Governo | Economia

Sblocca Italia molto soft con rinvii e qualche esclusione

Sono 3,8 i miliardi per il via ai cantieri di nuove opere già approvate, soprattutto per l’Alta velocità. Il decreto sblocca al 2015 dal 2017 la partenza dei lavori di due nuove importanti tratte ferroviarie: la Napoli-Bari e la Palermo-Catania-Messina. Sbloccati investimenti per 10 miliardi in 12 mesi per le autostrade. 4,6 miliardi sono destinati agli aeroporti di Fiumicino, Malpensa, Firenze, Genova e Salerno. Con la discussione della Legge di Stabilità si parlerà anche della riforma dei porti e delle società partecipate. Tra i provvedimenti varati il pacchetto casa e la Cig in deroga.

Gli interventi edilizi-infrastrutturali e i 42 miliardi considerati a luglio per il decreto Sblocca Italia sono rimasti per la gran parte nei cassetti dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei Ministri: piuttosto si è pensato a sostenere la continuità delle opere già in corso. I vertici dei costruttori Ance facevano riferimento alla necessità di un forte investimento per le infrastrutture (100 miliardi in due anni) ma dal Governo le risorse reali messe a disposizione del decreto Sblocca Italia sono solamente 3,8 miliardi.Sblocca Italia01

Michele Elia | Commissario straordinario per sbloccare le grandi opere ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina.

Michele Elia | Commissario straordinario per sbloccare le grandi opere ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina.

Opere in corso e commissari straordinari
Nello specifico, 841 milioni provenienti dal capitolo Revoche opere bloccate, altri 3 miliardi dal Fondo per sviluppo e coesione. Questo a partire dal 2016, mentre per il prossimo anno si dovrà far leva su un importo reale di 600 milioni. I cantieri che sono stati privilegiati sono dunque quelli in corso, come la Brescia-Padova, il terzo valico, il tunnel del Brennero, i cantieri che dovranno avere inizio il prossimo anno, come le tratte dell’alta velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina (valgono 10 miliardi). Per questi ultimi interventi nel decreto vi sono anche i poteri da commissario straordinario affidati a Michele Elia, per sbloccare le grandi opere ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina, che avranno inizio a novembre del prossimo anno invece del novembre 2018, così come un nuovo commissario è previsto anche per dare tempi certi alla riqualificazione di Bagnoli.

Opere ferroviarie e metropolitane
Via libera ai cantieri ferroviari, compreso il terzo valico dei Giovi e, restando sulle opere del Nord, segnaliamo la tratta ferroviaria Genova-Milano e il recupero della tratta ferroviaria Ventimiglia-Cuneo. Note positive per quattro linee metropolitane: a Roma la linea C, a Torino il passante ferroviario, la metropolitana di Napoli e a Firenze la nuova metro-tramvia. Sempre a Roma è stato inserito nell’elenco per lo sblocca cantieri il ponte fra l’Eur e il collegamento autostradale per Fiumicino. Pronto a partire il piano autostradale (è già stato notificato a Bruxelles), ipotizzato in 10 miliardi in 12 mesi e che fa leva sulla proroga delle concessioni ai privati: nell’elenco c’è la Valdastico Nord e la Mestre-Trieste.
Restano escluse due opere ritenute da molti “eccellenti”, quali la Gronda autostradale di Genova, che risultava impossibile inserire fra le opere cantierabili in un breve lasso di tempo, e la Orte-Mestre, che aveva un peso di ben 10,4 miliardi, senza alcuna possibilità di essere cantierata.
Non mancano nel provvedimento una serie di piccoli cantieri facenti parte delle richieste dei comuni inoltrate alla Presidenza del Consiglio: si tratta di un pacchetto di opere superiori a 400 milioni.

