Il mercato che evolve | Claudio de Albertis, presidente Assimpredil Ance

Sfide e opportunità della rigenerazione urbana

Per generare innovazione, traghettando il prodotto nel mercato futuro delle costruzioni, è fondamentale conoscere e capire le evoluzioni del mercato stesso e i nuovi stili di vita: le parole chiave che guideranno le scelte di acquisto future saranno qualità, connessione, green, socialità, condivisione.

Claudio De Albertis, presidente Assimpredil Ance

Claudio De Albertis, presidente Assimpredil Ance

Il settore delle costruzioni è, oggi più che mai, chiamato a interpretare le dinamiche di un mercato che sta profondamente cambiando. A livello europeo, le politiche dell’Unione sono rivolte al consumo «zero» di suolo e temi quali la rigenerazione e la riqualificazione delle nostre città sono direttamente collegati a tale obiettivo.

Le direttive europee hanno ormai tracciato una strada a senso unico; sull’onda di uno slogan trasversale a livello politico, che sposa il principio che non si può consumare più suolo inedificato, il legislatore nazionale e alcuni legislatori locali si stanno muovendo di conseguenza, elaborando provvedimenti che rischiano di congelare il mercato, generando, in un momento di scarso interesse a nuovi investimenti immobiliari, una evidente criticità. La tutela di una risorsa esauribile come il suolo inedificato è una questione che non si può certo discutere, ma le azioni che ne conseguono ci penalizzano senza una ragionevole utilità per la sostenibilità futura dello sviluppo. Al fine della loro reale efficacia, è necessario che le politiche messe in atto valorizzino la componente di riqualificazione del territorio, consapevoli del fatto che, in contesti urbanizzati come quello italiano, servono strategie e regole che facilitino la rigenerazione dei siti inquinati e delle realtà dismesse, fattori tipici delle aree urbane metropolitane e dense.

In particolare, sono necessarie leggi e norme in grado di definire le «priorità del riuso» e le misure urbanistico/amministrative, finanziarie, fiscali in grado di migliorare la realizzabilità degli interventi di riqualificazione urbana, che attualmente scontano numerosi problemi legati soprattutto al rispetto degli standard urbanistici previsti dal dm 1444/1968 (limiti di distanza, altezza degli edifici e quantità minima di aree da riservare per servizi pubblici, quali parcheggi, aree a verde, strade, scuole, ecc.). In un’ottica di sviluppo sostenibile va affrontata la sfida di ridurre i consumi energetici degli edifici, attraverso la riduzione del fabbisogno energetico con interventi sull’involucro, integrare l’uso delle fonti rinnovabili, mettere in sicurezza le costruzioni nelle zone sismiche. Un’area strategica per il settore delle costruzioni è quella legata al prodotto che deve innovarsi per proporre al mercato uno stimolo alla ripresa della domanda, intercettando i bisogni futuri e interpretando i nuovi stili di vita: la domanda è cambiata e i consumi sono ridotti e selettivi.

Il clima culturale evolve verso la sostenibilità in senso lato e oggi dobbiamo iniziare a costruire per il futuro, per un mercato che non è quello che conosciamo poiché’ i nostri clienti saranno diversi e diverse saranno le regole del gioco. Il settore deve aumentare il livello di innovazione e bisogna ritornare a parlare di nuovi prodotti e di processi. Bisogna accompagnare il sistema delle imprese verso un processo di reale qualità. Il risultato atteso è quello di generare un diffuso confronto nella filiera delle costruzioni per costruire alleanze tra progettazione, forniture, materiali per affermare un nuovo standard qualitativo nell’offerta immobiliare. Per generare innovazione, traghettando il prodotto nel mercato futuro delle costruzioni, è fondamentale conoscere e capire le evoluzioni del mercato stesso e i nuovi stili di vita: le parole chiave che guideranno le scelte di acquisto future saranno qualità, connessione, green, socialità, condivisione. Innovare per il settore delle costruzioni, da sempre uno dei settori più conservativi, vuol dire cambiare approccio al mercato; l’industria delle costruzioni vuole proporre soluzioni innovative che siano realmente in grado di migliorare la qualità delle realizzazioni. Sappiamo tutti, però, che il tempo di gestazione dell’innovazione è molto lungo.

L’innovazione è lenta anche perché l’introduzione di cambiamenti nelle tecniche e nei materiali richiede non solo la valutazione prestazionale del singolo elemento, ma anche l’interazione nel complesso dell’edificio. Bisogna misurare la durabilità dei suoi effetti e la compatibilità con gli altri materiali e soluzioni. Il prodotto edilizio è inscindibile dal territorio e le aspettative della domanda sono di una qualità integrale, la somma di vari fattori su cui l’edilizia deve riprendere in mano la capacità di costruire un’offerta realmente rispondente al bisogno. Non si potrà prescindere in futuro da principi ormai diventati cultura diffusa del vivere. La Commissione Europea ha destinato all’edilizia un ruolo centrale, individuando l’edilizia sostenibile come uno dei mercati con grandi potenzialità di sviluppo anche in termini di occupazione e nuove figure professionali, insieme alle energie rinnovabili e al riutilizzo dei materiali.

Le potenzialità «green» del settore delle costruzioni riguardano in primo luogo le nuove costruzioni, in cui da una parte occorre muoversi nella direzione degli «edifici a energia quasi zero», dall’altra è necessario favorire l’utilizzo di materiali costruttivi il cui impatto sull’ambiente sia sempre più ridotto, anche attraverso la pratica del riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Ma la sfida del futuro sarà anche quella della riqualificazione del patrimonio esistente dove è necessario puntare non solo sulla riduzione dei consumi di energia ma anche, e prima di tutto, sul rinnovamento qualitativo del patrimonio immobiliare per ridurre il fabbisogno di energia agendo sull’involucro e sulla « bonifica» del degrado strutturale. Un ulteriore ambito di intervento è rappresentato dalle città in senso lato, perché la sfida della sostenibilità e dell’economia verde deve essere affrontata con una visione d’insieme, mirando a efficientare non solo le case ma anche i centri urbani nel loro complesso, con una particolare attenzione al recupero delle aree industriali dismesse che sono la risposta urbana all’obiettivo del consumo zero di suolo.

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