Tokyo), Benedetta Tagliabue (socia fondatrice con Enric Miralles dello studio d’architettura Embt di Barcellona), Martha Thorne (statunitense, direttore Pritzker Prize), Elena Zambon (presidente dell’azienda farmaceutica italiana Zambon Spa). I risultati saranno resi ufficiali la sera del 7 marzo con una conferenza stampa della giuria presso i.lab, il centro ricerca e innovazione del gruppo, per essere divulgati l’8 marzo, giornata internazionale della donna.

Le soluzioni di Italcementi. i.nova è il nuovo sistema di offerta dei materiali Italcementi. Ogni tipo di cemento o di calcestruzzo è stato raggruppato in base a una performance, che diventa lo strumento guida per aiutare il consumatore e il committente nella scelta del materiale migliore per ogni specifica esigenza.
Si tratta di un’interfaccia che sintetizza il percorso di Italcementi e trasferisce i materiali sviluppati in collaborazione con le più grandi firme dell’architettura contemporanea su tutti i mercati mondiali, in tutti i settori di attività attraverso un sistema codificato, universale e intuitivo organizzato intorno al concetto di performance.

I 150 anni di Italcementi. La storia di Italcementi è fatta di innovazione nei materiali e nei processi produttivi e di stretta collaborazione con grandi ingegneri e architetti a cavallo di tre secoli, dalle prime grandi opere del XIX secolo alle grandi sfide del nuovo millennio.
Le radici della società, oggi presente con 53 cementerie in venti Paesi e quattro continenti, affondano nella seconda metà del XIX secolo a Scanzo, alle porte di Bergamo, dove nacque la Società Bergamasca per la fabbricazione del cemento e della calce idraulica.
I primi esperimenti per la realizzazione del cemento, realizzati in un piccolo forno di una villa di Scanzo sfruttando i calcari marnosi delle colline vicine, sono stati i primi passi di un’impresa diventata nel tempo uno dei leader mondiali dell’industria dei materiali per le costruzioni, presente su molti mercati e protagonista nell’innovazione dei prodotti e dei processi produttivi, sempre più orientati alla sostenibilità.

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