Forbice per le partecipate
Si parlerà il prossimo mese e in modo più dettagliato per finanziare interventi contro il dissesto idrogeologico (1 miliardo di finanziamento?) e del taglio delle 8mila partecipate locali che verrà deciso in modo organico con la discussione della Legge di Stabilità.
Si tratterà di un netto colpo di forbice su 2mila società partecipate sul totale di 8mila, per ricavare il prossimo anno risparmi per 500 milioni di euro. Con la prossima discussione della Legge di Stabilità sono previsti anche controlli e sanzioni per comuni e regioni inadempienti nei tagli. Secondo le intenzioni del commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, il contenimento delle uscite riguarderà 10mila società, mentre 1.075 sfuggono al censimento perché non è disponibile un consuntivo relativo al 2012.
Il risparmio potenziale, viene riferito, nel giro di quattro anni potrebbe raggiungere la cifra di 2,5 miliardi, stima considerata realistica a patto che il giro di vite sulle municipalizzate avvenga realmente. Fra l’altro, la finanziaria 2008 vietava di creare società che non perseguissero le finalità istituzionali dell’ente locale, tuttavia le norme rischiano di rivelarsi non efficaci poiché la valutazione è lasciata all’amministrazione partecipante, a cui, per mantenerla in attività, basta far approvare una delibera.
Le perdite intanto gravano pesantemente sui bilanci: solo nel 2012 1,2 milioni. Il commissario Cottarelli ha accusato le cosiddette “scatole vuote”: si tratta di 3mila imprese che hanno meno di sei dipendenti e in circa la metà delle partecipate comunali il numero dei lavoratori è inferiore a quello dei membri del cda. Risultati allucinanti: 37mila cariche e 26.500 amministratori, 1.300 hanno un fatturato inferiore a 100mila euro. Secondo il commissario sarebbe utile dismettere le partecipazioni in società al di sotto di una certa soglia di fatturato, ipotizzando anche un rincaro delle tariffe nel trasporto pubblico locale, ma evitando aumenti eccessivi e indicando che parte dei risparmi dovrebbe andare al miglioramento della qualità del servizio.

Riforma dei porti
Così pure, più avanti, si parlerà anche della riforma dei porti, stralciata per ulteriori approfondimenti. Pare che la norma che sopprime 9 enti portuali su 24 sia tra i punti ancora in discussione. Occorre ricordare che il Governo a livello di bozza aveva proposto la soppressione integrale delle Autorità portuali.

Gasdotto Tap
La ricerca della copertura degli interventi è stata molto dibattuta e faticosa, condizionata dalla richiesta del ministero del Tesoro di non aprire nuovi capitoli di spesa con effetti sul deficit 2014: questo infatti è già in bilico sul limite del 3%.
Un altro aspetto delicato riguarda il capitolo Gasdotto, nello specifico quello che arriverà in Puglia. Infatti, il 20 settembre il presidente del Consiglio si recherà in Azerbaijan (a Baku) per il via libera al Tap (Trans adriatic pipeline), che è stato definitivamente sbloccato. Si tratta del gasdotto che dalla fine del 2019 trasporterà il gas azero in Italia e successivamente in Europa. L’opera, che collegherà il confine turco-greco alla Puglia con una capacità iniziale di 10 miliardi di metri cubi, è considerata come una delle possibili soluzioni per fronteggiare gli eventuali problemi che possono sorgere con l’approvvigionamento di gas russo (ora in primo piano d’attualità a causa della crisi ucraina).
I lavori di costruzione del gasdotto dovrebbero iniziare nel 2016 e, secondo gli osservatori, il Tap rappresenta una delle più grandi opportunità nella storia della Puglia degli ultimi cinquant’anni, opportunità per tutto il meridione. Infatti, l’infrastruttura potrà creare occupazione non solo nell’industria principale bensì in tutto l’indotto.
Il Tap, fra l’altro, è stato ritenuto strategico non solo per l’Italia ma anche per l’Europa, come ha asserito l’amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne. L’opera sembra però destinata a dover affrontare una notevole opposizione locale: infatti, esiste già da tempo un comitato no-Tap che contesta la decisione d’installare il terminale del gasdotto a Malendunio (Lecce). Secondo il comitato del “no”, benché la commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente abbia espresso parere favorevole al progetto, occorre aspettare il passaggio politico in cui i ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali dovranno firmare il decreto interministeriale di compatibilità ambientale e poi occorre il passaggio finale dell’autorizzazione unica che rilascia il ministero dello Sviluppo economico, a cui la Regione Puglia potrà negare l’intesa autorizzativa esercitando le sue prerogative. Va ricordato che il comitato ha già al suo attivo l’adesione di 30 comuni salentini che hanno deliberato la propria contrarietà al progetto e che la Regione Puglia ha fatto proprie le motivazioni espresse confermando nella prima e nella seconda ripubblicazione del progetto il proprio no tecnico e politico.

