Internazionalizzazione | Qatar

Il ruolo delle imprese italiane

L’Italia si è affermata come un partner commerciale molto importante per il Qatar, tanto che, tra il 2007 e il 2009, è stata ai primi posti tra i Paesi esportatori in Qatar.

La metropoli di Doha

L’Italia gode di ottima reputazione in Qatar, dove il Made in Italy è sinonimo di uno stile e qualità che caratterizzano l’export italiano come altamente di lusso. A partire dal 2010 tuttavia, l’Italia ha osservato una consistente flessione delle proprie esportazioni, diminuite del 22,4% rispetto al 2009. Viceversa, si è assistito a un aumento consistenze delle importazioni provenienti, giustificate principalmente dall’inaugurazione dell’impianto di rigassificazione di Rovigo (solo nella prima metà del 2010 è stato infatti importato dal Qatar gas naturale per un valore pari a 619 milioni di euro). Gli ambiti verso cui si concentrano gli investimenti diretti italiani in Qatar interessano specialmente il settore energetico, che rappresenta la voce principale dell’export qatarino in Italia: si distinguono, in questo settore dell’economia qatarina, imprese italiane presenti in loco come Enel Power e Saipem.

Considerata la concorrenza agguerrita di imprese cinesi, giapponesi e sudcoreane (la presenza europea in Qatar è piuttosto scarsa a causa della crisi economica), le istituzioni italiane e gli imprenditori interessati al piano di modernizzazione dell’emirato hanno pensato di rafforzare la cooperazione economica bilateraletra aziende italiane e qatarine, grazie anche alla creazione di joint venturessu entrambi i mercati. Oltre a facilitare l’accesso delle imprese italiane attive nel settore delle infrastrutture ai fondi del Qatar destinati ai lavori pubblici, le diverse missioni imprenditoriali di questi ultimi mesi promosse dal Governo, da Confindustria, Cna, Ance e Simest, hanno mostratole potenzialità esistenti che l’Italia può vantare agli occhi degli investitori del Qatar, a cominciare dall’impiego di una parte del fondo sovrano dell’emirato nel piano infrastrutturale del governo e, soprattutto, nel settore dell’energia, che rafforzerebbe il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo.

Anche per queste ragioni sono state 90 le aziende italiane che hanno partecipato al Project Qatar, principale evento fieristico nel Paese che richiama espositori appartenenti ai settori delle costruzioni, dei materiali e dei macchinari. Il fattore tempo, e la credibilità fi nanziaria dell’Italia, tuttavia, avranno ancora una volta un ruolo decisivo, per decretare il successo del Made in Italy delle costruzioni. In un momento di pesanti turbolenze finanziarie europee, infatti, importanti investitori internazionali sono in cerca di nuovi lidi da conquistare, e il Qatar, per la ricchezza che produce, è in pole position tra i Paesi con il grado di attrattività più elevato. Per facilitare l’ingresso di capitali stranieri il Qatar ha inoltrato formale richiesta per una licenza Qualifi ed Foreign Institutional Investor per investire in azioni e bond in Cina. Il Qatar vorrebbe investire ben 5 miliardi di dollari nel mercato fi nanziario cinese, cinque volte il tetto massimo consentito. Il regolatore cinese, la China Securities Regulatory Commissi, aiuterà a completare la domanda del Qatar prima possibile e assisterà le autorità di Doha lungo tutto l’iter burocratico.

Risulta quindi chiara la volontà cinese di attrarre una crescente quantità di capitali all’interno della propria economia. Sia Cina che Qatar ricaveranno benefici da una simile operazione. Da una parte, Doha potrà diversificare il rischio e investire le ingenti rendite derivanti dalla vendita di gas naturale. Dall’altra, la Cina, nelle sue principali industrie a listino, potrà vedere re-investiti i dollari spesi per l’approvvigionamento energetico. Ciò le permetterà anche di ridurre il passivo della propria bilancia commerciale nei confronti del Qatar, mentre le industrie cinesi vedranno aumentare il capitale a disposizione, con un nuovo mercato da aggredire nel breve periodo e da consolidare nel medio-lungo.

Massimo D’Aiuto

Massimo D’Aiuto direttore generale Simest

«Desideriamo offrire alle imprese italiane un supporto al loro sviluppo facilitando l’accesso ai fondi del Qatar per le iniziative di investimento sia nell’area che in Italia. Il Qatar offre opportunità interessanti soprattutto nelle infrastrutture e nel relativo indotto».

 

 

Franco Bassanini

Franco Bassanini presidente Cassa Depositi e Prestiti

«L’accordo con i grandi investitori dei Paesi del Golfo è di grande importanza per tutto il gruppo Cdp, anche perché potrà favorire il perfezionamento di altri accordi di co-investimento sia con il Fondo strategico italiano, sia con altri strumenti del Gruppo».

 

Giorgio Aguzzi

Giorgio Aguzzi, vicepresidente Cna

«Abbiamo promosso una serie di incontri con le autorità del Golfo, per mettere gli imprenditori italiani nelle condizioni di entrare nel Qatar dalla porta principale, portando direttamente la loro esperienza e i loro prodotti in un Paese che sta vivendo uno sviluppo tumultuoso ma sano».

Sheikh Hamad Bin Jassim bin Jabr Al Thani

 

Sheikh Hamad Bin Jassim bin Jabr Al Thani, premier del Qatar

«Alla luce delle grandi riforme del governo del premier Monti, che meritano apprezzamento, l’Italia è un Paese dove investire. L’Italia ha un know how unico e può contribuire al successo dei mondiali di calcio del 2022 che si svolgeranno in Qatar».

Stefano Cianciotta

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