Giurisprudenza | Consiglio di Stato

Senza risorse, niente avvalimento

Il Consiglio di Stato (Sez. III 29 ottobre 2012 n. 5512) conferma che, affinché l’avvalimento possa considerarsi perfezionato, è indispensabile l’indicazione in contratto delle risorse e dei mezzi prestati per l’esecuzione del contratto di avvalimento.

Nella sentenza si legge che le risorse e i mezzi che sarebbero stati prestati per l’esecuzione del contratto di avvalimento prodotto dall’aggiudicataria, nella fattispecie, «prevedeva, quale proprio oggetto, l’impegno dell’ausiliaria «a fornire i requisiti e a mettere a disposizione le risorse necessarie per tutta la durata dell’appalto» oggetto della gara. Secondo i giudici di Palazzo Spada, si trattava di una dizione generica, non ulteriormente specificata in alcun altro punto, né del contratto, né della dichiarazione di obbligo prodotta dalla ausiliaria, in quanto da tali atti non era possibile evincere in modo determinato e specifico quali fossero le risorse e i mezzi che sarebbero stati prestati per l’esecuzione del contratto. È evidente quindi la indeterminatezza dell’oggetto del contratto di avvalimento in violazione dell’art. 88, comma 1, lett. a) del Dpr 207 del 2010 dettato proprio con riferimento ai contratti aventi a oggetto lavori pubblici (cfr. Cons. Stato, Sez. III, n. 2344 del 18.4.2011; Sez. III, n.6040 del 15 novembre 2011). Né – prosegue la sentenza – l’oggetto dell’avvalimento potrebbe essere determinato aliunde, assumendo a riferimento l’attestazione Soa di qualificazione dell’ausiliaria poiché ciò non si evince né dalla volontà contrattuale delle parti, le quali fanno genericamente riferimento alle risorse necessarie all’esecuzione dell’appalto senza specificarle, né dall’art. 88 del Regolamento il quale non contempla la determinazione per relationem delle risorse e dei mezzi prestati dall’ausiliaria. Viene dunque confermato che la messa a disposizione di requisiti, svincolata da qualsivoglia collegamento concreto con risorse materiali o immateriali snatura l’istituto dell’avvalimento per piegarlo a una logica di elusione dei requisiti stabiliti nel bando di gara (Cons. Stato, Sez. III, n. 2344 del 18.4.2011; cfr. anche V, n. 4510 del 6 agosto 2012)».




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