Matteo Renzi | Presidente del Consiglio dei Ministri.

Matteo Renzi | Presidente del Consiglio dei Ministri.

Semplice comunicazione per i lavori in casa
Secondo il Governo si tratta di una delle norme più importanti inserite all’interno del decreto Sblocca Italia: è la semplificazione della normativa prevista per le ristrutturazioni.
Con l’entrata in vigore del provvedimento basterà infatti una semplice comunicazione al comune di residenza al posto dell’attuale autorizzazione per cominciare i lavori in casa.
Arriverà invece con un disegno di legge delega la riforma del codice degli appalti. Quello che arriverà con il decreto Sblocca Italia sarà semplicemente una super Scia per tutte le attività d’impresa. In questo modo le attività in edilizia saranno libere e consentite, salvo quelle che risultano vietate in modo esplicito da vincoli comunicati e dalle disposizioni indispensabili sulla sicurezza o sulla protezione dell’ambiente, del patrimonio culturale, della salute. Tra le norme è previsto anche un regolamento edilizio unico standard valido per tutti gli 8mila comuni italiani.

Cig in deroga
Nel decreto è stato inserito anche il rifinanziamento per il 2014 degli ammortizzatori sociali in deroga. La cifra stanziata è di 678 milioni di euro ma per recuperare risorse da destinare alla cassa integrazione in deroga il Governo è stato costretto a tagliare altri stanziamenti. In modo specifico è stato completamente azzerato il bonus Letta per finanziare le assunzioni a tempo indeterminato di giovani tra i 18 e i 29 anni. 300 milioni di euro saranno presi dal contributo integrativo dello 0,30% che viene versato all’Inps e il cui scopo era quello, fino ad oggi, di finanziare un fondo rotativo per facilitare l’accesso al Fondo sociale europeo e al Fondo regionale europeo. Tra le risorse che il Governo ha azzerato per trovare i fondi necessari al finanziamento degli ammortizzatori in deroga c’è anche un tesoretto di 103 milioni di euro destinati al salario di produttività che erano stati stanziati nel 2012 e che sono rimasti inutilizzati. Inoltre, 11 milioni sono stati messi insieme definanziando il fondo a favore degli interventi per l’occupazione giovanile.

Deduzione Irpef del 20%
Il capitolo fiscale dello Sblocca Italia è stato uno dei capitoli più controversi del documento. Alla fine la misura dell’Ecobonus del 65% sulle ristrutturazioni edilizie è stata rinviata alla Legge di Stabilità, mentre lo sgravio per chi acquista una casa di nuova costruzione (o completamente ristrutturata) e poi la riaffitta ad un canone calmierato ha trovato posto nel decreto. Anche questa misura però è stata inserita provvisoriamente e salvo intese all’interno del provvedimento. Si tratta di una formula che si utilizza quando i Ministeri non hanno trovato consenso sulle coperture. Resta il fatto che nella bozza è previsto uno sconto fiscale del 20% in otto anni fino a 300mila euro per chi acquista un immobile nuovo o completamente ristrutturato e lo affitta per almeno otto anni a canone concordato. L’asticella di questo sconto però potrebbe scendere al 15% e anche il limite massimo della detrazione potrebbe essere rivisto.

Giorgio Merletti

Giorgio Merletti

Giorgio Merletti | Confartigianato
Valorizziamo apprendistato e alternanza scuola-lavoroIl presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, in tema di riforme per rilanciare l’occupazione ha asserito che “bisogna liberare l’apprendistato da costi e vincoli introdotti dalla riforma Fornero, rilanciare l’alternanza scuola-lavoro, valorizzare le competenze, “importare” in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione “duale”, efficace collegamento tra il mondo della scuola ed il mondo delle imprese che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere. È questa la strada per affrontare il dramma della disoccupazione giovanile e potenziare la qualità manifatturiera made in Italy”. Parole che hanno avuto l’apprezzamento del presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, il quale ha sostenuto che “bisogna utilizzare il Jobs Act per definire un sistema di orientamento e di sostegno al lavoro che, al pari degli altri Paesi europei, offra ai giovani un percorso di continuità e coerenza tra istruzione, formazione, esperienze on the job e inserimento lavorativo con contratto di apprendistato. L’apprendistato è lo strumento fondamentale per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e per trasmettere le competenze tipiche delle attività che hanno fatto grande il made in Italy nel mondo. L’Italia deve investire su questo contratto che coniuga il sapere e il saper fare, e che ha formato generazioni di lavoratori ma è stato anche la “palestra” per migliaia di giovani che hanno creato a loro volta un’impresa. L’Italia e la Germania – ha concluso Merletti – sono, tra i G20, i due Paesi europei con il maggiore valore aggiunto manifatturiero al mondo, insieme a Cina, Corea del Sud e Giappone. Questo nostro record va difeso con iniziative in materia di mercato del lavoro e di formazione professione per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro in generale e, in particolare, nelle imprese artigiane”.

Viziano Nicoletta | Presidente Giovani imprenditori Confindustria Liguria

Viziano Nicoletta | Presidente Giovani imprenditori Confindustria Liguria

Nicoletta Viziano | Presidente Giovani imprenditori Confindustria Liguria
Pacchetto casa: le misure dello “Sblocca Italia” bastano a rilanciare il Paese? «Nell’incertezza che avvolge lo “Sblocca Italia”, fra annunci e smentite, con le norme ancora in riscrittura presso i vari ministeri, di una cosa siamo abbastanza sicuri: la grande rivoluzione, quella che avrebbe dovuto far ripartire l’economia del Paese, non ci sarà. Almeno per quel che riguarda il Pacchetto casa. Perché se le misure a costo zero, come le semplificazioni per le ristrutturazioni edilizie, ci saranno, quelle che necessitano di investimenti, come l’ecobonus e le deduzioni fiscali per l’acquisto di immobili da affittare a canone concordato, sono in bilico, e rischiano di finire nella Legge di stabilità. Peccato, perché poteva essere un’occasione per far ripartire il mercato immobiliare, che da sempre è il barometro dell’economia del Paese.
Non è solo Roma però che sottostima l’importanza di questo settore: anche gli enti locali, che soffrono come la capitale di una cronica penuria di risorse da investire, non sanno utilizzare al meglio l’intraprendenza del privato per valorizzare il patrimonio immobiliare.
In Liguria pesa ancora il ricordo delle operazioni di cartolarizzazione all’italiana: per sanare il buco della sanità, infatti, invece di mettere sul mercato le centinaia di immobili Asl, per ben due volte negli ultimi cinque anni la Regione Liguria li ha cartolarizzati trasferendone i titoli a una società del Ministero del Tesoro, Fintecna, e ad un’agenzia regionale per l’edilizia popolare, Arte. E quando queste hanno trovato difficoltà a rivendere sul mercato gli immobili, dato il momento di crisi nera del settore, è spuntata una proposta di legge regionale (poi fortunatamente non approvata) per dare una corsia preferenziale in tema di procedure e premessi di costruire per questi pacchetti di immobili.
In un periodo in cui l’edilizia è in grave crisi, con aziende che chiudono quotidianamente ed operai che perdono il lavoro, operazioni di questo genere fanno levare un grido di dolore, fanno capire che se l’Italia non cambia mentalità non potrà mai “sbloccarsi”. Che è necessario fermare l’aggressione fiscale ad un settore che ha pagato uno scotto troppo pesante, con quasi 600mila posti di lavoro persi.
Oggi infatti i prezzi degli immobili hanno forse raggiunto il loro minimo, ma prima di rivedere la ripresa c’è ancora da attendere perché la tassazione continua ad aumentare e, fintanto che non sarà chiaro il trend dei valori immobiliari, ben pochi compreranno nel dubbio di ulteriore caduta dei prezzi.
L’edilizia è un volano per la ripresa, allora, non solo in termini settoriali o di indotto, ma anche perché la certezza del valore del proprio patrimonio è essenziale per ricostruire la fiducia delle famiglie, migliorare le aspettative future e quindi far riprendere i consumi. L’aumento di domanda interna è l’unica via per una stabile ripresa della produzione industriale. Ed è anche per questo che serve includere un piano casa nelle più ampie strategie industriali.
Speriamo che quando la coltre di incertezza sul pacchetto casa si dissolverà, si possa avere la certezza che il Governo abbia capito la rilevanza strategica dell’edilizia e del percorso per riattivarla: la ripresa del Paese “va costruita mattone per mattone!».

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